NAVIGA IL SITO

UBI Banca, i conti del primo semestre 2016

UBI Banca ha chiuso il semestre con un risultato in rosso a causa della scelta di spesare quasi interamente, nel secondo trimestre dell’anno, i costi per l’attuazione del piano industriale

di Mauro Introzzi 5 ago 2016 ore 16:14

UBI Banca ha chiuso il semestre con un risultato in rosso a causa della scelta di spesare quasi interamente, nel secondo trimestre dell’anno, i costi per l’attuazione del piano industriale.

UBI BANCA, CONTI ECONOMICI DEL 2016

UBI Banca ha chiuso la prima metà dell'anno con proventi operativi pari a 1,59 miliardi di euro, in calo del 7,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.  Gli oneri operativi si sono attestati a 1,04 miliardi di euro, in lieve calo rispetto alla prima metà del 2015.
Nel periodo gennaio-giugno 2015 le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti sono salite a 1,2 miliardi di euro, dai 389,1 milioni del primo semestre 2015.
ubi-banca3Il primo semestre si è così chiuso con un rosso di 787 milioni di euro, rispetto all’utile di 124,4 milioni di euro del primo semestre del 2015. Il gruppo ha deciso di spesare quasi interamente nel secondo trimestre (al 95%) gli impatti previsti per l’attuazione del piano industriale. Al netto di tale effetto, il primo semestre del 2016 si sarebbe chiuso con un utile di 48,1 milioni.
Gli impatti derivanti dall’attuazione del piano industriale riguardano l’incremento delle rettifiche su crediti, oneri per incentivi all’esodo e i costi legati all’impairment dei marchi e al progetto “Banca Unica”.

LEGGI ANCHE: UBI Banca, il piano industriale 2019/2020

UBI BANCA, AGGREGATI PATRIMONIALI A FINE GIUGNO 2016

Al 30 giugno 2016, i crediti netti verso la clientela ordinaria si attestano a 83,9 miliardi, in leggera contrazione rispetto a marzo 2016 e a dicembre 2015 per effetto del significativo decremento della componente di crediti deteriorati.
Lo stock di crediti deteriorati lordi è sceso a fine giugno a 13,28 miliardi dai 13,5 di marzo 2016 e i 13,43 di dicembre 2015. Il decremento osservato è dovuto totalmente alla naturale soluzione di posizioni deteriorate, in quanto non sono intervenute cessioni di crediti nel periodo. Lo stock di crediti deteriorati netti ha conseguentemente segnato, per il terzo trimestre consecutivo una diminuzione, attestandosi a 8,5 miliardi, dai 9,67 di marzo 2016 e i 9,69 di dicembre 2015.

LEGGI ANCHE: Massiah (UBI Banca) commenta i conti del primo semestre 2016 - video

ubibanca_2UBI BANCA, MULTIPLI PATRIMONIALI A FINE GIUGNO 2016

A fine giugno 2016 il CET 1 ratio “phased in” si attesta all’11,43%, dal 12,07% di marzo 2016. Il CET1 stimato a regime, a parità di condizioni, è pari all’11,02% e non include gli attesi effetti positivi dell’annunciato riacquisto delle minorities principalmente mediante emissione di azioni UBI e l’effetto della deducibilità fiscale delle maggiori rettifiche effettuate, già dedotte dal CET1, stimabili complessivamente in circa +0,7 punti percentuali.
Il Total Capital Ratio “phased in” si attesta 14,47%, in crescita rispetto al 13,87% di marzo a seguito dell’emissione nel secondo trimestre 2016 di un Tier2 istituzionale per 750 milioni.

Tutte le ultime su: primo semestre 2016 , ubi banca
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.