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Vendite a Milano, ma Monte dei Paschi chiude con un +6%

Ancora in rosso i bancari, dopo i pesanti ribassi subiti ieri: ha fatto eccezione l'istituto toscano. In frazionale progresso Telecom. Da segnalare il forte di rialzo di RCS

di Edoardo Fagnani 11 apr 2014 ore 17:37
Indici in calo di un punto percentuale a Piazza Affari e in Europa nell’ultima seduta della settimana. In mattinata il Tesoro ha collocato tre Btp, con scadenze a dicembre 2016, maggio 2021 e settembre 2044. Il rendimento del titolo a sette anni è sceso sotto il 2,5%. Intanto, l’agenzia Fitch ha confermato il rating “BB+” sul debito sovrano del Portogallo. Tuttavia, gli esperti hanno migliorato le prospettive sul rating per i prossimi trimestri, portandole da “Stabili” a “Positive”. Ancora in rosso i bancari, dopo i pesanti ribassi subiti ieri: ha fatto eccezione il Monte dei Paschi di Siena. In frazionale progresso Telecom Italia. Da segnalare il forte di rialzo di RcsMediagroup.
Il FTSEMib è sceso dell’1,07% a 21.199 punti, terminando la settimana con una flessione del 4,4%. Vincenzo Longo, Market Strategist di IG, ha segnalato che l’indice ha reagito sul supporto collocato in area 21.000 punti. "L’eventuale cedimento di 21mila punti potrebbe aprire a una nuova discesa verso a 20.500 punti", ha precisato lo strategist.Male anche il FTSE Italia All Share che ha perso l’1,09% a 22.642 punti. Ribassi di oltre un punto percentuale anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,34%) e il FTSE Italia Star (-1,51%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 3,48 miliardi di euro, rispetto ai 3,65 miliardi di ieri. Su 323 titoli trattati, 236 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni più sono stati 79. Invariate le restanti otto azioni.
L’euro si è confermato a 1,39 dollari. L’oro ha oscillato intorno ai 1.320 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

Ancora in rosso i bancari, dopo i pesanti ribassi subiti ieri.
Ha fatto eccezione il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano è balzato del 6,08% a 0,265 euro. Ieri la banca senese ha emesso un covered bond della durata di 7 anni per un ammontare di un miliardo di euro. Il rendimento è pari al tasso mid swap di durata equivalente, maggiorato di 160 punti base.
Vendite sul Banco Popolare. Il titolo dell’istituto ha terminato la giornata con un ribasso dell’1,03% a 14,45 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha incrementato la posizione “short” sul Banco Popolare, portandola dal 3,28% al 3,5%.
In rosso IntesaSanpaolo (-2,61% a 2,392 euro). Ieri l’istituto guidato da Carlo Messina ha lanciato un bond senior a tasso variabile della durata di 5 anni per un ammontare di un miliardo di euro. Il rendimento è pari al tasso Euribor a tre mesi, maggiorato di 110 punti base per anno.
Mediobanca ha ceduto l’1,68% a 7,59 euro. Il Sole24Ore ha riportato la notizia che la Carlo Tassara di Romain Zaleski avrebbe ceduto l'1,17% del capitale detenuto nell’istituto di Piazzetta Cuccia. Il quotidiano finanziario ha ricordato che la partecipazione per complessive 10 milioni di azioni era in carico a 6,98 euro per azione.
Unicredit ha limitato i danni (-0,4% a 6,245 euro).
Il Credem ha registrato uno scivolone del 5,4% a 7,36 euro. Nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg il numero uno della banca, Adolfo Bizzocchi, ha ribadito che l’istituto non ha in programma alcun aumento di capitale. Inoltre, il manager ha anticipato che nell’esercizio in corso il Credem dovrebbe registrare una crescita dei ricavi nell’ordine del 3-4%. Intanto, gli analisti di Banca Akros hanno peggiorato il giudizio sull’istituto emiliano e ora consigliano di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 6 euro.
Azimut Holding ha perso il 2,74% a 23,04 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 2 aprile Timone Fiduciaria ha ridotto al di sotto del 20% la partecipazione detenuta nel capitale della compagnia.

Telecom Italia ha recuperato lo 0,34% a 0,8745 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 9 aprile Norges Bank ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale della compagnia telefonica, portandola dal 2,041% all’1,911%.
Lo stesso giorno l’istituto norvegese ha tagliato la quota detenuta in Prysmian (-0,97% a 18,43 euro), portandola dal 2,174% all’1,841% del capitale.

Spunti importanti tra gli editoriali.
Spicca il rialzo messo a segno da RcsMediagroup (+5,19% a 1,62 euro). Alcuni operatori hanno segnalato le indiscrezioni relative al possibile ingresso del finanziare George Soros nel capitale della società editoriale.
Chiusura decisamente negativa, invece, per Mediaset, che ha terminato la giornata con un ribasso del 2,65% a 3,894 euro.

Exor ha ceduto lo 0,9% a 32,09 euro. Dopo la diffusione dei dati di bilancio, gli analisti di UBS hanno alzato da 30 euro a 33 euro il target price sulla holding di casa Agnelli, in seguito alla revisione della valutazione delle partecipazioni in portafoglio. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
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