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Fed, evita di ripetere il 1937-1938!

La sfida principale per la Fed sarà quella di evitare che si ripeta la situazione del 1937-1938 allorché, dopo alcuni anni di forte crescita, la sua politica venne normalizzata e l'attività economica crollò

di Redazione Soldionline 2 set 2014 ore 15:00

A cura di Philippe Waechter (Chief Economist - Natixis Asset Management)

Il tempismo è tutto. La sfida principale per la Fed nel passaggio verso la normalizzazione della propria politica monetaria sarà quella di evitare che si ripeta la situazione del 1937-1938 allorché, dopo alcuni anni di forte crescita, la sua politica venne normalizzata e l'attività economica crollò. Più recentemente, si ricorda il rallentamento del mercato immobiliare statunitense del 2013 intervenuto successivamente all'aumento dei tassi sui mutui a seguito al discorso al Congresso dell'allora Presidente della Fed, Ben Bernanke, nel maggio 2013. Occorre quindi chiedersi se la Fed possa effettivamente correre questo tipo di rischio se dovesse procedere troppo velocemente.

yellen_1Secondo quali tempistiche la Fed inizierà ad aumentare i tassi?

Gli investitori sembrano aspettarsi un primo passo in tale direzione a marzo-aprile 2015. Probabilmente è troppo presto per i motivi sopra citati. Penso sia più probabile che tale cambiamento intervenga nella seconda metà del 2015. Non vi sono ancora le condizioni per un’accelerazione dell’inflazione, che dovrebbe essere molto più elevata rispetto al tasso target della Fed del 2% per consentire un aumento dei tassi di interesse. Credo, quindi, che la Fed prenderà tutto il tempo che le occorre e si assicurerà che la ripresa economica statunitense sia sufficientemente robusta.

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La fine prevista degli acquisti di obbligazioni da parte della Fed potrebbe causare il cosiddetto “taper tantrum”?

Credo che l'impatto di tale evento sarà contenuto per due motivi. Innanzitutto, la riduzione degli acquisti di asset da parte della Fed è iniziata a febbraio e ha avuto poche conseguenze sui mercati. Infatti, i tassi di interesse a lungo termine negli Stati Uniti sono oggi più bassi del periodo pre-tapering. In secondo luogo, il "testimone" è passato alla Banca centrale europea (BCE). Esiste una sorta di coordinamento tra le banche centrali. Quando una cessa di acquistare asset, un'altra aumenta i propri acquisti. Tale coordinamento è importante e quindi non credo ci saranno problemi di liquidità.

Quali sono le prospettive per la politica monetaria della BCE?

Lo scorso giugno la BCE ha ridotto allo 0,15% il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, toccando il -0,10% per il tasso sui depositi. Tali tassi rimarranno invariati fino alla fine del 2016 ed è probabile che saranno estesi fino al dicembre 2018. L'obiettivo è quello di stabilizzare il mercato monetario e contenere le aspettative di rialzo dei tassi di interesse a lungo termine. Tale politica sta funzionando poiché il Bund a 10 anni tedesco è prossimo all'1% ed il tasso di interesse a 1 giorno (Euro Overnight Index Average) è vicino a 2 punti base. Questa strategia, volta a mantenere i tassi di interesse bassi per un lungo periodo, riflette le deboli prospettive di crescita (confermate dai dati sul tasso di crescita per il secondo trimestre) ed un tasso di inflazione molto basso con il rischio di deflazione. La BCE non può che essere accomodante per un periodo di tempo "molto esteso".

Inoltre, la BCE lancerà un nuovo programma di iniezione di liquidità da €400 miliardi
che è legato a prestiti bancari a favore di operatori economici non finanziari (imprese), con l'esclusione dei mutui. L'obiettivo è quello di aumentare l’erogazione di finanziamenti alle imprese. La BCE sta cercando di aumentare la domanda interna utilizzando tale strumento. Nel 2015-2016 il volume di liquidità associata a tale strumento (Targeted Long-Term Refinancing Operations) potrebbe potenzialmente aumentare. Si prevede attualmente che tale operazione cesserà alla fine del 2018. Si tratta quindi di un programma a lungo termine.

L'ultimo punto da ricordare è che la BCE si occupa anche di monitorare il settore bancario dell'area euro. In tal senso, essa pubblicherà a fine ottobre i risultati degli stress test per le principali banche dell'area dell'euro. I risultati potrebbero avere effetti sui mercati finanziari.

La banca centrale inglese sta procedendo verso la normalizzazione dei tassi d'interesse?

Il messaggio trasmesso dalla Banca di Inghilterra (BoE) è incerto. Non è chiaro quando sarà annunciato l’eventuale aumento dei tassi d'interesse. Sicuramente siamo di fronte ad una ripresa nel Regno Unito, ma gli indicatori macro non sono sufficientemente convincenti. Nel secondo trimestre 2014, il PIL è ritornato al livello pre-crisi. Il PIL pro-capite è ancora ben al di sotto del livello pre-crisi (5% nel Q1 2014). Ciò significa che la crisi ha avuto effetti persistenti, ed un aumento troppo rapido dei tassi di interesse potrebbe danneggiare la ripresa economica in Inghilterra. Nel complesso, prima che la BoE possa implementare una politica monetaria meno accomodante, dovrà verificarsi una ripresa del mercato del lavoro, e una crescita salariale reale.

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