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Bollettino BCE: in Eurozona il Pil cresce meno nel 2° e 3° trimestre

Il Pil, secondo i nuovi dati sull’andamento economico e le informazioni ricavate dalle indagini della BCE, "continua a segnalare tassi di crescita leggermente inferiori nel secondo e nel terzo trimestre"

di Redazione Soldionline 8 ago 2019 ore 14:12

A cura di Labitalia/Adnkronos

 

bce-buildingNel primo trimestre 2019, in Eurozona, il Pil in termini reali è aumentato sul periodo precedente dello 0,4%. Lo segnala la BCE nel bollettino economico pubblicato oggi. Il Pil, infatti, secondo i nuovi dati sull’andamento economico e le informazioni ricavate dalle indagini, "continua a segnalare tassi di crescita leggermente inferiori nel secondo e nel terzo trimestre". L'andamento del Pil "riflette soprattutto la protratta debolezza del commercio internazionale - prosegue l'Eurotower - in un contesto influenzato dal prolungarsi delle incertezze su scala mondiale, che gravano in particolare sul settore manifatturiero dell’area dell’euro".

 

"Il perdurare di incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alle vulnerabilità nei mercati emergenti sta indebolendo il clima di fiducia, in particolare nel settore manifatturiero" in Eurozona, segnala la BCE. La BCEaggiunge che, "se da un lato gli ulteriori incrementi dell'occupazione e le retribuzioni in aumento continuano a sostenere la capacità di tenuta dell'economia, dall'altro l'attenuazione della dinamica della crescita mondiale e la debolezza del commercio internazionale continuano a gravare sulle prospettive per l'area dell'euro".

 

Il Consiglio direttivo della BCE ha adeguato le sue indicazioni prospettiche sui tassi di interesse di riferimento, "sottolineando la propria determinazione a intervenire se le prospettive di inflazione a medio termine continueranno a essere inferiori all’obiettivo prefissato". "Le spinte inflazionistiche – spiega - sono rimaste contenute e gli indicatori delle aspettative di inflazione hanno evidenziato un calo. Permane, quindi, la necessità di un grado significativo di stimolo monetario per assicurare il persistere di condizioni finanziarie molto favorevoli a sostegno dell’espansione dell’area dell’euro, dell’accumulo di pressioni interne sui prezzi e, di conseguenza, della dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo".


"Il Consiglio direttivo ha altresì posto in risalto la necessità di un orientamento di politica monetaria altamente accomodante - prosegue la BCE - per un prolungato periodo di tempo, poiché i tassi di inflazione, sia nella realtà sia nelle proiezioni, si sono collocati costantemente al di sotto di livelli in linea con il valore previsto".



"In questo contesto, il Consiglio direttivo ha incaricato i comitati competenti dell'Eurosistema di valutare alcune possibilità - spiega ancora la BCE - fra cui modalità di rafforzamento delle indicazioni prospettiche in merito ai tassi di interesse di riferimento, misure di attenuazione, quali l'elaborazione di un sistema a più livelli per la remunerazione delle riserve, e alcune possibili opzioni riguardanti la dimensione e la composizione di eventuali nuovi acquisti netti di attività".

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