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Improbabile un taglio dei tassi da parte della Bce

Mentre montano le pressioni per un intervento di riduzione dei tassi da parte della Bce personalmente sarei sorpreso se la banca centrale oggi tagliasse il costo del denaro

di Redazione Soldionline 7 nov 2013 ore 11:10
Articolo a cura di Michael Hewson (Chief Market Analyst) di CMC Markets

Dopo alcuni segnali ribassisti, gli investitori sembrerebbero arrivati ora alla conclusione che la lenta ripresa europea e l'incertezza circa la quantificazione dei danni causati dallo shutdown all'economia americana allontanino ogni prospettiva di tapering quest'anno, a prescindere dai dati che usciranno in Usa oggi  sul Pil e domani sull'occupazione. Mentre montano le pressioni per un intervento di riduzione dei tassi da parte della Bce (soprattutto alla luce del debole andamento dell'inflazione) personalmente sarei sorpreso se la banca centrale oggi tagliasse il costo del denaro, alla luce della sua nota cautela. Contrariamente, un mantenimento ai livelli attuali sarebbe tutto fuorchè inusuale semplicemente perchè non è questo il problema principale in Europa, un fatto con il quale in molti dovrebbero iniziare a prendere dimistichezza. Sarà invece la conferenza stampa a seguire l'evento clou della giornata con massima attenzione da riservare a ciò che Draghi dirà o lascerà intendere. Contemporaneamente, avremo anche il dato sul Pil americano del terzo trimestre dell'anno: qualora si trattasse di  una lettura molto deludente, nel mondo alla rovescia in cui viviamo ciò potrebbe essere interpretato come un segnale positivo per i mercati azionari in quanto allungherebbe la vita del Qe. Proprio in tal senso andranno analizzate attentamente anche le parole del Presidente della Fed di New York Bill Dudley il quale parlerà questa sera. In tale contesto oggi si inserisce anche la decisione sui tassi della Bank of England di cui non si prevede alcun movimento considerate la forza della ripresa dell'economia Uk e la guidance di quest'estate. Sul mercato valutario l'EURUSD continua con ciò che sa fare meglio ovvero confondere le acque circa il prossimo ribasso: se non scende sotto 1,3450 le prospettive di un rimbalzo verso 1,3650 rimangono intatte mentre al contrario qualora si rompesse quell'argine potremmo aspettarci un ritorno a 1,3000 nelle prossime settimane. Per tornare a 1,6250 la sterlina deve riposizionarsi oltre 1,6110 in maniera stabile, sotto 1,5900 il target ritornerebbe 1,5750. Ancora ribassista il trend dell'EURGBP sotto 0,8450. Nel cambio USDJPY 99,15 rimane l'ostacolo chiave da superare per tornare a quota 100 mentre il supporto resta sotto la media storica a duecento giorni (97,45).
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