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Segnali d’acquisto sull’S&P100

Cosa spinge ad essere ottimisti? Tra gli indicatori da noi monitorati non ci sono dubbi: l'Equity only Put-Call Ratio ha fatto scattare un segnale BUY già dallo scorso 23 gennaio, quando la media mobile a 21 gg dell'indicatore...

di La redazione di Soldionline 4 feb 2008 ore 10:09

a cura di opzionivincenti.it 

Cosa spinge ad essere ottimisti? Tra gli indicatori da noi monitorati non ci sono dubbi: l'Equity only Put-Call Ratio ha fatto scattare un segnale BUY già dallo scorso 23 gennaio, quando la media mobile a 21 gg dell'indicatore ha disegnato un massimo in corrispondenza del minimo dell'S&P 100 (Vedi figura). Venerdì scorso è stata la volta della media mobile del Dollar-weighted Put-Call ratio  a girarsi al ribasso rappresentando un possibile rafforzamento del segnale di acquisto.

Ma, di cosa stiamo parlando?

I volumi delle opzioni rappresentano un aiuto importante nel prevedere la direzione degli asset sottostanti. Il put-call ratio è semplicemente il rapporto tra il numero di PUT scambiate in un giorno diviso il numero di CALL scambiate in quel dato giorno. Di solito, nel calcolo di questo rapporto, le opzioni vengono raggruppate in categorie similari. Per es. può essere calcolato il put-call ratio di un Indice, oppure quello relativo a un singolo titolo. Al fine di smussare le fluttuazioni quotidiane di questo algoritmo si calcolano le medie mobili relative ad esso.

E' da sempre un contrary indicator molto valido e per questo molto utilizzato!

Se parliamo di Indici generici, quando molti investitori sono rialzisti (comprano molte CALL), allora i contrarian shortano il mercato, dal momento che la maggioranza sbaglia. Specularmente quando molti trader sono al ribasso (e comprano PUT) i contrarian sono rialzisti e comprano il mercato.

L'interpretazione del ratio, che teoricamente sembra molto semplice, nella pratica si dimostra complessa: si deve infatti capire quando il ratio raggiunge livelli "troppo elevati" per cui entra il segnale di market buy e cosa significa livelli "troppo bassi" dove invece bisogna vendere.

L'interpretazione statica del ratio si è dimostrata un approccio non corretto, molto meglio un approccio dinamico: ciò significa andare ad individuare punti di massimo e minimo (segnali di acquisto e vendita) a qualsiasi livello essi si formino.

L'algoritmo, quando riferito a singoli titoli, deve essere inoltre ben analizzato: ci sono infatti i grossi ordini degli istituzionali che impostano attività di copertura e arbitraggio, nonché attività di insider trading che influenzano in modo particolare i ratio e che quindi potrebbero rappresentare segnali da "indicatore diretto" e non contrarian!

Proprio per questo uno dei ratio più usati ultimamente  è l'equity-only put-call ratio che è calcolato utilizzando esclusivamente il volume totale delle opzioni su azioni. Negli ultimi anni, ha dimostrato sempre più attendibilità in quanto l'attività degli istituzionali si sta concentrando sempre più su altri ratio generali, gli Index Ratio.

Inoltre, assume oggi maggiore validità il dollar-weighted put-call ratio che è calcolato moltiplicando i volumi di ciascuna opzione per il loro prezzo, facendo la somma di tutte le PUT divisa poi per la somma simile relativa alle CALL. Il weighted ratio misura i dollari spesi in PUT contro i dollari spessi in CALL, ovvero dove gli investitori stanno mettendo denaro.

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