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BCE, nulla da segnalare dalla riunione del board. Il discorso di Draghi

Come nelle attese degli analisti è arrivata una conferma dell’attuale politica monetaria dopo che nella precedente riunione del mese di marzo la BCE aveva definito una nuova operazione TLTRO

di Redazione Soldionline 10 apr 2019 ore 15:35

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Per oggi, 10 aprile 2019, era in programma una nuova riunione della BCE, la terza del 2019. Come nelle attese degli analisti è arrivata una conferma dell’attuale politica monetaria, con il tasso di interesse ancora fermo allo 0%. 
Non sono previste indicazioni particolari neppure dalla conferenza stampa di Mario Draghi a commento delle decisioni di politica monetaria, dopo che nella precedente riunione del mese di marzo la banca centrale europea aveva definito una nuova operazione TLTRO.

 

SoldiOnline.it seguirà in diretta la conferenza stampa di Draghi. Ricordate di ricaricare la pagina per gli ultimi aggiornamenti.

Cosa aveva detto Mario Draghi a margine della riunione del 7 marzo 2019

 

ORE 14.30 - IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI IN DIRETTA

15.32 - Si chiude la conferenza stampa di Mario Draghi. Appuntamento per il prossimo 6 giugno 2019 (Calendario 2019 BCE: le date delle riunioni del Consiglio Direttivo). Il board si terrà in una sede esterna a Francoforte, da definire.

 

15.31 - In chiusura Mario Draghi ha ringraziato Peter Praet, Membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea oggi al suo ultimo meeting BCE.

 

15.19 - Sull'economia italiana Mario Draghi si è detto non sorpreso delle recenti preoccupazioni da parte di alcuni organismi internazionali. La priorità di Roma dev'essere quella di far ripartire la crescita e il mercato del lavoro il prima possibile. Secondo Draghi l'Italia sa come farlo.

 

15.12 - Sul rischio di partiti populisti alle elezioni europee, Draghi ha evidenziato come le banche centrali non intervengono nei dibattiti politici e dovrebbero continuare a farlo. Secondo Draghi bisogna essere uniti per essere sovrani perché in un mondo così globalizzato le sfide sono continue.

 

15.05 - Le previsioni su una recessione rimangono basse. Draghi cita una statistica: 56 periodi di debolezza negli ultimi 60 anni non sono diventati una recessione.

 

15.03 - Il numero uno della BCE ha dichiarato che i membri del consiglio riconoscono l'indebolimento del ciclo economico, con l'inflazione che toccherà un fondo a settembre, ma al contempo anche la forza sottostante dell'economia.

 

15.00 - Secondo quanto indicato da Draghi non siamo ancora nel momento in cui sia necessario pensare a un cambio della politica monetaria.

 

mario-draghi-bce14.56 - In risposta a una domanda Mario Draghi ha confermato che la BCE si sta interrogando sull'impatto sulla redditività delle banche dei tassi a questi livelli.

 

14.52 - Su una domanda relativa alle minacce sui dazi arrivate ieri dagli USA, Draghi ha stigmatizzato come quello del protezionismo è un rischio che il board BCE ha evidenziato anche nel suo comunicato, perché mina soprattutto la fiducia. Come in altri casi analoghi, però, bisognerà capire se alle intenzioni arriveranno anche i fatti concreti.

 

14.47 - Draghi sta parlando del deterioramento delle prospettive di inflazione. Quella attuale è una situazione diversa rispetto a quella del 2016 e meno preoccupante. La BCE è focalizzata a portare l'inflazione al suo obiettivo del 2%, con ogni mezzo a sua disposizione.

 

14.45 - Finisce il discorso di Mario Draghi, ora spazio alla sessione di domande e risposte.

 

14.44 - Secondo Draghi è necessario completare in modo totale l'unione bancaria e del mercato dei capitali.

