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BCE, l'esito della riunione di oggi e il discorso di Draghi

Nessuna sorpresa dalla riunione odierna del Consiglio direttivo BCE. Nella conferenza stampa Mario Draghi ha dichiarato che nulla è stato deciso su un eventuale programma di TLTRO

di Mauro Introzzi 24 gen 2019 ore 15:36

banca-centrale-europeaPer oggi, 24 gennaio 2019, è prevista la prima riunione dell’anno del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Si tratta anche della prima assise dopo la fine del quantitative easing, andato in archivio a fine 2018. In realtà Francoforte continuerà a reinvestire i proventi relativi agli acquisti di titoli per altro tempo (“anche dopo l'avvio del percorso di crescita dei tassi” ha detto la stessa BCE). Francoforte ha mantenuto i tassi invariati. Ora tocca a Mario Draghi.

 

SoldiOnline.it seguirà in diretta la conferenza stampa di Draghi. Ricordate di ricaricare la pagina per gli ultimi aggiornamenti.

 

ORE 14.30: DIRETTA DISCORSO MARIO DRAGHI

15.30 - Si chiude la sessione di domande e risposte da parte di Mario Draghi. Appuntamento per la prossima riunione BCE prevista per il 7 marzo 2019 sempre a Francoforte.

15.29 - Draghi ha evidenziato come la moneta unica europea abbia raggiunto il massimo livello di approvazione nella sua giovane storia.

15.14 - Il presidente ha dichiarato che le armi a disposizione della BCE sono numerose. E Francoforte è pronta ad utilizzarle se fosse necessario.

15.11 - Ancora sul TLTRO: Draghi ha detto che questo strumento, insieme all'LTRO, rappresenta un mezzo davvero utile ed efficace nella trasmissione della politica monetaria nell'area euro.

15.00 - La borsa italiana riduce i suoi guadagni, il FTSEMib sale dello 0,35% a 19.467 punti mentre alle ore 13.30 il guadagno era di un punto percentuale.

14.52 - Il settore bancario, secondo Draghi, è più solido rispetto a quanto lo fosse all'inizio della crisi. Il sondaggio sulle banche (il  Bank Lending Survey) evidenzia un lieve inasprimento della situazione, soprattutto per gli istituti italiani.

14.50 - All'unanimità di tutti i membri del consiglio anche l'idea che le probabilità di una recessione nell'area euro rimangono basse.

14.48 - Il board BCE non ha deciso nulla su un eventuale TLTRO, il programma di finanziamenti erogati alle banche per favorire l'impiego, da parte di queste ultime, in operazioni di erogazione di denaro alla clientela.

14.45 - Il consiglio direttivo della BCE, indica Draghi, ha analizzato tutti gli attuali fattori di rischi, come Brexit, il rallentamento dell'economia di alcune economie emergenti o il protezionismo commerciale. Tutti i membri sono stati d'accordo, all'unanimità, nel riconoscere che l'attuale situazione è particolarmente complessa e sfidante.

14.43 - Rispondendo a una domanda sul tema Draghi ha dichiarato che il board di oggi non ha considerato le implicazioni del rallentamento dell'economia dell'area euro. Ma si è discusso di dove siamo, perché ci siamo trovati in questa situazione e quanto tempo durerà il rallentamento.

14.41 - Finisce la conferenza stampa di Draghi. Ora spazio alla fase di domande e risposte degli addetti ai lavori.

14.40 - Draghi ha dichiarato che la BCE prevede che l'inflazione di fondo possa aumentare nel medio termine, grazie alle misure di politica monetaria, dall'espansione economica in corso e dalla crescita dei salari.

14.38 - Draghi ha dichiarato che l'espansione globale sta continuando a tassi più deboli delle attese. Francoforte è pronta ad agire se necessario con le misure di politica monetaria a sua disposizione.

14.36 - Secondo l'istituto tedesco un "significativo stimolo di politica monetaria" rimane essenziale per sostenere la dinamica economica.

14.35 - Il presidente BCE ha dichiarato che le incertezze politiche, soprattutto relativi alle dinamiche geopolitiche e la minaccia di protezionismo pesa sul sentiment economico.

14.34 -Secondo quanto dichiarato da Draghi le informazioni in arrivo dall'economia segnalano una certa debolezza a causa della domanda e di alcune dinamiche nazionali.

14.31 - Draghi ha comunicato che la BCE si aspetta che i tassi rimarranno bassi per un lungo termine. Il presidente ha confermato quanto indicato nel comunicato e che l'istituto continuerà a reinvestire le risorse rinvenienti dal programma di riacqisoto di asset per un lungo periodo di tempo.

14.30 - Inizia a Francoforte la conferenza stampa di Mario Draghi. Al suo fianco il vicepresidente Luis de Guindos.

