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BCE, via al TLTRO. Cosa ha detto Draghi

Come nelle attese degli analisti è arrivata una conferma dell’attuale politica monetaria. La BCE ha annunciato che varerà una nuova operazione TLTRO. Le spiegazioni di Mario Draghi

di Redazione Soldionline 7 mar 2019 ore 15:35

banca-centrale-europea_1Per oggi, 7 marzo 2019, era in programma una nuova riunione della BCE, la seconda del 2019. Come nelle attese degli analisti è arrivata una conferma dell’attuale politica monetaria, con il tasso di interesse ancora fermo allo 0%. La BCE ha annunciato che varerà una nuova operazione TLTRO.

Il focus, quindi, sarà ancora sulla conferenza stampa di Mario Draghi a commento delle decisioni di politica monetaria e sui nuovi target relativi a inflazione e crescita del Pil.

 

Cosa aveva detto Mario Draghi a margine della riunione del 24 gennaio 2019

 

SoldiOnline.it seguirà in diretta la conferenza stampa di Draghi. Ricordate di ricaricare la pagina per gli ultimi aggiornamenti.

 

ORE 14.30: IL DISCORSO DI DRAGHI

15.30 - Si chiude la conferenza di Draghi. Appuntamento per il prossimo 10 aprile, sempre a Francoforte (Calendario BCE 2019).

15.28 - I motivi del rallentamento della zone euro sono di 2 tipologie, esterni ed interni. Tra i primi Draghi ha citato il rallentamento del commercio internazionale, della Cina, dei mercati emergenti, il potenziale rallentamento degli Usa, e una fiducia più bassa sulle dinamiche commerciali. Tra i secondi la situazione di alcuni settori e paesi (e ha citato l'Italia).

15.24 - Un giornalista chiede a Draghi se il consiglio direttivo ha valutato gli effetti negativi che tassi negativi potrebbero avere sui bilanci bancari. Il governatore ha detto che valutare questi impatti è complesso e che eventuali misure di mitigazione non sono state discusse.

15.17 - In risposta a un'espressa domanda sul tema Draghi ha dichiarato che in seno al consiglio direttivo NON si è discusso di un altro programma di quantitative easing. La crescita economica è ancora in atto, pur rallentata. Bisogna quindi avere pazienza e valutare gli eventi.

15.08 - La banca centrale, in un momento di incertezza come quello attuale, preferisce assumere un comportamento proattivo anziché reattivo. Meglio, secondo Draghi, non rimanere fermi ma essere pronti a tutte le evenienze. Il governatore ha usato l'immagine di una persona in una stanza buia: "In a dark room you move with tiny steps. You don’t run but you do move" (In una stanza buia ti muovi con piccoli passi. Non corri ma ti devi muovere).

15.05 - L'euro ritraccia e tratta a 1,1261 dollari.

15.00 - Tra le 14.50 e le 15.00 il FTSEMib ha invertito la rotta, riassorbendo tutto il progresso (arrivato fino a quasi un punto percentuale) arrivato in scia all'annuncio della BCE. Alle 15.05 il paniere perde lo 0,06% a 20.840 punti

14.59 - Draghi ha dichiarato che sono "pronti e determinati ad agire, se e quando fosse necessario"

14.55 - Draghi sta parlando dei vari fattori di rischio di questa fase: tensioni geopolitiche, tensioni commerciali, Brexit, mercati emergenti.

14.52 - Secondo Draghi, ma anche secondo gli altri membri del board della BCE, uno scenario relativo a una fase recessiva è poco probabile.

14.50 - Tutte le decisioni di oggi sono state prese all'unanimità dei membri del consiglio direttivo della BCE. Un segnale, secondo Draghi, che evidenzia la coesione del governing council.

draghi-mario-bce14.47 - Termina la conferenza stampa di Draghi, spazio alla sessione di domande e risposte.

14.44 - Come spesso fa nelle sue uscite pubbliche Draghi caldeggia interventi strutturali da parte degli stati, soprattutto in paesi con alto debito. Implementare riforme strutturali renderebbe più resilienti i paesi più fragili. Secondo Draghi permangono in Europa motivi di fragilità e l'unione bancaria sarebbe da completare.

14.43 - Secondo Draghi è necessaria una continua opera di politica monetaria per sostenere l'area euro.

14.39 - Le stime della BCE sul Pil del prossimo futuro, tagliate rispetto alle attese formulate in dicembre, e sull'inflazione, anch'essa rivista al ribasso per tutto il periodo di attesa, nel tweet seguente.

Le attese sul Pil sono state riviste al ribasso per 2019 (da 1,7% a 1,1%) e 2020 (da 1,7% a 1,6%) e mantenute all'1,5% per il 2020. Quelle sull'inflazione su 2019 (da 1,6% a 1,2%), 2020 (da 1,7% a 1,5%) e 2021 (da 1,8% a 1,6%).

