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La Grecia ha votato sì al piano di salvataggio

Approvate le misure concordate con i partner europei, Tsipras può adesso proseguire le trattative per arrivare al piano di salvataggio vero e proprio. Ma potrebbero arrivare sorprese dal FMI

di Marco Delugan 16 lug 2015 ore 12:00

Nella notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 luglio, il parlamento greco ha approvato a larga maggioranza le riforme proposte dal Primo Ministro  Alexis Tsipras necessarie alla prosecuzione dei negoziati per la definizione del terzo piano di salvataggio del Paese.

I voti favorevoli sono stati 299, quelli contrari sono stati 64. La maggior parte dell'opposizione viene dallo stesso partito di Tsipras, Syriza.

Ma in molti, anche fuori dal Parlamento, non hanno preso bene l'improvviso cambiamento di direzione attuato dal governo greco, che solo poche settimane fa aveva appoggiato il no al referendum sulla proposta di accordo del 25 giugno, considerata da molti meno pesante di quella poi approvata.

VIDEO: Grecia, ad Atene scontri davanti al Parlamento

alexis-tsiprasTsipras può quindi iniziare a lavorare con i creditori europei alla definizione del vero e proprio piano di salvataggio, che porterà a nuovi finanziamenti e alla realizzazione di riforme che dovranno generare avanzi di bilancio prestabiliti e il cui raggiungimento verrà costantemente monitorato dalle istituzioni creditrici.

Ma su quale sarà la struttura definitiva del piano è emerso nei giorni scorsi un nuovo elemento di incertezza: il Fondo Monetario Internazionale, che le istituzioni europee desiderano come partner dell'intera operazione, ha dichiarato che il debito greco è insostenibile, cosa che renderebbe impossibile la partecipazione del FMI, e che quindi sarà probabilmente necessario ridurlo. Tale misura non è tra quelle inserite nell'accordo stipulato lunedì mattina, ed è stato anche il principale punto di disaccordo tra Grecia e partner europei negli ultimi sei mesi di trattativa.

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E così, mentre la Grecia non è ancora al di la del guado, e l'approdo sembra poter non essere più lo stesso pensato solo pochi giorni fa, nelle prossime settimane potrebbero accadere almeno due cose importanti.

La prima è che la BCE fornirà nuova liquidità d'emergenza alle banche greche, che potrebbero quindi riaprire e permettere al paese ellenico di ridurre le misure di controllo sul movimento dei capitali.

La seconda è il probabile avvio del piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro, una delle condizioni fondamentali per lo sblocco dei nuovi finanziamenti.

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