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Cirio, Cragnotti sapeva?

Secondo i giudici il patron della società era il "dominus dell'intero gruppo" e quindi il centro decisionale di tutta l'azienda alimentare. Focus uslla sentenza Eurolat

di Edoardo Fagnani 13 lug 2012 ore 13:59

Cirio
Il Sole24Ore di venerdì 13 luglio ha riportato le motivazioni dei giudici del Tribunale di Roma sulla sentenza del crack del gruppo alimentare Cirio. Secondo i giudici il patron della società, Sergio Cragnotti, era il "dominus dell'intero gruppo" e quindi il centro decisionale di tutta l'azienda. Il manager era quindi "ben consapevole" del fatto che l'alterazione dei bilanci avrebbe contribuito a trascinare la società nello stato di dissesto che poi è sfociata nella dichiarazione dello stato di insolvenza. Nel provvedimento, di ben 1.500 pagine, è ricostruita tutta la storia imprenditoriale della società, che ha portato alla condanna di Sergio Cragnotti a nove anni di carcere e di Cesare Geronzi a quattro.
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, le motivazioni della sentenza di condanna di Cragnotti e Geronzi, nell’ambito della cessione di Eurolat hanno smentito l’argomentazione difensiva dell’ex numero uno del Banco di Roma. La cessione del ramo di latte fu effettuata per ridurre l’esposizione dell’istituto romano.
Il Sole24Ore di giovedì 12 luglio ha riportato una sentenza della Corte di Cassazione, secondo cui l’istituto che aveva venduto a un cliente bond Cirio per un ammontare di 31mila euro doveva fornire una completa informativa sui rischi dell’investimento e non una generica dichiarazione, pur se controfirmata dal cliente.

Grecia
La Grecia ha collocato titoli di stato con scadenza a sei mesi per un ammontare complessivo di 1,63 miliardi di euro. Il rapporto di copertura (rapporto tra ammontare richiesto e quantitativo offerto) è stato di 2,16, rispetto al 2,14 del precedente collocamento di giugno per i titoli con uguale scadenza. Il rendimento lordo offerto dal titolo è stato fissato al 4,7%, in leggero calo dal 4,73% della precedente asta.

Parmalat
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, il tribunale di sorveglianza di Bologna si sarebbe ancora riservato di decidere sull’istanza dei legali di Calisto Tanzi, che hanno richiesto la scarcerazione dell’ex numero uno di Parmalat.

Alitalia
Nel corso di un’audizione alla Camera dei Deputati, il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, ha ribadito che al momento la situazione della compagnia aerea è buona. Il manager ha precisato che non ci sono contatti con Ethiad, che potrebbe siglare un accordo commerciale con AirFrance-KLM.
Secondo quanto scritto su la repubblica di venerdì 13 luglio, i vertici di Alitalia potrebbero introdurre la cassa integrazione per 600 dipendenti della compagnia, in conseguenza del calo delle prenotazioni degli ultimi mesi e dello stop dell’Antitrust sulla tratta Milano Linate – Roma Fiumicino. La cassa dovrebbe partire a ottobre.


General Motors – Ford
Il presidente di Opel (la controllata europea di General Motors) ha rassegnato le dimissioni dalla carica ricoperta nell’azienda. L’incarico sarà detenuto dall’attuale vicepresidente di General Motors, fino a quando sarà trovato un sostituto.  

Barilla
Il Sole24Ore di mercoledì 11 luglio ha scritto che è quasi pronto il nuovo stabilimento di Barilla, che si occuperà della produzione di pesto e sughi per il gruppo. L’impianto ha comportato un investimento di circa 45 milioni di euro.

Ferré
MF di martedì 10 luglio ha analizzato la situazione dell’azienda Gianfranco Ferré. Il quotidiano ha segnalato che prosegue il braccio di ferro tra i commissari straordinari e Paris Group, accusata di non aver rispettato gli impegni relativi al rilancio delle attività italiane. MF ha aggiunto che è in arrivo un nuovo amministratore delegato.

Wind
Il Correre della Sera ha intervistato il numero uno di Wind, Maximo Ibarra. Il manager ha dichiarato che l’obiettivo della compagnia telefonica è quello di diventare numero uno del settore mobile consumer in Italia entro la fine del 2013.



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