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Unicredit, i conti del primo semestre 2019

Unicredit ha archiviato la prima metà dell'anno con una crescita degli utili, a 2,2 miliardi di euro, grazie alla contrazione dei costi operativi più ampia della flessione dei ricavi

di Mauro Introzzi 7 ago 2019 ore 14:50

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Unicredit ha archiviato la prima metà dell'anno con una crescita degli utili, a 2,2 miliardi di euro, grazie alla contrazione dei costi operativi più ampia della flessione dei ricavi. In attesa del piano 2020-2023 l'istituto di Jean Pierre Mustier ha rivisto al ribasso le attese sui ricavi dell'intero 2019.

 

In questo approfondimento:

 

UNICREDIT, CONTI ECONOMICI DEL SEMESTRE 2019

Unicredit ha chiuso la prima metà dell'anno con ricavi pari a 9,3 miliardi di euro, in calo del 3,8% rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente principalmente a causa della contrazione delle commissioni (in flessione del 4,6% a 3,1 miliardi) e delle entrate da trading (in discesa dell'11% a 700 milioni di euro).

In ribasso anche i costi operatiivi, pari a 5 miliardi di euro, e in contrazione del 4,5% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. In tal modo il rapporto costi/ricavi si è attestato al 53,5%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al dato della prima metà del 2018.

Il semestre si è così chiuso con un utile rettificato di 2,2 miliardi di euro, in miglioramento dell'1% rispetto all'utile del primo semestre 2018.

 

UNICREDIT, CONTI ECONOMICI DEL SECONDO TRIMESTRE 2019

Nel secondo trimestre 2019 la banca ha registrato ricavi per 4,5 miliardi di euro, in calo del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'utile netto contabile è stato pari a 1,9 miliardi di euro, in salita dell'81%. Depurando però i conti dalle componenti non ricorrenti (come quelle relative alle cessioni, ad esempio quella di FinecoBank) l'utile è stato pari a 1 miliardo, in crescita dello 0,4% su base annua.

 

UNICREDIT, LE STIME PER IL SECONDO TRIMESTRE 2019

Le indicazioni degli esperti indicavano per il secondo trimestre 2019 un utile netto di 2,13 miliardi di euro, grazie a poste straordinarie per quasi un miliardo di euro relative alla cessione della quota del 17% detenuta in FinecoBank effettuata nel periodo in esame.

 

UNICREDIT, QUALITÀ DELL'ATTIVO A FINE GIUGNO 2019

A fine giugno 2019 le esposizioni deteriorate lorde di gruppo, le cosiddette NPE, sono diminuite del 19,2% rispetto allo stesso giorno del 2018 a 34,4 miliardi, con un miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi al 7%, in contrazione  di 1,8 punti percentuali rispetto a 12 mesi prima.

Le esposizioni deteriorate nette sono diminuite a 13,4 miliardi (-19,3% anno su anno) con un rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti al 2,9%, in calo di 0,8 punti percentuali.

 

UNICREDIT, RATIO PATRIMONIALI A FINE SEMESTRE

A fine del semestre il CET1 ratio di gruppo è diminuito di 18 punti base rispetto alla fine del trimestre precedente al 12,08%. L'ammontare del TLTRO II complessivo attuale risulta pari a 51,2 miliardi su base consolidata.

 

LE STIME 2019 DI UNICREDIT

In attesa del piano strategico 2020-2023, che succede al piano Transform e che sarà presentato a fine anno, l'istituto ha specificato cosa si attende per l'intero anno: la guidance sui ricavi è stata rivista in calo a 18,7 miliardi rispetto ai 19 miliardi previsti in precedenza. I costi sono stati confermati a 10,1 miliardi. Confermati anche il costo del rischio a 55 punti base e l'utile netto rettificato a 4,7 miliardi di euro oltre che ROTE maggiore del 9% e un ROTE del group core maggiore del 10%.

Le esposizioni deteriorate lorde sono previste per fine anno molto al di sotto di 14,9 miliardi e vicine ai 10 miliardi.

Il CET1 MDA BUFFER, infine, è confermato per fine anno nella parte superiore del range compreso tra 200 e 250 punti base.

 

LA CONFERENCE CALL DI MUSTIER

Durante la conference call di presentazione dei conti il numero uno della banca, Jean Pierre Mustier, ha dichiarato che Unicredit non avrebbe intenzione di partecipare alla nuova tornata di TLTRO della BCE prevista per i prossimi mesi. La banca con sede in Gae Aulenti avrebbe in Italia una posizione di liquidità molto solida e quindi partecipare alla nuova tornata di stimoli di Francoforte "non sarebbe conveniente a livello economico".

Sul tema del riacquisto di azioni proprie il banchiere transalpino ha detto che un mix tra dividendi in contanti e buyback sarebbe un buon modo per remunerare gli azionisti.

Per quanto riguarda il piano al 2023, che sarà basato sulla crescita interna, Mustier ha ricordato che l'appuntamento è fissato per il 3 dicembre a Londra. L'evento potrebbe essere anche spostato a Milano se ci fosse un "no deal" sulla Brexit.

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