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Salvatore Ferragamo (+4,3%) trascina al rialzo il settore del lusso

di Edoardo Fagnani 31 gen 2014 ore 17:54 Le news sul tuo Smartphone
Molto bene i titoli del settore del lusso.
Salvatore Ferragamo ha registrato un balzo 4,31% a 22,98 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo in avvio di seduta. La società ha terminato il 2013 con ricavi per 1,26 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto agli 1,15 miliardi ottenuti nell’esercizio precedente. Nell’ultimo trimestre dell’anno il tasso di crescita del fatturato è stato del 7%. Dopo la diffusione dei risultati preliminari gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno migliorato il giudizio su Salvatore Ferragamo, portandolo da “Reduce” (ridurre) a Hold” (mantenere), in seguito al recente calo subito dal titolo. Il target price è di 23 euro. Al contrario, Intermonte ha tagliato da 28 euro a 25,5 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito alla riduzione della stima sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato il giudizio “neutrale”. Indicazione simile da Equita sim, che ha sforbiciato da 25 euro a 21,8 euro il target price su Salvatore Ferragamo, in conseguenza alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2014/2015. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).
Tod’s è salita dello 0,1% a 101,3 euro. Ancora giudizi dalle banche d’affari, dopo le numerose bocciature di ieri. Barclays e Banca Akros hanno sforbiciato il prezzo obiettivo sulla società portandolo rispettivamente a 98 euro (dai precedenti 101 euro) e a 112 euro (precedente target a 126 euro). Jp Morgan ha ulteriormente tagliato il prezzo obiettivo su Tod’s, portandolo da 106 euro a 102 euro. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”.
Brunello Cucinelli ha guadagnato il 3,85% a 20,25 euro. Bank of America ha migliorato il giudizio sulla società e ora consiglia di acquistare le azioni, in seguito al recente ribasso subito dal titolo.
YOOX ha recuperato lo 0,93% a 28,09 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 23 gennaio UBS ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale della società, portandola dal 2,436% all’1,496%.
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