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Nel secondo trimestre aumenta l'occupazione su 1° trim. (+1,2%) e su anno (+4,9%)

Nota trimestrale sulle tendenze dell'occupazione pubblicata oggi da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal

di Redazione Soldionline 20 set 2022 ore 15:26

A cura di LABITALIA

 

occupazioneNel secondo trimestre 2022 l’input di lavoro, misurato in Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno), è aumentato in termini congiunturali (+1,2% rispetto al primo trimestre 2022) e su base annua (+4,9% rispetto al secondo trimestre 2021). La stessa dinamica si rileva per il Pil, in crescita rispettivamente di +1,1% e +4,7%.

L’occupazione, a sua volta, aumenta rispetto sia al trimestre precedente sia al secondo trimestre 2021. è quanto emerge dalla Nota trimestrale sulle tendenze dell'occupazione pubblicata oggi da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal. Su base congiunturale, si legge nella nota, la crescita dei dipendenti si osserva in termini sia di occupati (+1,0%) sia di posizioni lavorative del settore privato extra-agricolo (+1,2%) che aumentano nell’industria in senso stretto (+0,5%), nelle costruzioni (+2,3%) e nei servizi (+1,4%).

La crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti trova conferma nei dati del ministero del Lavoro e delle politiche sociali ricavati dalle Comunicazioni obbligatorie (Co) rielaborate che, in tre mesi, evidenziano un aumento di 159mila posizioni, a tempo indeterminato (+88mila rispetto al primo trimestre 2022) e a tempo determinato (+71 mila). Nel secondo trimestre 2022 le attivazioni di rapporti di lavoro alle dipendenze sono state 2 milioni 806 mila (+3,6% in tre mesi) e le cessazioni 2 milioni 647 mila (+4,6%).

 L’occupazione dipendente, emerge ancora dai dati, è in aumento anche su base tendenziale, in termini di occupati (+3,6% in un anno) e di posizioni lavorative dei settori dell’industria e dei servizi (+5,9%). Le posizioni lavorative aumentano nei dati delle Co (+735 mila rispetto al secondo trimestre del 2021), in tutti i settori di attività economica, con l’unica eccezione di quello agricolo. Tale dinamica positiva trova conferma nei dati Inps-Uniemens (+682 mila posizioni in un anno), con differenze sostanzialmente imputabili al diverso perimetro di osservazione.

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