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BCE: il discorso di Draghi a margine della conferenza dell'8 marzo 2018

Nella riunione odierna il board BCE ha deciso che i tassi di interesse rimarranno invariati. Mario Draghi, nel successivo discorso, ha evidenziato che Francoforte ha alzato le stime sul Pil 2018

di Mauro Introzzi 8 mar 2018 ore 15:33

Per la seconda riunione del 2018 della Banca Centrale Europea gli addetti ai lavori non prevedevano grandi sorprese. Ed effettivamente l'istituto di Francoforte non ha apportato modifiche alla politica monetaria. Occhi puntati, invece, sulla successiva conferenza stampa di Mario Draghi. Il numero uno della BCE ha ribadito la bontà del quantitative easing, che i tassi rimarranno a livelli bassi per tutta la durata del programma e anche dopo e l'urgenza, per gli stati, di implementare delle riforme strutturali.

La BCE ha poi aggiornato le sue stime sul PIL dell'area euro nel 2018, confermando il 2019 e il 2020.

 

SoldiOnline.it ha seguito in diretta il discorso del numero uno della Banca Centrale Europea dalle ore 14.30.

 

LEGGI ANCHE - BCE: cosa ha detto Mario Draghi nella conferenza di gennaio 2018

 

ORE 14.30: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI

Ore 15.27 - Finisce la conferenza di Mardio Draghi.

 

Ore 15.25 - Secondo Draghi ci sono attualmente due rischi principali, le prospettive del commercio e la deregolamentazione finanziaria.

 

Ore 15.20 - Nell'ultima ora, soprattutto dopo l'inizio delle parole di Mardio Draghi, il FTSEMib, l'indice dei principali titoli dalla borsa italiana, ha accelerato la sua corsa e in questi minuti guadagna l'1,17% a 22.737 punti.

 

Ore 15.14 - Secondo Draghi andrebbe aumentata la presenza femminile in seno alla Banca Centrale Europea. I target di Francoforte sulla distribuzione di genere sono infatti ancora lontani.

 

Ore 15.12 - Arriva per Draghi un'altra domanda sulle recenti elezioni in Italia e del suo esito, con gli antieuropeisti oltre il 50%. Draghi non ha voluto commentare i risultati ma ha ribadito quanto sia importante migliorare l'integrazione di tutti gli stati membri dell'area euro.

 

mario-draghi_2Ore 15.03 - Dopo una serie di domande sulla sua successione Mario Draghi ha stigmatizzato come la fine del suo mandato sia ancora lontana.

 

Ore 14.52 - Non si è parlato nel board delle ultime novità italiane ma la BCE "rimane molto attenta soprattutto alle nazioni con un debito elevato".

 

Ore 14.51 - Sul tema dei dazi Usa Mario Draghi ha dichiarato che secondo la sua opinione le decisioni unilaterali sono pericolose.

 

Ore 14.50 - Sull'inflazione, secondo Mario Draghi, "la vittoria non può essere ancora dichiarata". La politica della BCE rimarrà però reattiva.

 

Ore 14.49 - Secondo Draghi occorre ancora fiducia, perseveranza e pazienza.


Ore 14.44 - La decisione presa oggi dal board ha incontrato l'unanimità di tutti i componenti.

 

Ore 14.42 - Sul cambiamento della comunicazione sulle scelte di politica monetaria Draghi ha dichiarato che la BCE ha tolto il riferimento esplicito all'aumento dell'attività di acquisto titoli nel breve termine perché è un aspetto che guarda al passato.

 

Ore 14.41 - Si chiude il discorso di Draghi, si apre la sessione di domande e risposte.

 

mario-draghi-bceOre 14.40 - Come spesso fa Draghi caldeggia l'implementazione di nuove riforme strutturali da parte degli stati dell'area euro, soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro. Altrimenti anche la politica monetaria non riuscirà ad esprimere tutti i suoi potenziali. Sarà importante rafforzare l'unione bancarie ed economica dell'area.

 

Ore 14.36 - La BCE ha diffuso le sue stime per il 2018, 2019 e 2020 per l'inflazione. Ecco il tweet con i nuovi numeri:

 

Ore 14.35 - La BCE ha rivisto al rialzo le attese sul Pil dell'area euro per il 2018. Ecco il tweet con i nuovi numeri:

 

Ore 14.32 - Draghi ha dichiarato che il mercato del lavoro, i consumi e i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle aziende stanno crescendo.

 

Ore 14.31 - L'inflazione non mostra ancora segnali convincenti di evoluzione al rialzo.


Ore 14.30 - Mario Draghi ha riletto le decisioni della BCE, che ha mantenuto i tassi invariati. Sulla base dell'analisi la politica monetaria convenzionale è invariata. I tassi rimarranno bassi per un periodo prolungato di tempo e oltre il periodo di acquisto di titoli. Il tasso di 30 miliardi di acquisti al mese è corretto e rimarrà fino a settembre 2018 o anche oltre se necessario, finchè il consiglio direttivo non appurerà che si è arrivato agli obiettivi previsti di inflazione.

