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Ministero Lavoro-Bankitalia, continua la ripresa del mercato anche se a ritmi moderati

Nei primi 4 mesi del 2021 l'impatto della pandemia è stato significativamente meno intenso di quello osservato nello stesso periodo del 2020

di Redazione Soldionline 19 mag 2021 ore 14:09

A cura di Labitalia/Adnkronos


concorsi-lavoroContinua la ripresa del mercato del lavoro, seppure a ritmi moderati. Tra l'inizio di gennaio e la penultima settimana di febbraio le assunzioni, al netto delle cessazioni, sono aumentate a ritmi sostanzialmente identici a quelli rilevati nel corrispondente periodo sia del 2020, quando ancora non si era manifestata la pandemia, sia del 2019, un anno di moderata crescita del mercato del lavoro. E' quanto si legge nella nota congiunta del ministero del Lavoro e la Banca d'Italia. Dalla fine di febbraio di quest'anno fino a metà di aprile, a causa dell'andamento dei contagi, la creazione netta di posti di lavoro è rallentata; sono poi tornati a manifestarsi segnali di ripresa. Complessivamente, si legge, nei primi 4 mesi del 2021 l'impatto della pandemia è stato significativamente meno intenso di quello osservato nello stesso periodo del 2020: tra gennaio e aprile sono state create circa 130.000 posizioni di lavoro, a fronte delle oltre 230.000 distrutte nello stesso periodo dell'anno prima.

Dall'inizio dello scorso anno fino alla fine di aprile si contano circa 500.000 posti di lavoro in meno rispetto a quelli che sarebbero stati creati se non si fosse manifestata la pandemia. Nel dettaglio, il divario risulta limitato per le posizioni a tempo indeterminato (circa 100.000 unità in meno), grazie anche al blocco dei licenziamenti. È invece particolarmente ampio per gli impieghi temporanei, più reattivi alle fasi di accelerazione del contagio: per questi contratti la differenza si è ampliata da -200.000 a fine febbraio a -280.000 a fine aprile. Secondo uno scenario compatibile con le previsioni macroeconomiche della Banca d'Italia, formulate nel gennaio del 2020, prima della pandemia, ricorda inoltre la nota, senza lo shock provocato dall'infezione da Covid-19 nel 2020 e nel 2021 la crescita dei nuovi posti di lavoro alle dipendenze sarebbe avvenuta all'incirca agli stessi ritmi del 2019.

Nel 2021 la dinamica nell'industria, pur con ampie eterogeneità tra i diversi comparti è rimasta complessivamente in linea con quella osservata nel 2019: nei primi quattro mesi dell'anno sono state create circa 100.000 posizioni di lavoro, come due anni prima. Il rallentamento osservato da fine febbraio è invece interamente imputabile ai servizi privati dove la creazione di posti di lavoro è rimasta su valori sostanzialmente nulli. La debolezza dei servizi privati, e delle attività connesse con il turismo in particolare, sta penalizzando l'occupazione femminile: nei primi mesi del 2021 il saldo delle posizioni di lavoro create e distrutte è stato sostanzialmente nullo per le donne. Nelle regioni del Centro Nord tra gennaio e aprile sono stati creati 90.000 nuovi posti di lavoro (a fronte di un crollo di oltre 170.000 unità nel 2020, ma di un saldo positivo di quasi 180.000 nel 2019). Alla crescita hanno contribuito in larga misura gli impieghi a termine (75.000 posizioni, quasi il triplo di quanto registrato nel 2019). La dinamica del Mezzogiorno (40.000 posti di lavoro creati) riflette invece soprattutto la tenuta del tempo indeterminato, sostenuto dal blocco dei licenziamenti.

 

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