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Terna, piace il piano industriale

Numerose banche d’affari, infatti, hanno migliorato la valutazione sulla società, dopo che ieri il management ha svelato gli obiettivi finanziari per il periodo 2013/2017

di Edoardo Fagnani 7 feb 2013 ore 11:26

Agli analisti piace il nuovo piano industriale di Terna. Numerose banche d’affari, infatti, hanno migliorato la valutazione sulla società, dopo che ieri il management ha svelato gli obiettivi finanziari per il periodo 2013/2017.

Nel dettaglio, gli analisti di Kepler hanno alzato da 3,4 euro a 3,5 euro il prezzo obiettivo sulla società, confermando l’indicazione di acquisto delle azioni.
Sulla stessa lunghezza d’onda Nomura, che ha portato il target price da 3,3 euro a 3,45 euro, ribadendo il rating “Buy” (acquistare). Gli esperti hanno alzato a 0,2 euro la previsione sul dividendo relativo al 2012.
Per lo stesso motivo, Banca Akros ha alzato da 3,3 euro a 3,6 euro il prezzo obiettivo sulla società, confermando l’indicazione di acquisto delle azioni.
Stessa indicazione da Equita sim, che ha portato da 3,22 euro a 3,53 euro per azione la valutazione su Terna, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per i prossimi esercizi. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Buy”.
Promozione completa da Exane, che ha migliorato da “underperform” (farà peggio del mercato) a “neutrale” il giudizio, con una valutazione di 3,25 euro per azione. Gli esperti hanno anche migliorato le stime sull’utile per azione della società per il triennio 2013/2015.
Jp Morgan ha ribadito il rating “Overweight” (sovrappesare) su Terna, sulle prospettive di un miglioramento dei ricavi a partire dal 2014 e sulla previsione di un aumento a 0,2 euro del dividendo relativo all’esercizio 2012.
Anche Centrobanca non esclude un incremento a 0,2 euro per azione alla cedola che sarà staccata quest’anno. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Buy” e la valutazione di 3,35 euro per azione.
Ieri, gli analisti di Berenberg avevano comunicato di aver ripreso la copertura su Terna con un giudizio “Hold” (mantenere) e un prezzo obiettivo di 3,15 euro.

Sempre ieri i vertici di dell'azienda avevano illustrato le linee guida del piano industriale per il periodo 2013/2017.
Per il periodo in esame il management ha messo in preventivo 4,1 miliardi di euro d’investimenti per la manutenzione e lo sviluppo della rete, di cui circa 300 milioni in sistemi di accumulo. Con riferimento alle attività non tradizionali, è prevista una pipeline di attività per un valore di circa 400 milioni di euro cumulati e un potenziale di ulteriori 900 milioni nell’orizzonte di piano.
L'obiettivo principale del management è quello di ottenere un ulteriore miglioramento dei margini. Nell’arco di piano, infatti, è previsto un rafforzamento della marginalità che dovrebbe superare l’80% nel 2017, rispetto al 76% dell'esercizio appena concluso. Secondo il management, il piano 2013-2017 consente di ridurre di 600 milioni l’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente business plan (1 miliardo di euro, contri gli 1,6 miliardi stimati in precedenza).
Terna ha confermato la politica dei dividendi. Il management ha previsto un dividendo base derivante dalle attività tradizionali, pari a 0,19 euro per azione. A questa somma si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (pay out del 60% sui risultati).

 

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