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Così il tetto Ue sull’elettricità. Rinnovabili, sconti in Italia (Corriere della Sera)

di Redazione Lapenna del Web 19 set 2022 ore 07:27 Le news sul tuo Smartphone

tubi-industria-energeticaSi cominciano a prefigurare i possibili provvedimenti dell'incontro straordinario dei ministri europei dell'Energia fissato il 30 settembre. Secondo quanto riportano Federico Fubini e Fabio Savelli per il Corriere della Sera di domenica 18 settembre, questa volta il vertice dovrà portare a risultati concreti. Il rischio infatti è quello di dover spendere per l’energia fino duemila miliardi di euro all’anno in più. Due idee principali saranno oggetto di discussione: "un calmiere a 180 euro a megawattora sul prezzo dell’elettricità non prodotta da metano e un tetto a 160 euro a megawattora al prezzo di tutto il gas importato (non solo su quello russo)".

La Commissione si prefigge di proporre un prezzo massimo dell'elettricità a 180 euro a megawattora, se prodotta da fonti diverse dal metano (adesso il prezzo è di almeno 450 euro). Il limite rifletterebbe quanto occorrerebbe attualmente per produrre energia dalla lignite. L'Italia per ora ha fissato a 210 euro a megawattora la soglia per l'energia elettrica che non deriva dal gas: molto sotto il «prezzo unico nazionale», che di recente ha superato i 550 euro. Nel frattempo il ministro Cingolani sta provvedendo a firmare un decreto sulla vendita di energia da rinnovabili con un sistema di aste alle utenze ad alto consumo energetico.

Non solo: il governo italiano ha inoltre deciso di fissare il costo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili — fotovoltaico, vento, idroelettrico — fra i 62 e i 65 euro a megawattora per quel 37% circa di elettricità pulita.

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