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BCE, le reazioni alle decisioni di Mario Draghi

Alcune scelte della banca centrale sono state accolte positivamente dagli addetti ai lavori. In particolare, è stata apprezzata la decisione di procedere con un nuovo Quantitative Easing

di Redazione Soldionline 13 set 2019 ore 11:14

bce_18La riunione della BCE del 12 settembre, la penultima presieduta da Mario Draghi, prima del passaggio di consegne a Christine Lagarde, ha riservato diverse sorprese. Alcune scelte della banca centrale europea sono state accolte positivamente dagli addetti ai lavori, definite come il “regalo di addio” di Mario Draghi alla BCE. . 
In particolare, è stata apprezzata la decisione di procedere con un nuovo Quantitative Easing per un ammontare mensile di 20 miliardi di euro. La BCE non ha definito la durata di questo programma, specificando che gli acquisti proseguiranno finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della BCE.

 

Gli analisti di IntesaSanpaolo sono rimasti sorpresi dal nuovo piano di acquisto di titoli, in particolare dalla mancanza di una scadenza prefissata.

La natura aperta del programma di acquisti è la parte più sorprendente dell’annuncio. In
particolare, la dichiarazione che sarà terminato a ridosso del rialzo dei tassi, implica indirettamente che gli acquisti netti continueranno fino a quando l’inflazione non avrà raggiunto l’obiettivo. Tale passo, quindi, ci avvicina un po’ alla giapponesizzazione della politica monetaria in Europa. Legando gli acquisti netti al raggiungimento dell’obiettivo di inflazione, data la minore efficacia della politica monetaria in questa fase, si apre alla prospettiva del trasferimento di una quota crescente del debito pubblico nel bilancio dell’Eurosistema attraverso acquisti netti superiori alle emissioni nette dei governi.

 

Le nuove indicazioni della BCE non hanno sorpreso Ken Orchard – gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV Diversified Income Bond. Tuttavia, secondo l’esperto il margine di manovra della banca centrale è sempre più ristretto.

Le azioni della BCE annunciate ieri non sono una sorpresa. Dato che la crescita langue e l’inflazione rimane bassa, credo che un allentamento sia giusto. Inoltre, un taglio di 10 punti base lascia spazio alla Banca Centrale per abbassare i tassi ulteriormente, se vorrà. Tuttavia, la BCE ha un margine di manovra molto limitato. La sua stessa analisi suggerisce che un taglio troppo elevato potrebbe avere un impatto molto negativo sulle banche. Tuttavia, negli ultimi sei mesi i mercati sembrano averlo dimenticato, dato che sono diventati molto più favorevoli all’idea di un allentamento. D’altra parte, non credo che la visione della BCE su questo argomento sia cambiata – è consapevole di avere uno spazio di manovra molto ristretto. L’annuncio di un taglio di 10 punti base combinato con un quantitative easing “open-ended” dovrebbe provocare un rally del credito corporate e dell’Europa periferica, mentre avrà un impatto probabilmente neutrale per l’euro.

 

Azad Zangana – Senior European Economist and Strategist di Schroders – non esclude che il nuovo Quantitative Easing possa durare fino al 2026.

Con l’intenzione di stimolare l’economia dell’Eurozona in rallentamento, la BCE ha deciso di tagliare i tassi di deposito dal -0,4% al -0,5%, ridando al contempo il via al suo programma di quantitative easing (QE). Venti miliardi di euro di acquisti al mese è una cifra di poco inferiore rispetto alle aspettative del consensus. Tuttavia, la promessa di mantenere gli acquisti attivi finché i tassi di interesse non verranno alzati di nuovo (invece che indicare un limite temporale) rappresenta una mossa più generosa di quanto i mercati non si aspettassero. Secondo le aspettative dei mercati monetari in riferimento al prossimo rialzo dei tassi di interesse, ciò significa che il QE dovrebbe durare fino al 2026!

 

Silvia Dall’Angelo – Senior Economist di Hermes Investment Management – ha avanzato alcune perplessità sull’impatto delle nuove misure di politica monetaria della BCE.  

Mentre i mercati stanno apprezzando il nuovo round di politica monetaria accomodante, l'impatto sull'economia reale delle misure annunciate è incerto. I tassi di interesse sempre più negativi hanno un effetto economico netto di non facile interpretazione. I tassi negativi pesano sulla redditività delle banche e potrebbero quindi avere conseguenze controproducenti per l'accesso al credito. Essi potrebbero anche rafforzare in modo ambiguo gli incentivi al risparmio per le famiglie che devono far fronte a passività future fisse, zavorrando di conseguenza i consumi. Inoltre, l'alleggerimento quantitativo può essere controverso: probabilmente soffre di rendimenti marginali in calo (dato che i rendimenti a lungo termine sono già bassi) e può avere effetti distributivi negativi.

 

Al contrario, Paul Diggle – Senior Economist di Aberdeen Standard Investments – ritiene che la BCE debba essere più aggressiva.  

Il 12 settembre la BCE ha annunciato un ampio pacchetto di stimolo, soprattutto se si tiene conto della natura aperta del programma di acquisto di asset. Lo stimolo monetario è una delle principali ragioni per cui le nostre previsioni economiche per la zona euro sono caratterizzate da tassi di crescita bassi, ma non negativi. Tuttavia, riteniamo ancora che la BCE dovrà fare di più in futuro, anche attraverso tagli ancora più marcati dei tassi di interesse.

 

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