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Savino del Bene, ritorno a Piazza Affari

La quotazione avverrà tramite un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione, per un ammontare complessivo di 31 milioni di azioni (35 milioni in caso di esercizio della greenshoe)

di Edoardo Fagnani 19 nov 2013 ore 09:58
Savino del Bene ritorna a Piazza Affari. La società era stata delistata nel 2003, in seguito all’opa promossa dai manager dell’azienda attraverso la controllata Palio.
L’offerta è partita lunedì 18 novembre e terminerà giovedì 2 dicembre alle 16.30. La società dovrebbe debuttare a Piazza Affari il 6 dicembre (LE CARATTERISTICHE DELL'OFFERTA).

La quotazione di Savino del Bene avverrà tramite un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione, per un ammontare complessivo di 31 milioni di azioni. Nel dettaglio 19 milioni di titoli saranno messi sul mercato dagli attuali azionisti di riferimento e manager Silvano Brandani e Paolo Nocentini, che venderanno parte delle azioni detenute direttamente e tramite le holding Livoser e Finlisar. Le restanti 12 milioni di azioni saranno titoli di nuova emissione, che deriveranno da un aumento di capitale. L’offerta potrebbe salire fino a 35 milioni di azioni in caso di esercizio integrale della greenshoe a disposizione dei collocatori (4 milioni di azioni). Questi titoli saranno messi a disposizione da Silvano Brandani e dalla holding Finlisar.
In caso di sottoscrizione integrale delle azioni offerte, il flottante dell’azienda si attesterà al 27,6%, quota che potrebbe salire al 31,2% qualora fosse esercitata integralmente la greenshoe. Di conseguenza, le quote di Silvano Brandani e Paolo Nocentini dovrebbe scendere rispettivamente al 36,2% (34,4% con l’esercizio della greenshoe) e al 19,9%. La partecipazione di Livoser si azzererà, mentre quella di Finlisar si ridurrà dal 19,7% al 16,3% (14,5% con esercizio della greenshoe).

La forchetta indicativa di prezzo è stata fissata tra i 2,55 e i 3,1 euro per azione, che equivale a una differenza del 21,6% tra gli estremi. Sulla base di questa indicazione Savino del Bene è stata valorizzata tra i 287 milioni e i 348 milioni di euro (in caso di sottoscrizione integrale delle azioni di nuova emissione).

Nel prospetto informativo l’azienda ha precisato che circa il 90% delle azioni offerte sarà destinato agli investitori istituzionali, mentre solo il restante 10% è riservato al retail. Il lotto minimo è di 1.500 azioni (15mila per il lotto minimo maggiorato, cui è stato riservato fino al 30% dell’offerta pubblica). Per partecipare all’offerta, quindi, bisognerà spendere una cifra minima compresa tra i 3,83mila e i 4,65mila euro.

Nel documento che accompagna l’operazione Savino del Bene ha precisato che gli azionisti di riferimento si sono impegnati a non vendere le restanti azioni in possesso per un periodo di 365 giorni, decorrenti dalla data di inizio delle negoziazioni dei titoli.
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