 

 

14.38 - La crescita, secondo Draghi, potrebbe essere più debole in futuro rispetto alle recenti attese a causa dei fattori di incertezza attualmente nell'area.

14.37 - La BCE è pronta ad implementare tutte le possibili manovre a sua disposizione per sostenere l'economia dell'area euro.

14.35 - Secondo Draghi permangono condizioni di incertezza (anche geopolitiche), che stanno lasciando segnali sul sentiment economico. L'inflazione sottostante è ancora limitata. Ci sono fattori che però sostengono la crescita europea.

14.33 - Draghi parla di TLTRO, la terza nella storia della BCE. I dettagli non citati in queste ore su questo programma saranno specificati in seguito.

14.31 - I tassi rimarranno bassi almeno per tutto il 2019 e comunque per il tempo necessario a raggiungere i target BCE. Continueranno ad essere reinvestite le risorse rinveniente dall'attività di acquisto.

14.31 - Il numero uno della BCE ha spiegato che le decisioni sono state prese in funzione degli ultimi dati macroeconomici a disposizione.

14.30 - Inizia il discorso di Mario Draghi, a Francoforte. Al suo fianco il vicepresidente Luis de Guindos.

 

ORE 14.20: UNA REAZIONE ALLA DECISIONE BCE

Sulle decisioni odierne della BCE, Paul Diggle - Senior Economist di Aberdeen Standard Investments - ha dichiarato:

Questo va certamente al di là di quanto la maggior parte di noi pensasse che la BCE avrebbe fatto. In questa fase, la BCE ammette che nei prossimi mesi l'economia europea si troverà di fronte a forti ostacoli. I mercati potrebbero reagire positivamente con un aumento dei rendimenti obbligazionari e un rialzo marcato delle azioni, accompagnati da vendite sull’euro. La BCE sta facendo tutto il possibile, quindi tutti gli occhi saranno puntati sulla conferenza stampa di oggi per vedere se i toni morbidi di Draghi possono aggiungere ulteriore enfasi ai movimenti di mercato.

 

ORE 13.45: LE DECISIONI DEL BOARD BCE

bce-sede

Il consiglio direttivo ha adottato 4 decisioni di politica monetaria:

  1. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al −0,40%. Il Consiglio direttivo si attende ora che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.
  2. Il Consiglio direttivo intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.
  3. Sarà introdotta una nuova serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT III) trimestrali, a partire da settembre 2019 fino a marzo 2021, ciascuna con scadenza a due anni. Queste nuove operazioni contribuiranno a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e l’ordinata trasmissione della politica monetaria. Nell’ambito delle OMRLT III, le controparti potranno ottenere finanziamenti per un importo pari a fino il 30% dello stock di prestiti idonei al 28 febbraio 2019 con tasso indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali per la durata di ciascuna operazione. Come il programma di OMRLT in essere, le OMRLT III incorporeranno incentivi al fine di preservare condizioni creditizie favorevoli. Informazioni più precise sui termini delle OMRLT III saranno comunicate prossimamente.
  4. Le operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema continueranno a essere condotte mediante aste a tasso fisso con piena aggiudicazione dell’importo richiesto finché ciò sarà necessario e almeno fino alla fine del periodo di mantenimento delle riserve che avrà inizio a marzo 2021.

 

BCE: LE ATTESE DEGLI ANALISTI PER LA RIUNIONE DEL 7 MARZO

Ma cosa aspettarsi dal governing council (ossia il consiglio direttivo)? Secondo molti osservatori l’istituto di Mario Draghi (che nel 2019 vedrà terminare il suo mandato) rimarrà prudente e attendista. Visto che i target dell'istituto centrale non sono ancora ben in vista, gli economisti BCE potrebbero pensare a nuovi stimoli per il comparto finanziario.

Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, è probabile un annuncio di una nuova operazione TLTRO, in quanto preoccupano crescita e inflazione.

Contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti, riteniamo che la BCE corra il rischio sostanziale di continuare a mancare l'obiettivo di inflazione.
È probabile che nell’Eurozona la crescita possa sottoperformare - il nostro scenario di base di una crescita del PIL reale dell'1,5% è ottimistico - e ci aspettiamo che le Autorità monetarie europee ridimensionino le prospettive di crescita per quest'anno (all'1,3%, in calo rispetto all'1,7% attualmente previsto) nel rivedere le proiezioni elaborate dai loro esperti.
A nostro avviso, al meeting di questa settimana anche le stime sull’inflazione potrebbero essere riviste al ribasso considerato che lo scorso mese l'inflazione core CPI si è attestata solo all'1,0%.
È importante sottolineare che ci aspettiamo che la BCE annunci un nuovo programma di prestito bancario (TLTRO II), che sarà accessibile a tutte le banche e consentirebbe loro di rinnovare i prestiti esistenti e attingere nuova liquidità. Non ci aspettiamo, tuttavia, segnali di un potenziale nuovo programma di QE, poiché se è pur vero che i dati sono deboli, non sono comunque così catastrofici. Su questo fronte, un punto positivo è il continuo miglioramento del mercato del lavoro, mentre, stando agli ultimi sondaggi PMI, è probabile che l'attività domestica compensi la debole attività industriale.

