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Riunione BCE: le nuove scelte sul quantitative easing e le parole di Draghi

La riunione di oggi del consiglio della BCE è stata decisamente importante per le decisioni sul quantitative easing: viene esteso fino a fine anno. Le parole di Draghi

di Mauro Introzzi 14 giu 2018 ore 15:44

La riunione di oggi, 14 giugno 2018, della BCE è stata decisamente importante per le decisioni prese sul programma di quantitative easing. Dal summit, eccezionalmente a Riga - in Lettonia - e non nella sede dell'istituto centrale a Francoforte, è arrivata la decisione di prolungare fino a fine 2018 il programma di quantitative easing. A un ritmo di 15 miliardi al mese.

Nessuna modifica alla cosiddetta politica monetaria convenzionale, ossia al livello dei tassi, che saranno confermati allo 0%.

bce_16Occhi comunque puntati sulla conferenza stampa di Mario Draghi per la prima volta accompagnato dallo spagnolo Luis de Guindos, che ha preso il posto di Vítor Constâncio alla carica di vice presidente della BCE.

 

SoldiOnline.it seguirà in diretta su questa pagina il discorso del numero uno della Banca Centrale Europea dalle ore 14.30.

 

LEGGI ANCHE - BCE: cosa ha detto Mario Draghi nella conferenza di aprile 2018

 

ORE 14.30 - LA DIRETTA DEL DISCORSO DI DRAGHI

 

Ore 15.34 - Si chiude anche la sessione di Q&A di questa tornata della BCE.

 

Ore 15.33 - Sul tema dello shock dei bond italiani di qualche giorno fa, oggetto di una specifica domanda, Draghi ha detto che non dovremmo essere ossessionato sui dati settimanali dei flussi. Nel mese di maggio anche in Francia, Austria e Belgio hanno visto calare la frazione degli acquisti netti, ma questo è stato il risultato di regole già in vigore da tempo. Tra l'altro nel mese in oggetto la BCE ha comprato una quota di bond italiani pari a 3,5 miliardi di euro, un livello maggiore rispetto a quelli di marzo e gennaio (entrambi a 3,4 miliardi). La prova, secondo Draghi, "che non c'è stata alcuna cospirazione".

 

Ore 15.32 - Le stime della BCE indicano che gli effetti delle misure di politica monetaria degli ultimi tre anni, soprattutto il quantitative easing, hanno causato un 2,9% di Pil aggiuntivo e un 1,9% di inflazione aggiuntiva.

 

Ore 15.25 - Le proiezioni macroeconomiche non contengono, secondo quanto indicato da Draghi, gli effetti delle misure sugli scambi commerciali non ancora implementate.

 

Ore 15.23 - Draghi ha dichiarato che la dinamica dei renvestimenti dei proventi dei precedenti investimenti sarà discussa in riunioni future. Sarà "un'importate discussione".

 

Ore 15.18 -Sull'euro il presidente della BCE ha dichiarato che la moneta unica è irreversibile. Perché "è forte, perché la gente lo vuole e perché nessuno ne vuole mettere in discussione la sua esistenza".

 

Ore 15.16 - Il rischio di deflazione sarebbe scomparso.

 

mario-draghi-bceOre 15.10 -Draghi, sulle varie differenze politiche all'interno dei paesi dell'area euro, ha dichiarato che è importante che queste diversità di visione siano discusse all'interno dei trattati esistenti.

 

Ore 15.03 - Non c'è stata discussione, secondo Draghi, su altre opzioni di tapering.

 

Ore 14.59 - All'unanimità il consiglio ha deciso di essere "paziente, prudente e persistente". C'è stata unanimità sulla forward guidance, sulle tempistiche e la voglia di mantenere una flessibilità. L'intento è quello di evitare qualsiasi riduzione di disponibilità. Secondo Draghi "l'unanimità è stata una forza della riunione di oggi".

 

Ore 14.55 - Secondo Draghi i rischi geopolitici sono saliti in queste ultime settimane.

 

draghi-mario-bceOre 14.50 - In risposta a una domanda che chiedeva se i tassi saranno alzati prima della fine del suo mandato, Mario Draghi ha dichiarato che non si è parlato di tempistiche in seno al Governing Council.

 

Ore 14.47 -Si chiude il discorso di Mario Draghi, spazio alla sezione di domande & risposte con i giornalisti.

 

Ore 14.45 - Secondo Draghi, che propone questa considerazione ad ogni uscita pubblica, "per godere tutti i benefici della politica monetaria gli stati devono implementare riforme strutturali nell'area euro. Serve ad aumentare la relisienza dell'intero sistema, combattere disoccupazione e migliorare la produttività. Soprattutto in paesi con debiti molto alti. Il riferimento all'Italia è chiarissimo.

