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Telcom Italia-Tim: ASATI commenta la trimestrale

di Redazione Soldionline 18 mag 2018 ore 17:20 Le news sul tuo Smartphone

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In scia alla trimestrale diffusa nei giorni scorsi gli azionisti raggruppati in ASATI, l'ASsociazione degli Azionisti di Telecom Italia-Tim, hanno diffuso una nota in cui commentano i conti e le dichiarazioni dei vertici della società pronunciate durante la conference call di presentazione dei risultati del primo trimestre del 2018:

 

In riferimento ai dati presentati per il 1° trimestre 2018 dalla società (ricavi -2,3%, reddito operativo ­-11,7%, margine operativo lordo -8,7%, e rapporto debito/margine operativo lordo di 3,5 circa) si deve tener conto, non senza preoccupazione, di alcune notizie emerse dalla conference call con la comunità finanziaria e successivamente evidenziate dagli organi di informazione.

 

Le affermazioni dell’amministratore delegato, “Tim non era obbligata a comunicare al Governo il controllo e quindi la multa di 74 milioni di euro, con il ricorso della società non dovrà essere pagata”, dovrebbero essere risottoposte al giudizio dell’intero CDA. Infatti, qualora la multa venisse effettivamente pagata, riterremmo doveroso che se ne facessero carico i dieci consiglieri in quota Vivendi presenti nel CdA ad agosto 2017. Il mancato inoltro della corrispondente notifica al Governo - che avrebbe evitato la multa in questione - è infatti potenzialmente riconducibile alla loro governance. A margine si noti che, la multa, poteva anche superare i 300 milioni.

 

Riteniamo inoltre che, ancor prima di verificare la fattibilità dell’insourcing di molte attività ancora oggi affidate a fornitori esterni (processo non esente da elevati costi) e l'attuabilità di un eventuale piano di restyling della società (nella quale non si effettua il sondaggio di clima da tre anni), andrebbero riconsiderati i contenuti della comunicazione riguardante la cassa integrazione per 29.736 persone: inizio 18 giugno 2018, valore annuo circa 100 milioni di euro, prepensionamento per circa 4.000 persone.

 

Risulta quindi evidente l'inadeguatezza, fino a rasentare il ridicolo, di molte azioni e decisioni: il contratto di royalties per l'utilizzo di marchio TIM, fatto pagare alla partecipata brasiliana; la multa di 74 milioni di euro; i costi di oltre 100 milioni di euro per dimissioni, licenziamenti di Top manager nei tre anni; le assunzioni continue di personale dall’esterno con conoscenze della società e delle telecomunicazioni quanto meno discutibili; le negative ricadute esclusivamente sui dipendenti e sui piccoli azionisti.

 

Infine, va fatto notare come il titolo, dall’arrivo di Elliott a oggi, abbia perso il 16% con un indice italiano aumentato del 15%. Se si vuole avviare concretamente il percorso verso una reale Public Company, ci aspettiamo che il CDA, soprattutto i componenti scelti da Elliott insieme al nuovo Presidente Conti e all'efficiente AD Genish, si adoperino per azioni che non deludano il mercato, i dipendenti e il Paese; in modo da prendere decisioni nell'interesse di tutti gli azionisti, cosa che ancora si vede poco.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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