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Mercati verso una fase di stabilizzazione?

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist per Intermonte Advisory e Gestione, si potrebbe trattare di una fase di stabilizzazione temporanea, in vista della ripresa dei principali trend primari

di Redazione Soldionline 12 lug 2018 ore 10:25

Dopo le forti turbolenze registrate dai mercati finanziari nel bimestre maggio/giugno, nei prossimi mesi potremmo attenderci una fase si stabilizzazione?

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist per Intermonte Advisory e Gestione, “si potrebbe trattare di una fase di stabilizzazione temporanea, in vista della ripresa dei principali trend primari (apprezzamento dollaro, calo tassi core in modo particolare Treasury, appiattimento curva USA e petrolio forte) in autunno”.

Nell’analisi seguente lo strategist analizza le prospettive per i prossimi mesi sulle singole asset class.

 

Il periodo luglio/inizio agosto potrebbe rappresentare la fase della stabilizzazione dopo la “tempesta” di maggio/giugno. Diverse sono le ragioni che potrebbero comportare tale andamento.

 

schema-investimentoSul fronte valutario, la possibilità di rientro di parte del forte ridimensionamento delle posizioni lunghe di euro nel corso degli ultimi due mesi circa. Inoltre il ridimensionamento delle tensioni politiche, dopo il superamento del rischio di caduta del governo Merkel e dopo le dichiarazioni più rassicuranti del ministro Tria dal fronte italiano.

Infine, l’accentuazione dei rischi generati dal prolungamento delle discussioni fino alle prime implementazioni dei dazi, rendono meno credibile la possibilità che la Fed riesca davvero a portare i tassi sopra al 3% nel corso dei prossimi due anni. Del resto, lo stesso Powell ha dichiarato che l’attuale tasso Fed Funds sarebbe circa 100 punti base sotto il livello di neutralità, che quindi si situerebbe nel range 2,75-3%. Di conseguenza, tra luglio ed agosto l’euro potrebbe riportarsi in area 1,19, fino a raggiungere eventualmente quota 1,20, nel caso in cui l’ipotesi di Fed più morbida diventasse più diffusa.

euro-dollaro-12-luglio-2018

 

Sul fronte tassi/spread, la possibilità che le minori tensioni politiche, i segnali più positivi che stanno arrivando dai dati macro di maggio (si vedano ad esempio produzione industriale tedesca e vendite al dettaglio italiane) possano contribuire ad un graduale ridimensionamento dei tassi periferici e quindi dello spread italiano in area 200 punti base.

In questo caso potrebbe aiutare anche l’attesa della consueta riduzione dell’offerta di Btp nel mese di agosto. La minore necessità di acquisti in chiave di flight to quality potrebbe temporaneamente riportare i tassi Treasury e bund decennali su livelli più elevati, rispettivamente in area 2,95% e 0,45/0,50% entro i prossimi 30/40 giorni.

spread-12-luglio-2018

 

Sul fronte azionario, il ridimensionamento del forte deflusso in area euro che nelle ultime settimane ha raggiunto picchi estremi. Gli operatori hanno concentrato molto gli acquisti sul mercato USA, evitando i mercati percepiti come potenzialmente più problematici, come Euro (poca chiarezza sul fronte politico) ed emergenti (timori derivanti dal rafforzamento del dollaro). Il picco del deflusso potrebbe ridimensionarsi, comportando pertanto un recupero dei listini dell’area.

flussi-azionari-12-luglio-2018

 

Sul fronte yuan: le tensioni Cina-USA potrebbero gradualmente stemperarsi dopo la partenza della prima tranche da 50 miliardi di dollari (a sua volta suddivisa in 34+16 miliardi) per spostarsi su altri piani, tra cui quello geopolitico, come ad esempio il pressing cinese sulla Corea del Nord affinché non rispetti i patti firmati con gli USA in caso di minaccia di escalation sul fronte dazi da parte di Trump contro la Cina.

Di conseguenza lo yuan potrebbe fermarsi in area 6,70 vs il dollaro, con possibilità di spingersi verso 6,90, nel caso in cui Trump dovesse rendere concreta la minaccia di implementazione di dazi su ulteriori 200 miliardi di merci, ipotesi che però sembrerebbe non possibile nel breve termine, dal momento che richiederebbe una tempistica di attuazione piuttosto lunga che si spingerebbe di fatto fino alle prossime elezioni di mid term del 6 novembre.

 

Sul fronte commodity: un possibile ridimensionamento del prezzo del petrolio (in modo particolare il WTI) nel corso dell’estate, dopo aver fortemente scontato problematiche dal lato offerta, come dimostrato dalla forte backwardation in atto (prezzo spot superiore a quello a termine), che potrebbe essere indicativa di un potenziale picco già realizzato in area 75$/b. In tale direzione potrebbe spingere anche l’aumento dell’offerta non solo dall’Arabia Saudita ma anche dalla Russia (importante l’incontro Putin Trump del 16 luglio), fino ad ipotizzare la messa in vendita di parte delle riserve strategiche USA, al fine di ridimensionare il prezzo della benzina durante la driving season. In questo contesto il WTI potrebbe tornare in area 65/70 dollari nel corso dell’estate, iniziando progressivamente tale trend già nel corso di luglio.

petrolio-12-luglio-2018

Un possibile recupero del prezzo dell’oro fino ad area 1280/1300 dollari/oncia, contestualmente all’apprezzamento dello yuan. La Cina potrebbe aver utilizzato parte delle riserve auree al fine di disporre dei dollari sufficienti per mantenere sotto controllo il movimento di deprezzamento dello yuan, causando pertanto un calo marcato del metallo giallo nelle fasi più turbolente per la moneta del dragone. In tale direzione due considerazioni: 1) il mancato utilizzo delle riserve valutarie, che addirittura sono leggermente aumentate nel secondo trimestre; 2) il forte calo dell’oro detenuto dagli etf mondiali su oro fisico. In estrema sintesi, tra il mese di luglio e gli inizi di agosto, si potrebbe assistere a movimenti opposti a quelli emersi tra maggio e giugno.

 

In ottica fine anno, i trend primari potrebbero però riemergere, con riferimento principalmente a: 1) calo dei tassi Treasury che potrebbero portare all’inversione della curva sul segmento 2-10 anni; 2) apprezzamento del dollaro vs euro, in vista della ripresa autunnale del focus sulle tematiche politiche dell’area in corrispondenza dell’iter di approvazione della legge di bilancio italiana e delle elezioni del 14 ottobre in Baviera.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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