 

14.42 - Complessivamente una politica monetaria espansiva è necessaria per sostenere l'economia. Ma sono necessarie altre componenti. Draghi cita, come fa spesso, anche la necessità di riforme strutturali da parte degli stati. In particolare in quelle nazioni in cui il debito pubblico è elevato.

 

14.41 - Il credito alle aziende dell'area euro è lievemente sceso in questi mesi ma complessivamente i flussi del credito sono rimasti stabili. In questo ambito le prossime TLTRO sosterranno il credito bancario.

 

draghi-mario-bce14.39 - Secondo Draghi l'inflazione dovrebbe abbassarsi nei prossimi mesi, per poi incrementarsi nel medio termine grazie alla politica monetaria, all'espansione economica e all'incremento dei salari.

 

14.37 - Secondo Draghi geopolitica, protezionismo e mercati emergenti sono rischi. Al contempo, però, gli aumenti dei salari e dei posti di lavoro stanno aiutando l'economia con un po' di pressione inflazionistica. Secondo il numero uno delal BCE è necessaria ancora una politica espansiva per sostenere l'economia.

 

14.35 - Una delle informazioni più attese, quella relativa alle modalità di implementazione del TLTRO, viene rinviata a un meeting successivo.

 

14.34 - Draghi sta descrivendo quanto indicato dalla nota della BCE, anche sul tema del reinvestimento dei capitali derivanti dai titoli in scadenza. Il consiglio è pronto a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per mantenere l'obiettivo della BCE in termini di inflazione. Draghi ha detto che la BCE sta valutanto le misure da prendere sugli effetti derivanti dai tassi a questi livelli.

 

14.33 - Con 3 minuti di ritardo inizia a Francoforte la conferenza stampa di Mario Draghi, il numero uno della BCE. Il banchiere spiegherà com'è andata la riunione del Consiglio direttivo che ha deciso di non modificare le attuali manovre di politica monetaria nell'area euro. A fianco del presidente Draghi c'è Luis de Guindos Jurado, l'attuale vicepresidente della Banca Centrale Europea.

 

ORE 13.45 - LE DECISIONI DEL BOARD BCE

Come nelle attese, nella riunione odierna del suo board la BCE non ha modificato la sua politica monetaria. Il Consiglio direttivo ha così deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,40%. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

sede-bceLa BCE ha aggiunto che intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Mario Draghi illustrerà i motivi di queste decisioni nella conferenza stampa che avrà luogo questo pomeriggio.

 

BCE: LE ATTESE DEGLI ANALISTI PER LA RIUNIONE DEL 10 APRILE

Secondo gli analisti di IntesaSanpaolo il focus dei mercati, sarò sui dettagli operativi delle nuove aste TLTRO III e sull’introduzione di un sistema di rimunerazione a più livelli delle riserve in eccesso, anche se indicazioni più precise potrebbero arrivare nella riunione di giugno

Durante la conferenza stampa è possibile che emergano delle indicazioni, preliminari, sulle modalità incentivanti. I verbali della riunione di marzo hanno chiarito che le aste saranno congegnate in modo da garantire condizioni di credito ancora ampiamente accomodanti e nel contempo “limitare l’uso dei fondi per condurre carry trades”. Il nostro scenario centrale è che il Refi sarà il costo massimo per le banche e che gli incentivi prevedano riduzioni di tasso in negativo. Ma non escludiamo scenari alternativi in cui il Refi è indicato come tasso centrale o tasso minimo. Un’alternativa è che gli incentivi prendano la forma di trattamento più favorevole del collaterale.
Nonostante i tassi negativi continuino nel complesso ad avere effetti positivi sull’economia allargata, il perdurare del regime più a lungo del previsto impone un costo, non trascurabile, per le banche dei paesi core che operano con ampi eccessi di riserve. Draghi ha indicato che la BCE è pronta a considerare misure per mitigare l’impatto dei tassi negativi, anche se altri membri del Consiglio hanno chiarito che deve esserci una ragione economica. Le altre banche centrali (Danimarca, Svezia, Svizzera e Banca del Giappone) che operano con tassi negativi applicano la penalizzazione su di una percentuale dell’eccesso di riserve assai più bassa rispetto alla BCE.
L’ipotesi di tiering era già emersa nel 2016 quando poi la BCE optò per un taglio del tasso sui depositi a -0,40%. Tuttavia, l’esperienza della BoJ insegna che è possibile ottenere un effetto potente sui tassi di mercato monetario e a più lungo termine (flattening della curva) con un regime di remunerazione delle riserve a più livelli. È quindi possibile che la BCE abbia già richiesto ai gruppi di lavoro di valutare un meccanismo simile. Difficilmente si avranno novità a breve, il passaggio a un regime a più livelli non è banale ancor più in una fase di transizione per il mercato monetario europeo.

