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RcsMediaGroup, i dati preliminari del 2012: aumento fino a 600 milioni di euro

di Edoardo Fagnani 27 mar 2013 ore 21:35 Le news sul tuo Smartphone
RcsMediaGroup ha comunicato i dati preliminari del 2012, esercizio chiuso con ricavi per 1,6 miliardi di euro, in decisa flessione rispetto agli 1,86 miliardi dell'esercizio precedente. La variazione negativa di 262,6 milioni – che si riduce a 231,9 milioni a perimetro omogeneo – è attribuibile al calo dei ricavi pubblicitari, dei ricavi diffusionali e dei ricavi editoriali diversi.
Il margine operativo lordo pre oneri e proventi non ricorrenti è sceso a 61 milioni di euro, rispetto ai 163,4 milioni del 2011 (160,8 milioni a perimetro omogeneo). L’Ebitda post oneri e proventi non ricorrenti è sceso dai 142,3 milioni di euro del 2011 a 1,3 milioni, considerando oneri netti non ricorrenti per 59,7 milioni.
A fine 2012 l’indebitamento finanziario netto ammontava a 845,8 milioni di euro, riducendosi di 92,4 milioni rispetto inizio anno, per il contributo dalla cessione del gruppo Flammarion, che ha compensato i flussi negativi derivanti da oneri non ricorrenti, investimenti e dalla gestione caratteristica.

L'azienda ha comunicato anche le stime finanziarie per il triennio 2013/2015. A fine piano i ricavi saranno sostanzialmente in linea con quelli del 2012 (circa 1,5 miliardi di euro a perimetro omogeneo), con un contributo più che raddoppiato dei ricavi digitali, che nel 2015 raggiungeranno il 21% del totale. La marginalità è prevista in aumento dal 4% del 2012 al 10% circa del 2015.

La società editoriale ha segnalato che l’aggravarsi della situazione congiuntura generale e la profonda trasformazione dell’editoria si riflette significativamente sui risultati del gruppo, richiedendo una rapida implementazione del piano industriale.
A questo proposito, RcsMediaGroup rinegozierà il debito per 575 milioni di euro e procederà con un aumento di capitale in opzione di almeno 400 milioni di euro entro luglio 2013, risorse necessarie per salvaguardare la continuità aziendale. A queste operazioni si aggiunge la proposta di delega al consiglio per aumentare il capitale sociale in opzione entro il 2015 fino a concorrenza del complessivo importo di 600 milioni.
Infine, la società editoriale procederà con il deconsolidamento di Dada e la cessione di attivi non strategici per circa 250 milioni di euro.
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