 

Anche Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors, è convinto che la BCE procederà con una nuova TLTRO, aggiungendo che il primo rialzo dei tassi di interesse non avverrà prima del 2020.

Riteniamo che la BCE aggiornerà le previsioni di crescita e inflazione, dato che alla riunione di gennaio i membri dell’istituto avevano evidenziato la decelerazione, interrogandosi sulla sua durata e sugli effetti a medio termine. Dal verbale della riunione emergeva inoltre la difficoltà di giungere ad una conclusione, per quanto incerta.
Questa volta la Banca Centrale dovrebbe fornire un’analisi più precisa dell’impatto del rallentamento sulle prospettive a medio termine dell’Eurozona e delle probabilità di una ripresa nella seconda metà dell’anno. Sarà anche interessante conoscere l’analisi della BCE circa i motivi del rallentamento: riguardano specifici settori e Paesi europei o sono piuttosto legati all’incertezza del quadro globale?
L’altro tema centrale della riunione del 7 marzo sarà probabilmente la possibilità di un nuovo programma di liquidità. A giugno 2020 scadranno circa EUR 380 miliardi di TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations), operazioni di rifinanziamento a lungo termine con cui la BCE ha concesso prestiti a basso costo alle banche.
In gennaio la BCE non pareva ansiosa di discutere la possibilità di un nuovo piano di liquidità, ma le recenti dichiarazioni di Benoit Coeuré e Peter Praet – entrambi membri del Consiglio Direttivo – segnalano la probabilità di ulteriori sviluppi. Senza un nuovo programma di liquidità, i rimborsi delle TLTRO nel 2020 avrebbero un impatto negativo sul bilancio della BCE e porterebbero a un significativo inasprimento delle condizioni monetarie. Uno scenario da evitare nell’attuale contesto di rallentamento economico. Riteniamo pertanto che il 7 marzo la BCE annuncerà il lancio di un nuovo programma, riservandosi di illustrare gli aspetti tecnici in futuro.
Date le recenti revisioni al ribasso delle prospettive di crescita dell’Eurozona, gli investitori dovrebbero essere più convinti che il primo rialzo dei tassi avverrà nel 2020. I mercati contano su questo timing e il verbale della riunione di gennaio mostra una BCE a suo agio con queste aspettative. L’annuncio di una nuova linea di liquidità dovrebbe anche avere un effetto positivo sugli spread obbligazionari dei Paesi periferici, in particolare di Italia e Spagna.

 

Anche IntesaSanpaolo è convinta che la BCE procederà con una o più operazioni di rifinanziamento a lungo termine, anche se l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare ad aprile.

Riteniamo che la BCE possa prendere ancora tempo e che lo scenario macro e l’incertezza che lo circonda non giustifichino, per ora, nuove misure di politica monetaria. Il Consiglio non ha un problema di liquidità: le condizioni finanziarie restano, nella media area euro, ancora ampiamente accomodanti. Serve però un segnale forte per rassicurare i mercati sul fatto che la BCE ha ancora potenza di fuoco adeguata per contrastare gli effetti dell’incertezza prolungata e un’eventuale mancata ri-accelerazione dalla fine del 2° trimestre.
Ci sembra poco probabile che la BCE voglia modificare la guidance sui tassi. Piuttosto la comunicazione potrebbe voler enfatizzare che la formulazione attuale non esclude tassi fermi anche dopo l’autunno. Sarà da verificare se il Consiglio vorrà inviare un segnale ai mercati sull’adeguatezza di attese di rialzo di tasso così modeste (appena 10 punti base) e così avanti nel tempo (giugno 2020).
Sulle misure di sostegno al credito, pensiamo che la BCE non potrà deludere le attese di mercato di una o più operazioni di rifinanziamento a lungo termine. Un segnale arriverà già i 7 marzo anche se l’annuncio formale potrebbe essere rinviato ad aprile. Non sarà facile per il Consiglio disegnare le nuove operazioni. Pensiamo che prevarrà l’ottica di normalizzazione delle misure straordinarie e pertanto le nuove operazioni saranno a condizioni meno agevolate rispetto a quelle del 2016.
Sulla gestione del bilancio non ci saranno novità. Non escludiamo che la guidance sui reinvestimenti possa essere alterata più avanti per indicare che in caso di accresciuta incertezza o prolungato rallentamento la BCE continuerà a reinvestire a pieno per un periodo esteso e ben definito dopo l’eventuale inizio di un ciclo di rialzi. La riapertura del QE o l’avvio di un QE2 è condizionata al riemergere del rischio deflazione nella media area euro.

 

VIDEO CONFERENZA STAMPA DRAGHI

 

 

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