 

Ore 14.43 - Ecco le previsioni sull'inflazione (che sono cambiate). L'inflazione è stata rivista al rialzo per il 2018 e 2019 (soprattutto per il petrolio):

 

 

Ore 14.39 - Le previsioni sul PIL continentale in un tweet:

 

 

Ore 14.38 -Secondo Draghi la ricchezza delle famiglie sale, la domanda è solida e le condizioni del mercato sono migliorate. L'espansione della domanda dovrebbe contuinuare con benefici sull'export.

 

Ore 14.36 - Il consiglio è comunque pronto a introdurre qualsiasi tipo di intervento per aggiustare la propria politica monetaria se ce ne fosse bisogno.

 

mario-draghi_2Ore 14.35 -Secondo il presidente BCE è ancora necessario mantenere una polica monetaria accomodante per conseguire gli obiettivi di inflazione della BCE.

 

Ore 14.33 - Draghi dice che sarà mantenuta la politica di reinvestire, per un periodo esteso di tempo, gli introiti derivanti dagli investimenti. Almeno finché è necessario a mantenere il giusto grado di liquidità.

 

Ore 14.31 - Draghi dice che la BCE, dopo un'analisi dei progressi fatti e considerando lo scenario economico, ha concluso che l'aggiustamento dell'inflazione è stato sostanzioso. Ci stiamo avvicinando al target di inflazione, secondo Draghi, che sarà mantenuto anche in futuro. Sulla base di queste evidenze le scelte di allungare il quantitative easing fino a fine dicembre 2018 a un ritmo di 15 miliardi di euro al mese.

 

Ore 14.30 - Inizia il discorso di Draghi a margine del consiglio direttivo che ha allungato fino a fine anno il programma di quantitative easing.

 

Ore 14.25 - Tutto pronto per il discorso di Draghi a Riga. Ecco il tweet che ritrae il palco:

 


ORE 14.15 - REAZIONI ALLA DECISIONE DELLA BCE

Si è portata in positivo la borsa italiana dopo la decisione della BCE di allungare fino a fine anno il programma di quantitative easing a un ritmo di 15 miliardi di euro. In mattinata i principali indici italiani erano invece in ribasso marcato.

Alle 14.15 il FTSEMib sale dello 0,34% grazie al recupero dei bancari.

L'euro invece ha subito un colpo ed ora quota 1,173 sul dollaro.

Infine lo spread tra Btp decennale e Bund tedesco di pari durata ha registrato una drastica riduzione dopo essere schizzato fino a 250 punti. Ora viaggia sotto i 235 punti base.

 

ORE 13.45 -ESTESO IL PROGRAMMA DI QE

Dalla riunione odierna della BCE sorprese per quanto riguarda le misure non convenzionali di politica monetaria: il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018. Il Consiglio direttivo anticipa che, dopo settembre 2018, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine del Consiglio direttivo, il ritmo mensile degli acquisti netti di attività sarà ridotto a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018 e in seguito gli acquisti netti giungeranno a termine.

In secondo luogo, il Consiglio direttivo intende proseguire la propria politica di reinvestimento del capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività  per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.


Nessuna sorpresa invece per quanto riguarda la politica monetaria convenzionale. Il Consiglio direttivo ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’evoluzione dell’inflazione resti in linea con le attuali aspettative di un profilo di aggiustamento durevole.


ORE 11.30 - IN ATTESA DELLA BCE, I PARERI DEGLI ANALISTI

Secondo gli addetti ai lavori dalla riunione di oggi della BCE non emergeranno novità sul tema dei tassi, confermati in ogni loro declinazione. Secondo gli esperti di IntesaSanpaolo la riunione del consiglio in programma oggi potrebbe rivelarsi "epocale":

Nell’ultima settimana, le dichiarazioni dei membri BCE a favore di una chiusura dell’APP entro l’anno si sono intensificate. Il suggello è arrivato con il discorso di Praet del 6 giugno. La più colomba dei membri del comitato esecutivo ha dichiarato che i tempi sono ormai maturi per discutere il futuro degli acquisti dopo settembre. Il vero nodo è se la BCE vorrà comunicare un’estensione del programma almeno fino a dicembre 2018 o la chiusura dell’APP.

Le nuove stime dello staff dovrebbero confermare il quadro di crescita solida e un ritorno anche più rapido dell’inflazione al target e dunque lo spegnimento degli acquisti entro dicembre. Tuttavia, la BCE potrebbe propendere per un atteggiamento più cauto e mantenere in essere il programma sia pure a scartamento ridotto.

Le incertezze dal quadro internazionale non mancano, inoltre alleggia il rischio di un ulteriore restringimento delle condizioni finanziarie nell’area euro. Sarà una scelta non facile. Al margine siamo più inclini a ritenere che il Consiglio vorrà chiudere il programma e cercare di muovere un altro passo sul sentiero di normalizzazione della politica monetaria.

