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Un Etf dalla Svezia

L’indice di riferimento è costituito dalle prime 100 azioni svedesi che riflettono le migliori valutazioni fondamentali, ponderate sulla base di quattro fattori essenziali: i dividendi pagati dalle società, i flussi di cassa disponibili, il fatturato totale ed il valore contabile dell’azione.

di Redazione Soldionline 3 apr 2007 ore 09:51
a cura di etfcentre.com

Martedì 27 marzo, Xact Fonder Ab, una sussidiaria di Svenska Handelsbanken ed unico emittente di Etf nel nord Europa, ha avviato alla quotazione sulla Borsa di Stoccolma un nuovo fondo armonizzato indicizzato al mercato svedese: lo Xact Ftse-Rafi Fundamental Sweden (Isin: SE0001859588). Il fondo ha un costo totale annuo dello 0,50% e prevede la distribuzione di un dividendo con cadenza annuale, nel mese di giugno. È conforme alle Direttive Comunitarie Ucits III e mira a replicare le performance, al netto dei costi e dei dividendi pagati, del Ftse Rafi Sweden 100 Index (ticker: FRSWE100).

Lo Xact F Sweden è denominato e scambiato in corone svedesi (Sek), la stessa valuta di calcolo del benchmark, al quale è rapportato con un proporzione di 100:1. L'investimento minimo, pertanto, pari ad una quota, risulta appena superiore alle 50 corone (circa 5,4 euro), ma lo stesso gestore consiglia fortemente di acquistare l'Etf in multipli di 50 azioni (i così detti round lot), per ottenere un migliore differenziale di prezzo sulle proposte denaro e lettera. L'indice di riferimento è costituito dalle prime 100 azioni svedesi che riflettono le migliori valutazioni fondamentali, ponderate sulla base di quattro fattori essenziali: i dividendi pagati dalle società, i flussi di cassa disponibili, il fatturato totale ed il valore contabile dell'azione.

Questa tipologia di indici, i Ftse-Rafi, come i Select Dividend di Dow Jones Stoxx, tende ad essere più rappresentativa dell'effettivo valore e potenziale di sviluppo delle società presenti in un determinato paese o area di riferimento, rispetto ai tradizionali benchmark a capitalizzazione di mercato. Quest'ultimi, infatti, tendono a sovrappesare sempre più le azioni a maggiore capitalizzazione, a discapito delle società minori, anche a parità di tassi di crescita. Tendenzialmente, inoltre, come dimostrato da diversi studi e ricerche, gli indici costruiti su basi fondamentali offrono una maggiore diversificazione e rendimenti storici superiori, con un maggior controllo della volatilità.

(di Marco Ciatto, per Bloomberg/Borsa&Finanza)

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