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Meno ore di Piazza Affari aperta, i risultati del sondaggio di SoldiOnline.it

di Redazione Soldionline 17 feb 2020 ore 09:06 Le news sul tuo Smartphone

ingresso-borsa-italianaMilano Finanza ha scritto lo scorso 8 febbraio che LSE starebbe pensando di rivedere il numero delle ore di contrattazione giornaliere della borsa italiana. Attualmente Piazza Affari apre alle 9 e chiude alle 17.30 per un totale di 8,5 ore. L'ipotesi sarebbe quella di arrivare a un monte ore giornaliero più vicino a quello dei mercati Usa (aperti per 6,5 ore), aprendo sempre alle 9 (o 9.30) e chiudendo alle 16.00.

SoldiOnline.it ha voluto chiedere - sulla questione - il parere dei propri lettori. Ecco cosa ne è uscito.

 

Sondaggio sulla riduzione dell'orario di contrattazione: i risultati complessivi

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Hanno partecipato al sondaggio 668 persone: il 36% (ossia 238 rispondenti) si è detto favorevole a una riduzione di ore di contrattazione, il 54,5% (364 rispondenti) si è detto contrario mentre per poco meno del 10% (66 rispondenti) la manovra sarebbe indifferente.

 

Dei 668 rispondenti ad almeno una domanda del sondaggio, sono stati 221 quelli che hanno lasciato un commento al quesito a risposta aperta: 122 per l'opzione no e 99 per l'opzione sì.

 

Cosa sostiene chi non vuole un orario di borsa meno esteso

Tra chi è convinto che l'orario di contrattazioni vada bene così com'è appare molto comune la paura di perdersi l'influenza delle borse Usa nell'ultima parte del pomeriggio: quelle 2 ore tra le 15.30 (orario di apertura dei mercati statunitensi) e le 17.30 (orario di chiusura di Piazza Affari) sembrano davvero - per i nostri lettori - di grande rilevanza.

Numerosi, sempre tra i soggetti del fronte del no, lamentano il fatto che una chiusura anticipata non permetterebbe a molti di operare causa esigenze di lavoro. Ma quanti finiscono di lavorare in tempo utile per operare, anche solo con gli orari attuali? Solitamente gli orari di ufficio arrivano almeno fino alle 18. Un orario che è già  ben oltre la chiusura attuale...

Qualcuno si spinge a dire che "essendo telematica la terrei aperta 24h al giorno, sabato e domenica compresi" ben dimenticando che un profit warning fatto alle 3 del mattino potrebbe causare una perdita ingente del suo capitale e riservargli un risveglio ben poco sereno.

Un utente propone invece di rispettare la pausa pranzo: non un'idea così bislacca, dato che in Giappone succede tutti i giorni.

 

Le motivazioni di chi è favorevole a diminuire le ore di contrattazione

Tra i favorevoli a meno ore di Piazza Affari aperta emerge un sentimento diffuso secondo cui bastano anche meno ore di contrattazione per la nostra borsa milanese. Anzi, gli scambi sarebbero più concentrati e ci sarebbero meno fasi di mercato stagnante e con scambi rarefatti. Alcuni lettori ricordano che il grosso degli scambi viene perfezionato nella prima e nell'ultima mezz'ora mentre quello che rimane in mezzo è spesso “rumore di fondo”.

Avere poi più ore senza borsa darebbe anche più tempo alle persone per analizzare i mercati nel loro complesso ed approfondire gli accadimenti societari.

Molti citano anche il minore stress come uno dei benefici di un orario più simile, per durata, a quello delle borse americane

 

Una proposta che potrebbe mettere d'accordo i due fronti

Un modo per bypassare il problema legato alla voglia di mantenere qualche fase di contrattazione sovrapposta a quelle dei mercati Usa arriva da numerosi lettori favorevoli a una riduzione delle ore di contrattazione. Qualcuno propone infatti di tardare l'apertura del mattino e di anticipare solo di una mezz'ora la chiusura della sera. Una proposta che appare sensata e che potrebbe mettere mediare tra le varie posizioni sul tema.

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