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BCE: le decisioni del consiglio direttivo e le parole di Draghi nella riunione del 13 settembre 2018

Come nelle attese la riunione del consiglio direttivo di oggi della Banca Centrale Europea ha confermato la sua politica convenzionale e le misure non convenzionali di politica monetaria

di Mauro Introzzi 13 set 2018 ore 15:20

Come nelle attese la riunione del consiglio direttivo di oggi della Banca Centrale Europea ha confermato la sua politica convenzionale e le misure non convenzionali di politica monetaria. Occhi puntati sulla conferenza stampa di Draghi, dalla quale dovrebbero arrivare conferme a quanto indicato nei meeting precedenti. E, forse, una revisione delle stime sulla crescita dell'eurozona.

 

SoldiOnline.it seguirà in diretta su questa pagina il discorso del numero uno della Banca Centrale Europea dalle ore 14.30. Aggiornate la pagina per le ultime novità

 

LEGGI ANCHE - BCE: cosa ha detto Mario Draghi nella conferenza di luglio 2018

 

ORE 14.30 - LA DIRETTA DEL DISCORSO DI DRAGHI

 

Ore 15.21 - Si chiude anche la sessione di Q&A di questa tornata della BCE. Appuntamento per il prossimo 25 ottobre 2018.

 

Ore 15.20 - Mario Draghi ritene i prezzi del petrolio più bassi, ma inflazione core più alta, in seguito all'incremento dei salari e alla crescita dell'economia. Il banchiere ha segnalato che la BCE non elabora analisi di rischio sull'inflazione.

 

Ore 15.16 - Secondo Mario Draghi il QE è stato utilizzato bene dai paesi dell'Unione Europea, in quanto la crescita è stata buona ovunque, anche se i governi dovrebbero sfruttare i tassi di interesse bassi per ridurre i deficit.

 

Ore 15.10 - Il numero uno della BCE ha ricordato che la momento è ancora prematuro parlare della possibilità di incrementare i tassi di interesse.

 

Ore 15.08 - Mario Draghi ha evidenziato che il debito pubblico complessivo resta elevato, anche se quello privato si è ridotto.

 

Ore 15.07 - L'euro accelera al rialzo durante la confernza stampa di Mario Draghi: la momenta unica europea viene scambia a 1,168 dollari.

 

Ore 15.04 - Con riferimento alla situazione dell'Italia, Mario Draghi ha dichiarato che occorre che il governo sia focalizzato sul rispetto delle regole, aggiungendo che al momento non ci sono segnali di contagio sulle altre economie dell'Unione Europea.

 

Ore 15.00 - Il Mario Draghi ha segnalato che alcuni rischi potrebbero essere rivisti al rialzo; tra questi, il numero uno della BCE ha segnalato le misure di politica fiscale adottate da alcuni stati.

 

Ore 14.58 - Il numero uno della BCE ha evidenziato che la struttura patrimoniale delle banche è notevolmente migliorata negli ultimi anni. Tuttavia, resta ancora da gestire il tema delle attività che sono passate agli istituti non regolamentati.

 

Ore 14.54 - Secondo Mario Draghi i primi segnali della crisi finanziaria sono arrivati a settembre del 2007, qunadi diversi mesi prima del fallimento di Lehman Brothers.

 

Ore 14.52 - Mario Draghi ha segnalato tre motivi di incertezza: vulnerabilità dei mercati emergenti, il cambiamento delle politiche monetarie e le recenti politiche protezionistiche.

 

Ore 14.50 - Con riferimeno alla recente crisi dei mercati emergenti, in particolare Argentina e Turchia, il numero uno della Banca Centrale Europea ha segnalato che questa situazione ha aumentato l'incertezza sui mercati, anche se il contagio è stato poco significativo rispetto a quanto già accaduto in passato.

 

Ore 14.46 - Mario Draghi ha precisato che non è stato ancora deciso sul modo in cui saranno reinvestiti i titoli di stato acquistati.

 

Ore 14.44 - Il numero uno della BCE ha confermato che l'obiettivo di inflazione resta vicino al 2%.

 

Ore 14.42 - Mario Draghi ha precisato che la politica monetaria della BCE continuerà a essere accomodante anche al termine del programma di acquisto di di titoli.

 

Ore 14.41 -Si chiude il discorso di Mario Draghi, spazio alla sezione di domande & risposte con i giornalisti.

 

Ore 14.40 - Mario Draghi ha puntualizzato che una politica monetaria accomodante è ancora necessaria, almeno fino a quando l'inflazione non arriverà al target fissato del 2%.

 

Ore 14.39 - Ecco le previsioni sull'inflazione e sul Pil per il triennio 2018/2020 in un tweet:

 

 

Ore 14.37 - Mario Draghi ha fornito le nuove stime sul Pil e sull'inflazione nell'area euro per il triennio 2018/2020. In particolare, le previsioni sul Pil sono state limate.

 

Ore 14.35 - Il numero uno della BCE ha segnalato che la politica monetaria sta sostenendo i consumi. Inoltre, gli investimenti - soprattutto nell'area immobiliare - restano sostenuti.