 

Ore 14.30 - Inizia da Francoforte il discorso di Mario Draghi a margine della riunione odierna del board. Al suo fianco il vice presidente.


ORE 13.45: TASSI INVARIATI

Nella riunione odierna il Consiglio direttivo ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%.

Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato che intende effettuare gli acquisti netti di attività, al nuovo ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario.


ORE 11.30: IN ATTESA DELLA BCE, I PARERI DEGLI ANALISTI

draghi-mario-bceSecondo gli addetti ai lavori dalla riunione di oggi della BCE non emergeranno grosse novità.

 

Nel loro Mercati Flash di questa mattina gli economisti di IntesaSanpaolo hanno indicato che dalla riunione del consiglio direttivo non dovrebbero arrivare novità sul fronte della comunicazione sugli acquisti e sui tassi, anche se è più che ragionevole che il consiglio abbia avviato una discussione su quando farlo. Gli esperti hanno aggiunto che prima dell’estate, dunque entro la riunione di luglio, la BCE dovrà comunicare ai mercati come intende proseguire con il tapering dell’EAPP dopo settembre.

"Il nostro scenario centrale rimane di graduale azzeramento degli acquisti entro fine 2018, mentre il vero market mover per i mercati sarà la guidance sui tassi", hanno precisato gli analisti di IntesaSanpaolo.

 

Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, l'unica novità di rilievo potrebbe essere quella di estendere il programma d’acquisto di titoli oltre settembre. Per l'esperto la normalizzazione della politica monetaria della BCE richiederà tempo:

 

Non prevediamo grandi cambiamenti di politica monetaria dalla riunione della Banca Centrale Europea prevista per giovedì 8 marzo. Gli ultimi sotto-indici PMI sull’inflazione mostrano pressioni inflazionistiche diversificate all’interno dell’Eurozona. Mentre la Germania registra una forte tendenza al rialzo, le imprese francesi e italiane stanno incontrando molte più difficoltà ad aumentare i prezzi.

Questa è una delle ragioni per cui ci aspettiamo che la normalizzazione della politica monetaria della BCE richiederà tempo ed è tra i motivi che porteranno l’istituto di Francoforte a estendere il suo programma d’acquisto di titoli oltre settembre.

Gli indicatori macroeconomici continuano a migliorare, e le ultime indagini condotte sulle imprese - pur riportando un indietreggiamento dai livelli elevati di gennaio - indicano un’attività economica robusta.

Se si considerano i dati PMI più recenti, leggermente in calo a febbraio, i livelli mostrano un forte tasso di crescita del PIL in questo trimestre (+0,8% t/t).

Tuttavia, non siamo così ottimisti e riteniamo che gli hard data economici, seppur in miglioramento, saranno probabilmente più moderati. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, nonostante il tasso di disoccupazione sia rimasto stabile all’inizio dell’anno, i risultati dell'indagine PMI segnalano un'ulteriore creazione di posti di lavoro, con l’incremento di personale che ha raggiunto uno dei livelli più alti degli ultimi sette anni. Ciò lascia ben presagire un'ulteriore diminuzione del tasso di disoccupazione, che resta tuttavia elevato.

 

Secondo François Rimeu, Head of Cross Asset and Absolute Return di La Française, la BCE potrebbe ritoccare le sue stime per il 2018:

 

A nostro avviso, la BCE rivedrà leggermente al rialzo le stime di crescita (dal 2,3% al 2,4% ) e di inflazione armonizzata (dall’1,4% all'1,5%) per il 2018.

La revisione non sorprenderà tuttavia il mercato, dal momento che le proiezioni macroeconomiche della Banca centrale sono attualmente al di sotto del consenso.

Sappiamo che la BCE agirebbe sul fronte del QE qualora si verificasse un peggioramento dell’outlook, ma non è necessario essere espliciti in un momento in cui la crescita appare molto forte. Un approccio simile potrebbe essere visto come un atteggiamento piuttosto “da falco”.

Non prevediamo l’emergere di nuove informazioni circa l’eventualità che la BCE si fermi all'improvviso a settembre o opti per un rallentamento del ritmo di acquisti mensile dei titoli di Stato durante il quarto trimestre del 2018.

Non ci aspettiamo nuove informazioni riguardo al significato esatto del "ben oltre la fine del QE" (una recente dichiarazione di Mario Draghi); il mercato è attualmente proiettato verso un orizzonte di 6 mesi.

 

VIDEO: LA CONFERENZA DI MARIO DRAGHI

Qui è possibile seguire, dalle 14.30, il video delle parole di Mario Draghi:

 

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