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Regna l'incertezza sulle Borse: in forte ribasso Mediaset

In mattinata il Tesoro ha collocato due BTp con scadenza rispettivamente a cinque e dieci anni: il rendimento dei due titoli è sceso rispettivamente all’1,2% e al 2,6%

di Edoardo Fagnani 30 lug 2014 ore 12:35
Piazza Affari e le principali borse europee ancora alla ricerca di un trend definito. Oggi è terminata la tre giorni di aste dei titoli di stato italiani. In mattinata il Tesoro ha collocato due BTp con scadenza rispettivamente a cinque e dieci anni: il rendimento dei due titoli è sceso rispettivamente all’1,2% e al 2,6%.
Il FTSEMib registra un minimo rialzo dello 0,01%, mentre il FTSE Italia All Share sale dello 0,02%. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,1%) e il FTSE Italia Star (-0,24%).
L’euro si mantiene a 1,34 dollari, in attesa delle indicazioni della FED in materia di politica monetaria: prevista un’ulteriore riduzione del programma di riacquisto di titoli di stato. L’oro si conferma a 1.300 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

panicoIn rosso Mediaset (-2,35% a 3,076 euro). Il gruppo del Biscione ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con ricavi pari a 1,72 miliardi di euro, in leggero calo rispetto agli 1,74 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato netto è stato negativo per 20,5 milioni di euro a fronte dell’utile di 30,1 milioni di euro dei primi sei mesi dell’anno precedente. I vertici di Mediaset hanno segnalato che le previsioni sull’andamento del mercato pubblicitario in Italia della società “confermano anche per luglio una tendenza in linea con quella del primo semestre del 2014”. Il management ha aggiunto che il quadro economico generale in Italia rende ancora difficile produrre stime attendibili circa l’evoluzione del risultato economico consolidato per l’esercizio in corso. Infine, i vertici della società hanno annunciato che entro fine anno si concluderà lo spin-off di Mediaset Premium. Non si sono fatti attendere i giudizi degli analisti. Barclays ha tagliato da 3,4 euro a 3,1 euro il prezzo obiettivo su Mediaset, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016. La banca d’affari ha confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare). Per lo stesso motivo Kepler Cheuvreux ha sforbiciato da 4,15 euro a 3,8 euro per azione la valutazione sul gruppo del Biscione. Sulla stessa lunghezza d’onda NatIxis, che ha ridotto da 3,4 euro a 3 euro il target price sulla società, confermando l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Indicazione simile da Mediobanca, che ha tagliato da 3,82 euro a 3,65 euro il prezzo obiettivo sul gruppo del Biscione, in seguito alla revisione delle stime delle attività televisive. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Equita sim si è allineata alle decisioni dei “colleghi” e ha ridotto da 4 euro a 3,5 euro il prezzo obiettivo su Mediaset, in conseguenza al peggioramento delle stime sulla raccolta pubblicitaria e sulla redditività per i prossimi esercizi. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). Un taglio anche da Deutsche Bank, che ha sforbiciato da 5,5 euro a 5,2 euro il target price su Mediaset, in scia alla riduzione delle stime finanziarie per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli analisti della banca tedesca hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

In rialzo i bancari.
Buona performance per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo della banca toscana guadagna lo 0,95% a 1,384 euro.

Snam invariata a 4,516 euro. La società ha chiuso il primo semestre del 2014 con ricavi per 1,78 miliardi di euro, lo stesso risultato ottenuto nello stesso periodo dello scorso anno. In leggero aumento il risultato operativo (+2,4%), che è passato da 1,02 miliardi a oltre 1,04 miliardi di euro. Più consistente la crescita dell’utile netto che è balzato del 21,4% da 462 milioni a 562 milioni di euro, grazie a una migliore gestione del costo del debito.
Andamento contrastato per Enel (+0,23% a 4,32 euro) e Enel Green Power (-0,29% a 2,082 euro). Nel corso della giornata odierna le due società comunicheranno i risultati finanziari del primo semestre del 2014.
ENI perde lo 0,56 % a 19,69 euro. In giornata si riuniranno i vertici del Cane a sei zampe per l’esame dei risultati del primo semestre del 2014, anche se i dati saranno diffusi domani mattina, prima dell’apertura di Piazza Affari. Secondo le stime degli analisti, ENI dovrebbe aver chiuso il secondo trimestre del 2014 con un utile netto adjusted nell’ordine degli 1,01 miliardi di euro, mentre il risultato operativo dovrebbe essere cresciuto da 1,95 miliardi a 2,93 miliardi di euro. Inoltre, ENI dovrebbe annunciare l’assegnazione di un acconto sul dividendo dell’esercizio 2014, per un ammontare di 0,56 euro per azione.
Per lo stesso motivo si riuniranno di Tenaris (-2,21% a 17,25 euro).
Segno più per Saipem (+0,22% a 17,94 euro). Non si sono fatte attendere le nuove indicazioni degli analisti sulla società, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Citigroup ha tagliato da 24 euro a 22,5 euro il target price, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Una sforbiciata anche dal Credit Suisse, che ha portato il prezzo obiettivo da 20 euro a 18 euro, sull’ipotesi di una riduzione delle stime per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato). Stesso rating da Bank of America, che ha limato da 16 euro a 15,5 euro il prezzo obiettivo su Saipem.

Finmeccanica guadagna l’1,3% a 7,01 euro. Il gruppo aeronautico ha comunicato che la Procura della Repubblica di Busto Arsizio ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti della società in merito alla fornitura di 12 elicotteri AW101 VVIP al Governo indiano, oggetto di accordi del 2010.

Luxottica cede lo 0,8% a 42,3 euro. Gli analisti di banca IMI hanno alzato da 35 euro a 39,17 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito al miglioramento delle stime finanziarie per il secondo semestre del 2014. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).

Fiat Chrysler passa in rosso dopo la pubblicazione della semestrale (-1,58% a 7,49 euro). Il gruppo del Lingotto ha chiuso il primo semestre con ricavi per 45,45 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2013. L'utile netto è stato pari a 24 milioni di euro, in sensibile calo dai 466 milioni del primo semestre 2013. Escludendo le componenti atipiche, l’utile netto è risultato pari a 285 milioni di euro, in calo di 216 milioni rispetto al dato dei primi sei mesi dello scorso anno. Il gruppo ha confermato i target per l'intero 2014. I ricavi dovrebbero essere pari o superiori ai 93 miliardi di euro mentre il reddito operativo si dovrebbe collocare tra i 3,6 e i 4 miliardi. L'anno si dovrebbe chiudere con un utile netto tra i 600 e gli 800 milioni di euro.
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