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Draghi (BCE), l'audizione al Parlamento Europeo

Il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi è intervenuto in queste ore davanti alla commissione degli Affari Economici e Finanziari del Parlamento Europeo

di Mauro Introzzi 15 giu 2015 ore 15:49

Il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi è intervenuto in queste ore davanti alla commissione degli Affari Economici e Finanziari del Parlamento Europeo. Draghi ha messo in evidenza che la ripresa economica va avanti, anche se a ritmo moderato. Nelle ultime settimane la ripartenza è stata guidata dalla crescita dai consumi alimentari ma anche dagli investimenti, che stanno riprendendo.
Il rilancio e la ripresa dovrebbero estendersi nei prossimi mesi, grazie alle misure che agiscono sull'economia reale.
Draghi ha poi confermato le stime che indicano che la crescita europea dovrebbe arrivare all'1,9% nel 2016 e 2% nel 2017.

In tema di inflazione la Banca Centrale Europea prevede una crescita dello 0,3% nel 2015, dell'1,5% nel 2016 e dell'1,8% nel 2017. La dinamica di maggio, che ha visto i prezzi al consumo crescere dello 0,3%, è un punto di partenza.
Sulla dinamica dei prezzi al consumo la Banca Centrale Europea è "fiduciosa ma prudente" e sta continuando con gli acquisti di 60 miliardi di euro al mese di titoli (e lo farà fino a fine 2016) per portare l'inflazione vicino al target del 2% nel medio termine.

draghi_6Sui mercati Draghi ha dichiarato che le ultime settimane sui mercati finanziari sono state caratterizzate da un'inversione di tendenza con alta volatilità. Periodi di alta volatilità esistono dopo azioni di Quantitative Easing con tassi di interesse in calo visto che banche centrali intervengono su titoli a lungo termine. In altre parole un programma così ampio di Quantitative Easing non è esente da effetti collaterali.

Sulla Grecia, infine, Draghi ha comunicato che la BCE adempie al proprio mandato anche nei confronti di Atene. Le ultime novità sui controlli del mondo bancario ha fatto sì che la BCE fosse supervisore del sistema bancario greco in modo diretto e indiretto e la banca centrale applicherà le sue decisioni in piena indipendenza, con un approccio basato sulle regole.

La Banca Centrale Europea ha dato sostegno alla banche greche con 118 miliardi di euro
(il doppio rispetto alla fine del 2014). Una somma pari al 66% del Pil ellenico e il valore più alto rispetto a qualsiasi altro stato dell'eurozona. Draghi ha ribadito che la liquidità sarà estesa finché le banche greche non avranno bisogno.

Tuttavia la palla è nelle mani del mondo politico e quindi Draghi caldeggia un accordo forte ed esauriente, socialmente equo ma anche sostenibile e che garantisca la crescita. Secondo Draghi la situazione ci ricorda che l'Unione è un costrutto non ultimato, he va completato con un salto quantico e una struttura istituzionale più forte.

Tutte le ultime su: mario draghi , bce
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