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Covip, su previdenza complementare resiste gap geografico e sociale

L’andamento delle adesioni alla previdenza complementare mostra un quadro variegato. Resiste un gap geografico e sociale: i tassi di partecipazione più elevati continuano a registrarsi nelle aree più ricche del Paese

di Redazione Soldionline 12 giu 2019 ore 15:42

A cura di Labitalia/Adnkronos


italia-euroL’andamento delle adesioni alla previdenza complementare mostra un quadro variegato: in linea generale, proprio nelle situazioni in cui più elevata è l’esigenza di consolidare la pensione di primo pilastro con quella complementare, il grado di partecipazione non risulta adeguato. Resiste un gap geografico e sociale: i tassi di partecipazione più elevati continuano a registrarsi nelle aree più ricche del Paese. In media tra il 35 e il 40% delle forze di lavoro, con punte del 45-50% laddove l’offerta previdenziale è integrata da iniziative di tipo territoriale. In queste aree i versamenti contributivi (3.000-3.500 euro all’anno in media) sono più che doppi rispetto a gran parte delle regioni del mezzogiorno. Emerge dalla Relazione annuale sull’attività svolta nel 2018 dalla Covip - Commissione di vigilanza sui fondi pensione diffusa oggi dal presidente, Mario Padula.

Così come si conferma un gap generazionale e di genere: anche i giovani e le donne restano ai margini della previdenza complementare. Rispetto alle fasce di età centrali, la partecipazione degli under 35, è inferiore di circa un terzo (20,4% rispetto alle forze lavoro) con una contribuzione inferiore di due terzi. Il tasso di partecipazione delle donne (26,9%) resta più basso di quello degli uomini (32,7%) con una contribuzione inferiore di un quinto. In un contesto nel quale la discontinuità delle carriere è fenomeno diffuso, potrebbe essere utile valutare l’opportunità di valorizzare schemi di incentivazione fiscale dei contributi che prevedano la possibilità di riportare ad anni di imposta successivi i benefici che non si sono utilizzati in una fase di incapienza fiscale. A tal fine, potrebbe risultare utile rivedere disposizioni già presenti nell’articolo 8 del decreto legislativo 252/2005, estendendone l’ambito di applicazione attualmente limitato soltanto ai lavoratori di prima occupazione.

Più in generale, l’esigenza di rendere il sistema della previdenza complementare più inclusivo richiede uno scatto innovativo: nella valorizzazione dei rapporti con gli aderenti, in un’ottica di maggiore prossimità al bisogno; nell’uso della tecnologia quale strumento oramai indispensabile di relazione; nel linguaggio, per una migliore capacità di educare e di informare, in un mondo in cui la comunicazione diventa sempre più veloce ed essenziale.

Il nostro sistema di previdenza complementare, basato sul principio della volontarietà dell’adesione, comporta l’esigenza di raggiungere i lavoratori e renderli consapevoli dell’opportunità offerta loro dalla partecipazione ad un fondo pensione. Il sistema dei fondi pensione negoziali è stato strutturato dalle parti istitutive scegliendo, come modello preferenziale, quello del fondo di categoria. E’ una scelta sostanzialmente condivisibile che pone tuttavia il tema della prossimità al lavoratore, soprattutto in quelle realtà in cui la frammentazione del settore a livello aziendale risulta maggiormente significativa. Occorre dunque accompagnare tutte le iniziative, che in questi anni, meritoriamente, le parti sociali e i singoli fondi pensione hanno posto in essere, con un intervento di più ampio respiro che miri a realizzare una rete di servizi a livello territoriale.

Tale rete dovrebbe dare un decisivo contributo a realizzare le condizioni di affidamento necessarie all’ordinato sviluppo del sistema, riducendo le distanze tra il fondo pensione e il lavoratore, facilitando il contatto diretto, stimolando la riflessione del potenziale aderente su scelte in ogni caso rimesse alla responsabilità individuale di ciascuno. Per tale ragione l'Autorità guarda con favore al progetto che i fondi pensione negoziali e le loro associazioni rappresentative stanno elaborando con l’obiettivo di costruire una rete utilizzando le diramazioni territoriali di organizzazioni sindacali e datoriali.

In questo ambito, lo sviluppo di modalità di adesione on-line costituisce presupposto necessario affinché la rete dei servizi sia uno strumento efficace nel rendere il sistema pienamente accessibile e perciò inclusivo. E’ importante creare le condizioni per un sistema più moderno, inclusivo e solido, capace di trasmettere fiducia a chi si avvicina alla previdenza complementare e, in particolare, ai giovani, che oggi sono simbolicamente rappresentati da un gruppo di studenti dell’Istituto di istruzione secondaria superiore di Roma Federico Caffè, presenti alla Relazione annuale della Covip.

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