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L’Europa potrebbe migliorare?

Tim Stevenson ci dà un aggiornamento sui mercati europei analizzando se e come la recente svolta a favore dell’Europa potrà continuare.

di Redazione Soldionline 1 feb 2013 ore 12:13

Articolo a cura di Tim Stevenson, manager del Fondo Henderson Horizon Pan European Equity

Tim Stevenson ci dà un aggiornamento sui mercati europei analizzando se e come la recente svolta a favore dell’Europa potrà continuare.

Abbiamo assistito a una significativa variazione del sentiment a proposito dei titoli europei, che hanno recuperato buona parte di quanto avevano perso sia rispetto al mercato americano e sia rispetto al comparto obbligazionario. Sono certo che molti si staranno chiedendo se questo trend potrà continuare – e quindi ecco di seguito la mia personale opinione di fund manager specializzato sull’Europa.  

In questa sede mi concentrerei esclusivamente sull’Europa – con la sola eccezione dell’eccellente commento apparso sull’ultimo numero del settimanale “The Economist” a proposito degli Stati Uniti che stanno diventando sempre più simili al Vecchio Continente. Il punto è che gli USA stanno affrontando in questo momento lo stesso problema del debito con cui gli europei hanno lottato negli ultimi cinque anni, e il fatto che il dibattito sul Fiscal Cliff/tetto del debito sia stato rinviato di due mesi significa che il tema tornerà presto a essere molto scottante.
 
Nel frattempo, ci sono chiari segnali del fatto che le economie europee sono almeno riuscite a interrompere il trend negativo e che, per il 2013, potrebbero cominciare a sperare in qualcosa di meglio. Nel corso dell’ultima conferenza stampa, Mario Draghi ha evidenziato alcuni segnali positivi: in particolare, “i rendimenti obbligazionari e credit default swaps (CDS) sui debiti sovrani sono diminuiti, i mercati azionari stanno migliorando e la volatilità è ai minimi storici”. Ha poi proseguito sottolineando alcuni tra gli sviluppi meno noti – “Stiamo registrando stabili flussi in entrata nell’area euro. E sono in fase di aumento anche i depositi nelle banche dei paesi periferici.

I bilanci del sistema TARGET2 si sono ridotti. E anche le dimensioni del bilancio generale della Banca Centrale Europea, spesso considerate una fonte di rischio, stanno continuando a contrarsi. Quindi, nel complesso, abbiamo segnali che dimostrano come la frammentazione si stia gradualmente riducendo”.


Il quadro è ancora lontano dal renderci euforici, considerando che questa ritrovata stabilità deve ancora traferirsi all’economia reale – la disoccupazione è ancora elevata e, con una crescita che probabilmente rimarrà ridotta, ci vorranno anni prima che il debito possa davvero rientrare. Gli indicatori di questo recente miglioramento del sentiment potrebbero alimentare un circolo virtuoso di crescita positiva, con le aziende che sceglieranno di utilizzare le ingenti riserve di liquidità a loro disposizione e che beneficeranno dei tassi di finanziamento ai loro minimi storici. Ne è un esempio SAP – il cui management sembra stia per annunciare un buon pacchetto di ordinativi rivolto ai suoi nuovi sistemi, poiché le aziende hanno capito l’importanza di dotarsi di software di ultima generazione per lavorare con maggiore efficienza. I recenti piani di stimolo promossi da Cina e Giappone mostrano inoltre che l’Asia potrebbe ulteriormente spingere questa ripresa. Perciò, nel complesso, ritengo che in questa fase iniziale si possa avere una certa fiducia nel fatto che la crescita a livello globale sarà migliore nel 2013 di quanto non sia stata negli ultimi anni.  

Ciò significa che gli utili dovrebbero registrare un certo incremento quest’anno per la maggior parte delle aziende europee. Quindi, mentre le performance dell’anno scorso sono state supportate completamente dalle vendite eccessive e dalla contrazione dei prezzi delle azioni europee (come abbiamo spiegato molte volte ai nostri clienti per la maggior parte piuttosto scettici), quest'anno si dovrebbe invece assistere a un miglioramento dei mercati dovuto agli utili in crescita. Qualsiasi ulteriore passo avanti nelle valutazioni a livello europeo dovrebbe portare gli investitori ad allontanarsi (abbastanza felicemente) da aree di investimento più costose, come il mercato azionario statunitense. Tuttavia, è più verosimile che lo spostamento avverrà dal comparto obbligazionario – dove il flusso di capitale avuto negli utlimi anni ha creato una serie di situazioni tipiche delle cosiddette “bolle”. E' ormai da un anno che noi equity manager europei sosteniamo che molte obbligazioni emesse in area euro fossero eccessivamente costose e che un passaggio dai bond all'azionario fosse pienamente giustificato.

E' probabile che su questo punto ci sia sempre più accordo, e se è così, il flusso verso l'azionario potrebbe essere molto ampio e durare a lungo. Questo rafforza la nostra opinione che le azioni europee appaiano interessanti anche ai livelli attuali, e dato che una stabilizzazione è altamente probabile dopo una così rapida ascesa, un eventuale calo verrà accolto da un rinnovato interesse all'acquisto.

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