 

Ore 14.33 - Mario Draghi ha precisato che la BCE utilizzerà tutti gli stumenti necessari per portare l'inflazione ai target definiti.

 

Ore 14.30 - Inizia il discorso di Draghi a margine del consiglio direttivo che ha rivisto il programma di quantitative easing.

 

ORE 14.25 - REAZIONI ALLA DECISIONE DELLA BCE

Modesta reazione di Piazza Affari e delle borse europee alle decisioni della BCE. Alle 14.25 il FTSEMib registrava un minimo ribasso dello 0,03% a 20.957 punti

L’euro si mantiene oltre gli 1,16 dollari.

 

ORE 13.45 - LA BCE CONFERMA I TASSI

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%.

Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività (PAA) all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di questo mese.

Dopo settembre 2018, il Consiglio direttivo ridurrà il ritmo mensile degli acquisti netti di attività a 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018. Inoltre, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, gli acquisti netti giungeranno a termine.

Il Consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

 

ORE 11.30 - IN ATTESA DELLA BCE, I PARERI DEGLI ANALISTI

draghi-mario-bceSecondo gli addetti ai lavori dalla riunione di oggi della BCE non dovrebbero emergere altre novità dopo quelle - decisamente rilevanti - del meeting di giugno confermate poi a luglio. Per gli esperti di IntesaSanpaolo la riunione del consiglio in programma oggi potrebbe rivelarsi "interlocutoria".

Secondo gli economisti dell'istutito potrebbero esserci con marginali revisioni al ribasso alle stime di crescita 2018-2019: "riteniamo che la BCE confermerà la guidance sui riacquisti per enfatizzare un approccio ancora prudente e paziente nella gestione della politica monetaria", hanno precisato gli esperti.

 

In linea con questa impostazione anche l'idea di Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, che però parla della crescita italiana:

Gli ultimi sondaggi PMI indicano una crescita solida e in fase di stabilizzazione dell’Eurozona, nonostante il calo del sentiment italiano sia evidente. Mentre per la zona Euro nel complesso le letture del PMI di agosto mostrano una crescita del 2,2% del PIL reale - un netto miglioramento rispetto ai dati del primo semestre 2018 - il PMI italiano è sceso di 1,3 punti per un totale di soli 51,7 punti, al di sotto della media registrata tra il 2014 e il 2016, periodo in cui il PIL reale italiano è cresciuto di uno scarso 0,8%. Ciò suggerisce che il problema della crescita in Italia resta acuto.

Non siamo eccessivamente preoccupati della debolezza delle vendite retail nell’Eurozona. Sebbene il calo dello 0,2% del mese di luglio indichi un avvio debole della spesa per i consumatori nel terzo trimestre, la fiducia dei consumatori resta elevata, e la solidità dei dati sulle immatricolazioni di auto nuove potrebbe sostenere la spesa dei consumatori. Tutto ciò indica un andamento robusto della spesa aggregata dei consumatori.

Per quanto riguarda il prossimo meeting BCE di questo giovedì, non prevediamo novità di rilievo, considerato il precedente annuncio di porre fine al programma di acquisti del QE nel corso dell'anno, mantenendo invariati i tassi di riferimento fino a metà 2019. Ci aspettiamo, invece, solo lievi cambiamenti nelle proiezioni degli esperti dell’istituto di Francoforte.

 

Sostanzialmente allineato con le previsioni di novità poco marcate François Rimeu di La Française:

Le previsioni di crescita non dovrebbero cambiare in modo significativo, in quanto i dati relativi al 2018 e al 2019 sono sostanzialmente in linea con il consenso. Se mai ci sarà un cambiamento, probabilmente consisterà in una lieve revisione al ribasso, poiché, negli ultimi tre mesi, lo slancio macroeconomico ha rallentato. Ad ogni modo, riteniamo che Draghi vorrà mantenere un atteggiamento ottimista.

Un po’ più complicata è la questione riguardante una potenziale revisione delle aspettative di inflazione. Abbiamo buone ragioni per rivedere le previsioni sull'inflazione al ribasso rispetto a giugno con l’euro in rialzo e le materie prime (petrolio escluso) in calo. Anche i numeri sull'inflazione core sono eccessivamente ottimisti (previsioni della BCE: 1,6% nel 2019 e 1,9% nel 2020). Tuttavia, dubitiamo che l’Istituto centrale di Francoforte integrerà tali cambiamenti questa settimana; potrebbe essere più comodo farlo a dicembre, una volta terminato il programma di quantitative easing.

È improbabile che la BCE cambierà le sue previsioni a fronte della riduzione degli acquisti di asset pianificata per ottobre e della fine del QE prevista per dicembre. E’ inoltre necessario tener presente che Draghi ha dichiarato di essere concorde su un primo rialzo dei tassi nel quarto trimestre del 2019, pertanto non prevediamo alcun cambiamento di rotta su questo fronte.

Posticipando quest’ultimo argomento a dicembre, non ci aspettiamo infine nuove informazioni circa un eventuale programma di reinvestimento.

 

VIDEO - LA CONFERENZA DI MARIO DRAGHI

Qui è possibile seguire, dalle 14.30, il video delle parole di Mario Draghi:

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