 

Qualcuno, come Adrian Hilton (responsabile Global Rates and Currency presso Columbia Threadneedle Investments) è convinto che il programma si chiuderà a dicembre. L'esperto cita anche la situazione politica italiana:

Pensiamo che ci sia una buona probabilità che la BCE discuta la fine del suo programma di QE anche se non verrà raggiunta una decisione finale precisa riguardo ai tempi necessari. Ci aspettiamo un breve e iniziale processo di tapering, con la chiusura del programma a dicembre di quest'anno.

In un certo senso, non importa molto se decideranno o meno il da farsi;  il programma raggiungerà i limiti massimi di capacità verso la fine dell'anno e, in ogni caso, dovrà essere chiuso. Lo strumento più potente di politica monetaria in questo momento è la direzione che verrà data al reinvestimento totale degli attivi di QE in scadenza e, a tempo debito, i tempi del primo rialzo dei tassi.

Chiaramente, i recenti sviluppi della politica italiana e dei prezzi delle attività pongono nuovi rischi per l'area Euro e i mercati potrebbero dover abituarsi a livelli di volatilità permanentemente più alti. Ma fino ad ora, la BCE non sembra ritenere che questo cambiamento sia sufficiente a far deragliare la sua lenta e costante normalizzazione della politica monetaria. Se si riesce a tenere sotto controllo i rischi del mercato italiano, allora una crescita al di sopra della tendenza e il lieve recupero dell'inflazione dovrebbero consentire ai tassi di aumentare da qui ad un anno circa.

 

Anche François Rimeu, Head of Multi Asset & Senior Strategist de La Française, pensa che il programma continuerà fino a fine anno ma evidenzia come sia meglio attendere la riunione di luglio prima di prendere qualsiasi decisione:

Dopo l’ultimo discorso di Praet, capo economista e membro del board direttivo della Bce, le aspettative attorno a una potenziale uscita dell’Istituto centrale dal QE sono aumentate, specialmente se si considera il tono da colomba precedentemente adottato dal capo economista. Ad oggi è probabile che la Bce riduca gli acquisti di asset a 15 miliardi al mese nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno e che il QE termini a dicembre.

Ad ogni modo pensiamo che avrebbe più senso per la Bce aspettare fino a luglio prima di fornire maggiori informazioni sulla portata e sulle tempistiche. E’ probabile che l’Istituto di Francoforte riveda al rialzo le aspettative sull’inflazione per il 2018 e 2019 alla luce delle buone figure riportate a maggio e dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Per quanto riguarda la crescita, le attese potrebbero essere marginalmente riviste al ribasso a seguito dei dati economici pubblicati negli ultimi tre mesi. Con il mercato che ha già prezzato le dichiarazioni di Praet, non ci aspettiamo movimenti significativi se non nel caso di un annuncio da parte della Bce della fine del programma di acquisti di asset.

 

Secondo Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, a margine del summit di oggi non sarà comunicato alcun tapering (ossia la riduzione del programma di acquisto che porta alla normalizzazione della politica monetaria di una banca centrale). Draghi e la BCE vorranno attendere altre indicazioni dall'economia prima di prendere una decisione:

Sebbene recentemente ci siano stati commenti circa un possibile tapering del programma di acquisto di asset della Banca centrale europea, riteniamo che probabilmente ciò non verrà annunciato nel corso del meeting di politica monetaria di questa settimana. A nostro avviso, infatti, con gli ultimi sondaggi che indicano un chiaro rallentamento, la Bce vorrà attendere nuovi report sull’attività economica attuale.

È probabile che le previsioni aggiornate della Bce includano prospettive di crescita più basse per quest’anno, e solo aumenti modesti dell’inflazione, il che manda nel complesso un segnale da colomba. Nel frattempo, gli hard data economici più recenti – tra cui l’output della produzione industriale del mese di aprile - indicano un’attività debole in tutti i Paesi. La produzione industriale è diminuita sia nei Paesi core, con la Francia che ha riportato un calo notevole nella produzione di energia, sia nei Paesi periferici.

In relazione a questi ultimi, la produzione industriale dell’Italia è scesa ad aprile dell’1,2% rispetto al mese di marzo, rallentando a una crescita annua dell’1,9% a/a. Osserviamo che con un sentiment in netto peggioramento – in Francia, il sentiment delle imprese del comparto industriale pubblicato dalla banca centrale è diminuito di due punti il mese scorso – possono essere trovati ulteriori argomenti a supporto di una strategia di comunicazione prudente e da colomba della Bce.

 

VIDEO - LA CONFERENZA DI MARIO DRAGHI

Qui è possibile seguire, dalle 14.30, il video delle parole di Mario Draghi:

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