 

ORE 13.45: LA DECISIONE DELLA BCE

Nessuna sorpresa dalla riunione odierna del Consiglio direttivo BCE. Il board ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

 

INCONTRO BCE: LE ATTESE DEGLI ANALISTI

Ma cosa aspettarsi dall’incontro? Secondo molti osservatori l’istituto di Mario Draghi (che nel 2019 vedrà terminare il suo mandato) rimarrà prudente, soprattutto alla luce dei recenti dati macroeconomici. Come al solito molta attenzione sarà riposta sul discorso del presidente (previsto per le 14.30) e, soprattutto, per la successiva tornata di domande e risposte.

LEGGI ANCHE - Calendario 2019 BCE: le date delle riunioni del Consiglio Direttivo

 

Secondo Gero Jung, capo economista di Mirabaud AM, nelle scelte della Banca Centrale Europea peseranno i recenti dati sulla produzione industriale. La prudenza della BCE è destinata a durare fino a fine 2018. Ecco il report dell’economista di Mirabaud:

I sondaggi PMI relativi al mese di gennaio che verranno rilasciati questa settimana saranno un indicatore importante dell’attività economica del primo trimestre. Le cifre recenti, soprattutto quelle della produzione industriale, sono state deboli e i dati pubblicati finora lasciano presagire che per il futuro non ci sarà una ripresa significativa dell’attività economica.

Ne consegue che sul fronte della politica monetaria, la Banca Centrale Europea è certamente destinare a restare prudente. Non prevediamo, infatti, cambiamenti di politica monetaria fino alla fine dell'anno.

Le ultime proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti della BCE sono a nostro avviso chiaramente ottimistiche. Anche le stime dell’Istituto di Francoforte sull'inflazione core - che dovrebbe raggiungere l'1,4% quest’anno e l'1,6% nel 2020 - non sembrano essere realistiche.

Ci aspettiamo che al meeting di giovedì, il presidente Mario Draghi, mantenga un tono inequivocabilmente più accomodante, con la valutazione dei rischi da parte del Consiglio Direttivo che probabilmente includerà "rischi di ribasso" nello scenario di riferimento della BCE.

 

Sostanzialmente sulla stessa linea gli economisti di IntesaSanpaolo del team di Macroeconomic and Fixed Income Research. La scorsa settimana gli esperti hanno fatto il punto della situazione sull’incontro:

I dati Eurozona hanno continuato a sorprendere verso il basso tra fine dicembre e inizio gennaio.

La prossima settimana, la BCE dedicherà buona parte del dibattito alla valutazione dello scenario macro. Il Consiglio metterà maggior enfasi sui rischi verso il basso e sulla crescente incertezza sullo scenario globale, ma nel complesso la lettura dovrebbe essere ancora di proseguimento della fase di crescita, anche se a ritmi più moderati rispetto alle stime dello staff BCE di dicembre scorso (1,7% nel 2019-20).

Negli ultimi giorni si è alzato un coro di voci dal Consiglio (Draghi, Nowotny e Mersch) per segnalare che i timori di una recessione nella zona euro sono eccessivi. Condividiamo la lettura dello quadro macro e pensiamo che il rallentamento sia in larga misura spiegato da fattori transistori: impatto della nuova normativa UE sui diesel sull’industria automobilistica, proteste dei gilet gialli in Francia. I fondamentali per consumi e investimenti restano solidi e nel mercato del lavoro cominciano a emerge crescenti vincoli di capacità. E’ aumentata, però, l’incertezza sullo scenario globale e sugli sviluppi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

La politica monetaria resterebbe accomodante anche in un contesto di crescita del PIL Eurozona in un range 1,0-1,3%, ovvero poco al di sotto del trend già nel 2019, e inflazione core all’1,4%.

La BCE non vorrà quindi modificare la guidance sui tassi e sui reinvestimenti. Lasciandosi il massimo grado di flessibilità implicito nella formulazione attuale della comunicazione.

I mercati sono sempre meno fiduciosi sull’avvio di un ciclo di rialzi BCE da fine 2019. Altresì, rimaniamo dell’idea che il Consiglio cercherà di portare i tassi a zero in due mosse per marzo 2020. L’incertezza sul ciclo e sulla dinamica inflazionistica peseranno più sulle mosse successive che non sulla decisione di disfarsi del regime di tassi negativi.

La prossima settimana vi potrebbero essere novità sulle operazioni a medio e lungo termine.

Sappiamo dai verbali della riunione di dicembre scorso che il Consiglio avrebbe discusso come gestire la liquidità a lungo termine. Pensiamo che la BCE possa annunciare a marzo un’ultima asta ponte della durata di due anni a condizioni meno agevolate, per consentire alle banche, ancora in difficoltà, di tornare alla normalità, considerate anche le modifiche regolamentari in corso. Non è escluso che le modalità verranno definite anche tenendo conto delle condizioni cicliche.

 

VIDEO CONFERENZA STAMPA DRAGHI

 

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