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La TLTRO III BCE sotto la lente

La terza TLTRO sarà un'operazione favorevole all'area euro? Sarà attraente per le banche richiedenti? E di quanto denaro stiamo parlando?

di Redazione Soldionline 12 giu 2019 ore 15:00

bce-buildingNella scorsa riunione del board della BCE l'istituto centrale europeo ha diffuso i dettagli della terza edizione delle TLTRO, le operazioni con cui vengono distribuiti alle banche fondi da destinare all'immissione nei circuiti economici dei vari paesi dell'area euro (TLTRO, cosa sono le operazioni con cui la BCE distribuisce fondi alle banche)

Sarà un'operazione favorevole all'area? Sarà attraente, sotto il profilo delle condizioni, per le banche richiedenti? E di quanto denaro stiamo parlando? A queste, e ad altre domande, hanno risposto gli esperti della direzione studi e ricerche dell'area "Macroeconomic and Fixed Income Research" di IntesaSanpaolo. Ecco il loro report:

 

Alla luce dei dettagli diffusi dalla BCE la scorsa settimana valutiamo che le aste TLTRO III siano ancora generose e attraenti per parti del sistema.

Come nelle precedenti aste lo stock di prestiti è l’ammontare di impieghi alle imprese non finanziarie e alle famiglie esclusi i mutui per acquisto di abitazioni. Il plafond è fissato al 30% dello stock di prestiti al 28/02/2019, al netto dei fondi presi a prestito nelle TLTRO II e non ancora rimborsati per un ammontare di 718,7 miliardi di euro, per un totale di 1 trilione di euro, come mostra la tabella 1. Pertanto, le condizioni d’asta non differiscono dalle TLTRO II; anche in quel caso il plafond era fissato al 30% degli impieghi al netto del take-up al TLTRO I. Il limite netto nelle TLTRO II era pari a circa 1,5 trilioni di euro.

Ricordiamo che nel complesso le banche dell’eurosistema hanno preso 739 miliardi di euro (367 miliardi di euro al netto della liquidità trasferita dal TLTRO I) nelle TLTRO II, pari al 49% del limite teorico previsto (30% dei prestiti alle imprese e dei crediti alle famiglie esclusi i mutui al 31/01/2016), di questi fondi, 718,7 miliardi di euro non sono stati ancora rimborsati.

In teoria, le banche dell’euro-sistema potrebbero aumentare il ricorso a fondi BCE fino a 1 trilione di euro, ma è assai improbabile che questo si verifichi. Circa il 60% dei fondi delle TLTRO II è detenuto da Spagna e Italia, che hanno preso circa il 100% del limite. Dovrebbero essere le banche dei paesi core ad aumentare il ricorso al finanziamento in BCE, uno scenario da escludere dal momento che queste ultime godono di condizioni di accesso al mercato molto favorevoli e più vantaggiose rispetto al tasso che potrebbero ottenere in BCE, e convivono già con ampi eccessi di riserve.

Rispetto alle precedenti TLTRO ci sono delle novità.

  • La BCE ha dimezzato la durata del prestito e allo stesso tempo ha limitato la quantità di fondi prendibile in ciascuna asta al 10% dello stock di prestiti al 28/02/2019. La durata più breve risponde alla volontà del Consiglio di ridurre anche in termini temporali la dipendenza dai fondi BCE.
  • Il limite del 10% risponde alla necessità di limitare la concentrazione delle richieste e quindi delle scadenze, a differenza di quanto si è verificato in passato. Inoltre, il limite del 10% impone agli istituti di credito una pianificazione del ricorso alla BCE anche in relazione alla necessità di rifinanziare titoli in scadenza e/o per smussare i salti di liquidità in modo da rispettare ratio regolamentari.
  • La struttura del costo del TLTRO III è stata concepita in modo da incentivare le banche ad utilizzare i fondi ottenuti per finanziare realmente l’economia. Il tasso applicato, come nelle precedenti TLTRO II, dipende infatti dalla dinamica dei prestiti di ogni singola banca rispetto ad un benchmark che sarà calcolato sulla base dei prestiti erogati tra marzo 2018 e marzo 2019. Il tasso massimo applicato è il tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento BCE (tasso Refi o MRO) prevalente durante la vita dell’operazione più uno spread di 10 punti base. Tuttavia, se i prestiti netti erogati da una singola controparte supereranno il suo benchmark tra il 31 marzo 2019 e il 31 marzo 2021 del 2,5%, il tasso applicato verrà ridotto fino ad un minimo pari al tasso sui depositi BCE prevalente nella vita dell’operazione più uno spread di 10 punti base, quindi fino a -0,3% (attualmente il tasso sui depositi è di -0,4%). Nelle precedenti aste il tasso massimo era il Refi per tutta la durata dell’operazione (4 anni) e il tasso minimo era -0,4% ovvero il tasso sui depositi al momento dell’asta. Quindi le condizioni di tasso sono meno vantaggiose rispetto alle TLTRO II, ma non in maniera significativa dal momento che il tasso minimo potrà arrivare fino a -0,3%.
  • A fine esplicativo, vediamo cosa implica il limite del 10% guardando all’Italia. Le banche in aggregato potrebbero prendere fino a 281 miliardi (in caso di piena restituzione dei 241 miliardi dalle TLTRO II). In assenza del vincolo del 10% le banche italiane potrebbero concentrare la richiesta di fondi su una o due aste a fine periodo. In base al vincolo del 10%, le banche in aggregato non possono richiedere più di 93 miliardi in ciascuna asta. Si noti che, in assenza di rimborso anticipato dei 281 miliardi delle TLTRO II, con il vincolo del 10% le banche italiane potrebbero andare in asta al massimo per 40 miliardi di euro.

Le operazioni TLTRO III a condizioni ancora generose mirano a garantire condizioni al credito ultra-accomodanti, cercando allo stesso tempo di ridurre la dipendenza del sistema dai fondi BCE. Riteniamo che il ricorso alla finestra BCE resterà importante in particolare per le banche della periferia che otterrebbero condizioni meno vantaggiose sul mercato. Altresì è ragionevole aspettarsi una riduzione delle richieste da parte delle banche dei paesi core, che sono in grado di ottenere sul mercato costi anche più vantaggiosi rispetto al -0,3% minimo previsto per le nuove TLTRO III. A regime, la liquidità presa con le TLTRO III potrebbe aggirarsi tra i 400 e i 450 miliardi di euro, comunque in calo rispetto ai 739 delle precedenti TLTRO II.

Le operazioni sono molto probabilmente una delle ultime misure che la BCE adotterà sotto la guida di Draghi. A meno di sviluppi fortemente più negativi dai dati pensiamo che il Consiglio non modificherà la guidance sui tassi né sui reinvestimenti di qui a novembre.

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