 

Anche Volker Schmidt – Senior Portfolio Manager, ETHENEA Independent Investors – ritiene che indicazioni più precise arriveranno nella riunione di giugno, in quanto su alcune misure restano posizioni favorevoli e contrarie all'interno della BCE.

Le condizioni economiche globali e le prospettive per l'inflazione restano invariate rispetto a quelle precedenti all'ultima riunione della Bce. Sulla base di ciò, ci aspettiamo che la Bce continui con il suo approccio accomodante, basato sul convincimento che "uno stimolo monetario significativo rimane essenziale per una convergenza dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo.
Recentemente, Mario Draghi ha annunciato che la Bce aveva iniziato a domandarsi se la politica di tassi negativi prolungati avesse prodotto l'effetto indesiderato di ridurre la redditività delle banche dell'Eurozona. L’annunciato prolungamento del programma TLTRO è una risposta a questa domanda. La proposta aggiuntiva di intervenire per ridurre gli effetti dei tassi di deposito negativi per le banche ha trovato posizioni favorevoli e contrarie all'interno della Bce. Non prevediamo che la Bce annunci misure di questo genere nella sua prossima riunione, ma ci aspettiamo un commento sulla questione, dato che qualsiasi accenno in questo senso potrebbe sostenere le banche in situazione di eccesso di liquidità.

 

Secondo Franck Dixmier - Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors - l’orizzonte del rialzo dei tassi potrebbe allontanarsi ulteriormente, date le incertezze sulle prospettive di crescita e i timori di scarsa inflazione.

La BCE dovrebbe confermare una linea estremamente “dovish”. Andavano in questa direzione le dichiarazioni rilasciate da Mario Draghi dopo la riunione di marzo, che annunciavano l’intenzione di lasciare il tasso di deposito invariato al -0,40% almeno fino al 2020. Durante la conferenza del 27 marzo il Presidente della BCE ha addirittura affermato che stava valutando come preservare i benefici dei tassi negativi per l’economia dell’Eurozona mitigando al contempo gli effetti collaterali sulle banche.
Ciò significa che l’orizzonte del rialzo dei tassi potrebbe allontanarsi ulteriormente – o addirittura che il tasso di deposito del -0,40% potrebbe scendere ancora in caso di crisi. La redditività delle banche dell’Eurozona è erosa da quella che di fatto è una tassa di 40 punti base sulle riserve in eccesso, e la BCE intende preservare la capacità degli istituti di finanziare l’economia. È pertanto possibile che la BCE annunci la creazione di una linea di deposito multi-tier, sulle orme delle Banche Centrali di Svizzera, Giappone, Danimarca e Svezia. In questo caso, la tassazione delle riserve in eccesso delle banche scatterebbe ad di sopra di una certa soglia, diversa per ogni istituto.
Queste considerazioni potrebbero riflettersi anche nei termini del terzo round di TLTRO – prestiti a basso costo erogati dalla BCE alle banche – previsto per settembre. I dettagli dell’operazione non sono ancora disponibili, ma non ci sorprenderebbe che la TLTRO 3 prevedesse un tasso inferiore al tasso di rifinanziamento (cioè un tasso negativo simile a quello della TLTRO 2).

 

VIDEO CONFERENZA STAMPA DRAGHI

 

 

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