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Saipem e il nodo South Stream

Il numero uno di Gazprom, Alexei Miller, ha decretato la chiusura del progetto di costruzione del gasdotto South Stream. Non si è fatta attendere la risposta dell'azienda italiana

di Edoardo Fagnani 2 dic 2014 ore 15:49

saipem-logo-marchioNon c’è pace per Saipem. Dopo aver chiuso la scorsa settimana con un tonfo del 13,8%, in conseguenza al crollo del prezzo del greggio, il titolo ha subito una nuova batosta, in scia ad alcune indiscrezioni provenienti dalla Russia.

Di conseguenza, il calo del titolo da inizio anno ha superato il 30%, che va a fare il paio con il -46,9% registrato nel 2013.

 

Come anticipato, le vendite sul titolo nella seduta odierna hanno avuto origine dalle dichiarazioni del numero uno di Gazprom, Alexei Miller.

Il manager, infatti, ha decretato la chiusura del progetto di costruzione del gasdotto South Stream, un’infrastruttura di 3.600 chilometri che dovrebbe collegare la Russia e l’Unione Europea bypassando l’Ucraina.

Nell’ambito di questo progetto, Saipem aveva ottenuto una commessa del valore di circa 2,4 miliardi di euro per la costruzione del primo tratto dell’infrastruttura.

Secondo i calcoli degli analisti il contratto rappresenterebbe il 10% del portafoglio ordini dell’azienda italiana. Di conseguenza, la cancellazione di questo contratto avrebbe un notevole impatto sul portafoglio ordini di Saipem e, a cascata, sul giro d’affari dell’azienda italiano.

 

GUARDA L'INFOGRAFICA: Il progetto del gasdotto South Stream

 

Non si è fatta attendere la risposta di Saipem, che ha precisato di aver appreso dai media le dichiarazioni delle autorità russe e del presidente di Gazprom.

La società ha aggiunto di non aver ricevuto alcuna comunicazione di formale interruzione del contratto dal cliente South Stream Transport. Di conseguenza, Saipem ha confermato che l’attività operativa è in corso.

A questo proposito il management dell'azienda italiana ha ricordato che le modalità di interruzione dei lavori e di eventuale cancellazione sono disciplinate contrattualmente.

 

Non sono mancate le indicazioni delle banche d’affari.

In particolare, gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 17,5 euro a 14 euro il prezzo obiettivo, in conseguenza alla cancellazione del contratto sul gasdotto South Stream. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.

Per lo stesso motivo Goldman Sachs ha ridotto da 14,2 euro a 13,8 euro per azione la valutazione sulla società italiana.

Citigroup ha confermato l’indicazione negativa su Saipem, segnalando che il progetto sul gasdotto South Stream garantiva una marginalità superiore alla media del portafoglio ordini. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 11,5 euro e l’indicazione di vendita delle azioni.

Sulla stessa lunghezza d’onda Bernstein, che ha ribadito il target price di 10 euro e il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato). Gli esperti ritengono che l’interruzione del progetto sul gasdotto South Stream avrà un impatto sulla redditività di Saipem sul 2015.

Anche Banca IMI ed Equita sim ritengono che la perdita della commessa penalizzerà la marginalità dell’azienda. Gli analisti delle due banche d’affari hanno ribadito il target price (fissato rispettivamente a 14,3 euro e a 17 euro) e il giudizio “Hold” (mantenere).

Mediobanca resta positiva su Saipem, confermando il prezzo obiettivo di 20,4 euro e il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Tuttavia, gli esperti di Piazzetta Cuccia non escludono che l’interruzione del progetto sul gasdotto South Stream possa determinare un drastico taglio delle stime sulla redditività per il 2015.

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