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UE e FMI pronti ad aiutare l'Ucraina?

Dopo la svolta nella crisi, con la fuga dell'ormai ex presidente Yanukovich, la Ue e il FMI sono pronti a offrire al Paese significativi aiuti finanziari. Fino a 20 miliardi?

di Mauro Introzzi 26 feb 2014 ore 14:34
La crisi ucraina, inizialmente un po' snobbata da molti dei principali media del nostro paese, ha vissuto una svolta lo scorso fine settimana, con la fuga dell'ormai ex presidente filo-russo Viktor Yanukovich (ora ricercato per strage), il Parlamento che ha indetto elezioni anticipate (per il prossimo 25 maggio) e la liberazione dell'ex primo ministro Yulia Tymoshenko

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Ma quali possono essere le conseguenze e le prospettive economiche, ora, in Ucraina? Lo spiega Zsolt Papp, Emerging Markets Fixed Income Investment Specialist di Union Bancaire Privée - UBP.

bandiera-ucrainaL'esperto mette in evidenza come la fuga di Yanukovich rappresenti una buona notizia per l’Ucraina, in quanto apre la strada a una soluzione politica della crisi. Papp evidenzia che Unione Europea e Fondo monetario internazionale sono pronti a offrire al Paese significativi aiuti finanziari. Quello di intrattenere negoziati con Ue e Fmi e mantenere il dialogo con la Russia, tra l'altro, è uno degli obiettivi principali del Parlamento, guidato ad interim da Oleksander Turchinov, molto vicino a Tymoshenko e - a differenza di Yanukovich - di orientamento filo-europeo.

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Sugli aiuti di Unione Europea, Fondo Monetario Internazione (a cui si aggiunge il sostegno degli Usa) lo specialist di casa UBP indica che:
Secondo Elmar Brok, presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, l’Ue potrebbe essere pronta a fornire fino a 20 miliardi di euro. Anche il commissario europeo Olli Rehn sostiene che l’aiuto dell’Ue si quantificherà in “miliardi” e non in “milioni”. Infine il presidente dell’FMI, Christine Lagarde, ha dichiarato che il Fondo fornirà assistenza finanziaria al Paese: i prestiti del Fondo saranno supportati dagli Usa, (come riportato da Jack Lew, segretario al Tesoro Usa).
In questi ultimi giorni, poi, "il rischio di default dell'Ucraina è diminuito dopo che l’Ue si è detta pronta a fornire aiuti finanziari al Paese e considerando che le riserve valutarie in dollari, nel 2014, ammontano a 17,5 miliardi di dollari, contro pagamenti del debito estero di circa 7 miliardi di dollari".

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Sulla liquidità dell'Ucraina Papp indica poi che:
La Banca Nazionale dell’Ucraina ha ribadito che la situazione di liquidità nel sistema bancario resta positiva. Per quanto riguarda le società attive nel Paese, monitoriamo con attenzione DTEK, che genera il 30% dell’energia elettrica nazionale e Metinvest, che produce il 45% dell’acciaio in Ucraina. Queste società sono profittevoli e generano flussi di cassa positivi, inoltre i parametri di leverage reggono bene il confronto con i competitors CSI. In caso di una forte svalutazione USD / UAH (-50%), e senza ulteriori controlli valutari imposti dal Governo, queste società dovrebbero essere in grado di far fronte  al proprio debito nel medio termine. I rischi di rifinanziamento sono dunque limitati nei prossimi 12 mesi. Inoltre, le aziende mantengono la flessibilità necessaria a ridurre la distribuzione di dividendi e le spese per al fine di preservare la liquidità.
Per cui vuole rivolgersi all'azionario ucraino, infine, l'esperto di UBP segnala:
Un titolo interessante è Ukreximbank. La banca è al 100% controllata dallo Stato. Ha un solido track record sotto diversi regimi politici ed è percepita come un rifugio sicuro dalla popolazione e dalle imprese. E’ ben capitalizzata (CAR circa il 26%) e sarebbe in grado di sostenere una svalutazione di circa il 20% degli asset in portafoglio, prima di violare i requisiti sul CAR nazionali e di Basilea. Ukreximbank ha liquidità a sufficienza per far fronte al proprio debito. Tuttavia, alla luce della forte esposizione ai titoli di stato e a Naftogas (32% degli asset per Ukreximbank), la banca dipende, alla fine, dalla capacità del Governo ucraino di ripagare il proprio debito. Ad ogni modo, il potenziale impegno finanziario dell’UE dovrebbe alleviare il rischio di credito sul fronte sovrano.
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Un manifestante ucraino (Foto LaPresse - AP Photo/Marko Drobnjakovic)
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