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I tre rischi che compongono la “Chimera” dei mercati

La Chimera è una rappresentazione calzante delle tre principali minacce che vediamo sul mercato al momento. C'è del valore nelle obbligazioni sovrane di Italia e Grecia

di Redazione Soldionline 12 lug 2018 ore 14:18

Ci aspettano mesi che potrebbero diventare molto volatili e difficili”. È quanto sostiene Filippo Lanza, Gestore del fondo HI Numen Credit di Hedge Invest SGR.

A questo proposito il gestore segnala tre rischi che aleggiano sui mercati finanziari: il desiderio della maggior parte delle Banche Centrali di iniziare la stretta monetaria, possibili difficoltà per i titoli del settore tecnologico e livello del leverage dei mercati.

Nell’analisi seguente Filippo Lanza dettaglia questi tre rischi.

 

investimenti_2In accordo con la mitologia greca, la Chimera è un mostro sputa fuoco e una creatura ibrida il cui corpo è composto dalle parti di tre animali, tipicamente rappresentata come un leone con la testa di capra e la coda che finisce con la testa di un serpente.

 

La Chimera è una rappresentazione calzante delle tre principali minacce che vediamo sul mercato al momento:

  1. Il desiderio della maggior parte delle Banche Centrali di iniziare la stretta monetaria con le mosse aggressive sia della Fed sia della BCE il mese scorso. Draghi, ancora una volta, ha magicamente passato come accomodante una forward guidance senza impegno, ma la realtà è che la BCE sta raggiungendo la FED nel processo di assorbimento della liquidità creata negli anni passati.
  2. L’inverno tecnologico sta arrivando: in molti settori (media, processori, ecc.) gli storici player sono attaccati da nuovi operatori con l’effetto di spingerli ad acquisizioni difensive che porteranno all’aumento dell’indebitamento, ma a risultati molto inefficienti che non ostacoleranno l’avanzata dei giganti tecnologici.
  3. Il livello del leverage dei mercati e lo squilibrio tra liquidità dei portafogli sottostanti a molti fondi con possibilità di uscita giornaliera. Ci aspettiamo crisi di liquidità e violenti salti di prezzo sempre più frequenti una volta che i fondi saranno forzati a ridurre le loro esposizioni. La prossima crisi verrà dalla politica dei dazi voluta da Trump: il Presidente americano potrebbe calmarsi e sospendere i dazi, oppure insisterà pensando di poter facilmente vincere la guerra tariffaria. Lo scenario è assolutamente binario e difficile da prevedere, quindi crediamo che la cosa migliore sia comprare più opzionalità possibile, mentre attendiamo il prossimo tweet.

 

Rimaniamo convinti che la parte più costosa sia quella dei governativi e all’interno del fixed income la componente core Europe: titoli tedeschi, titoli francesi e titoli olandesi.

Vediamo tatticamente del valore sulla periferia in generale, nelle obbligazioni sovrane di Italia e Grecia.

 

Anche il mondo dei governativi americani potrebbe andare in tensione: la Fed ha iniziato una politica monetaria ristrettiva e la guerra commerciale con la Cina potrebbe portare Pechino a ridurre l’acquisto dei titoli di stato americani.

Il comportamento dell’Amministrazione americana è infatti imprevedibile, così come le reazioni cinesi. Nonostante tutto riteniamo che sia più probabile trovare un compromesso, piuttosto che sfociare in una dichiarazione di guerra totale che comporterebbe perdite drastiche per tutte le parti coinvolte.

 

Ci aspettano mesi che potrebbero diventare molto volatili e difficili, quindi adottiamo un approccio molto cauto: stiamo costruendo posizioni di volatilità per coprirci da eventi estremi, sia sull’upside che sul downside.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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