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Stare investiti nelle azioni

Ribadiamo la nostra preferenza per le azioni e il DAX è il nostro mercato favorito in Europa. Sul fronte obbligazionario, confermiamo la nostra preferenza per l’Italia rispetto ai titoli sovrani dell’Europa core (compresa la Francia) e riteniamo altresì che la Spagna possa evidenziare un’outperformance

di Redazione Soldionline 4 nov 2014 ore 11:57

A cura di Credit Suisse

Il sentiment di mercato nel corso di ottobre ha risentito in modo sostanziale delle preoccupazioni sulla crescita, vista la debolezza dei dati economici provenienti dalla Germania. Il culmine si è toccato con le preoccupazioni dei mercati per l’effettiva capacità del motore economico statunitense di salvare l’economia mondiale. Pur non essendo eccessivamente ottimisti, riteniamo che l’attuale debolezza economica della Germania dipenda in larga misura da fattori temporanei (ad es. la ricaduta dei deboli dati statunitensi di inizio anno, lo spostamento delle abitudini di vacanza in Germania e l’impatto delle sanzioni dell’UE contro la Russia), in contrasto con il quadro più positivo sul più lungo termine (solido mercato del lavoro, bassa inflazione e consistenti capacità di esportazione, in particolare in previsione dell’ulteriore indebolimento dell’euro). Nel nostro approfondimento sull’Europa, analizziamo questa relazione tra gli effetti a breve e lungo termine sull’economia tedesca. La cosa più importante è che gli indicatori economici più recenti, come i PMI europei, segnalino un miglioramento dell’economia del Vecchio Continente, in particolare della Germania, che ha registrato un rialzo su base assoluta (vale a dire segnalando un miglioramento della dinamica economica) e su base relativa (ossia registrando un risultato sorprendente rispetto alle previsioni degli analisti).
investireMentre potremmo quindi lasciarci alle spalle relativamente presto il minimo dell’attività economica in Europa, sembra ancora che non vi siano pericoli di incremento della pressione inflazionistica. La Banca centrale europea (BCE) ha pertanto uno spazio di manovra elevato per mettere ulteriormente in campo tutte le misure di politica monetaria convenzionale e non convenzionale a sua disposizione. Come discusso nell’ultimo numero dell’Investment Monthly Europe, la BCE si focalizzerà inizialmente sui titoli garantiti direttamente da attivi (ABS), comunicando dati settimanali nell’ambito del suo programma di acquisti obbligazionari. Siamo fortemente convinti che la BCE si proponga come obiettivo un bilancio di dimensioni pari almeno al massimo del 2012, ossia nell’ordine di 3000 miliardi di EUR. Per via delle limitazioni delle dimensioni del mercato ABS, prevediamo pertanto che la BCE implementerà misure di quantitative easing che vanno oltre l’attuale programma ABS.


STRATEGIA D'INVESTIMENTO EUROPEA
Di conseguenza, la pressione interna per un rialzo dei rendimenti resta bassa. Dal punto di vista di un portafoglio europeo, i rendimenti delle obbligazioni core europee, come i Bund tedeschi, restano a nostro giudizio a un livello basso, e quindi poco interessante. Per via delle continue discussioni sui problemi interni e strutturali della Francia e sulla lentezza delle soluzioni messe in campo, abbiamo modificato a underperform il nostro giudizio sulla Francia. Finora i dubbi relativi alla sostenibilità del debito non hanno determinato un sostanziale ampliamento degli spread per la Francia, e la spiegazione di tutto ciò potrebbe risiedere nella solida base di investitori interni. Mentre non ci attenderemmo una sostanziale penalizzazione da parte dei mercati finanziari, visto l’ampliamento degli spread di ottobre nell’ambito del debito della periferia europea, riteniamo che le prospettive per il debito italiano e spagnolo siano più interessanti di quelle per la Francia e pertanto prediligiamo chiaramente l’Italia e la Spagna rispetto alla Francia in un contesto di portafoglio. Nell’ambito della correzione dei mercati azionari globali causata dalle preoccupazioni sulla crescita europea, dai rischi geopolitici e dai timori sul virus Ebola, il mercato europeo ha perso indicativamente il 6% nel corso del mese di ottobre, che di norma è volatile, determinando una performance netta indicativamente del –2% (al momento della redazione) da inizio anno.

Il mercato azionario statunitense ha registrato una correzione nettamente inferiore rispetto al mercato europeo e, da inizio anno, è in territorio positivo. Il ruolo positivo dei mercati difensivi in un portafoglio è altresì messo in evidenza dalla performance dall’inizio dell’anno del mercato elvetico, che ha guadagnato all’incirca il 5% in EUR. Anche le consistenti differenze in termini di performance in Europa (Spagna in rialzo del 4 % YTD, DAX in flessione del 5% YTD) sottolineano i vantaggi di un portafoglio ben diversificato. Consigliamo agli investitori di restare investiti nell’Eurozona o, se non l’hanno ancora fatto, di cominciare a costituire un’esposizione ai livelli di ingresso, che attualmente sono migliori. Sulla base della nostra ipotesi secondo cui le preoccupazioni sulla crescita della Germania si dimostreranno temporanee e la BCE fornirà un ulteriore sostegno sul piano della politica monetaria (spingendo però l’euro al ribasso rispetto al dollaro USA), prevediamo una fine dell’underperformance del mercato europeo. Ciò dovrebbe in particolare essere d’aiuto al DAX tedesco.

Alla luce del sostegno ciclico a cui stiamo assistendo in Spagna, le prospettive sono migliorate per le azioni iberiche, ma il mercato ha già registrato una solida performance e siamo dell’idea che occorra identificare un’opportunità adeguata per trarre vantaggio da queste prospettive in un contesto di portafoglio. In generale, manteniamo la nostra preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni che, agli attuali livelli di rendimento, che sono bassi, non ci sembrano interessanti. Oltre alla nostra preferenza per l’Europa, continuiamo a prevedere che il Giappone registrerà un’outperformance, ma siamo diventati più prudenti sui mercati emergenti sulla base di un sostegno ciclico che è solo debole e di un giudizio tecnico negativo. Siamo invece diventati più positivi sul mercato azionario australiano. Da un punto di vista settoriale abbiamo ridotto leggermente la nostra preferenza per il settore sanitario poiché sia le valutazioni che il posizionamento degli investitori potrebbero frenare un po’ il mercato in futuro. Visto il risultato positivo dell’AQR dello scorso fine settimana, attualmente sembra stia emergendo del valore nel settore bancario/finanziario europeo. Inoltre manteniamo il nostro giudizio positivo sugli hedge fund, che possono contribuire a migliorare la solidità di un portafoglio.

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