NAVIGA IL SITO

Rating Italia: S&P conferma il rating ma peggiora l'outlook

Gli analisti segnalano rischi per la crescita economica dell’Italia come conseguenza alle indicazioni contenute nella Legge di Bilancio. Tagliate le stime sul Pil per il biennio 2018/2019

di Edoardo Fagnani 29 ott 2018 ore 10:49

italia-euroL’agenzia S&P ha ribadito il rating sul debito sovrano dell’Italia, fissato a “BBB”; il giudizio confermato il nostro paese tra gli emittenti non speculativi. Alcuni analisti si aspettavano un taglio del rating di un livello.

 

Al contrario, le prospettive sul rating per i prossimi trimestri sono state peggiorate da “Stabili” a “Negative”; non è escluso, quindi, un peggioramento del giudizio in futuro.

Gli analisti segnalano rischi per la crescita economica dell’Italia come conseguenza alle indicazioni contenute nella Legge di Bilancio.

 

Nel dettaglio, S&P si mostra più pessimista del Governo sulle prospettive per l’Italia. In particolare, gli analisti stimano per il 2019 un deficit al 2,7%, rispetto al 2,4% indicato nel Documento Programmatico di Bilancio. S&P ha anche tagliato le stime sul Pil per il biennio 2018/2019, ora previsto in crescita dell’1,1% in entrambi gli esercizi, rispetto all’1,4% indicato in precedenza.

Sulla base di questi numeri gli analisti ritengono che il rapporto debito/pil non si ridurrà nei prossimi tre anni, attestandosi tra il 128 e il 129%.

 

S&P ha anche contestato la decisione del governo di mettere mani sulla riforma delle pensioni, una scelta che potrebbe penalizzare la finanza pubblica, in quanto la spesa pensionistica in Italia, in percentuale sul Pil, resta tra le più elevate nell’Unione Europea.

 

Di seguito il commento degli analisti di IntesaSanpaolo alla decisione di S&P:

La conferma del rating (che era stato alzato solo un anno fa dalla stessa agenzia) è l’esito più favorevole tra quelli attesi alla vigilia.

In base a quanto contenuto nel comunicato stampa, l’agenzia potrebbe abbassare il rating dell’Italia nei prossimi 24 mesi se vi fossero sorprese negative sulla crescita del PIL o sui rapporti deficit/PIL e debito/PIL, ovvero se si assistesse a un forte deterioramento delle condizioni finanziarie; viceversa, l’outlook potrebbe essere rivisto a stabile se la ripresa economica dovesse accelerare, consentendo una riduzione del rapporto debito/PIL, ovvero se la deviazione di bilancio fosse significativamente inferiore a quella attualmente attesa, o se vi fossero significativi ulteriori progressi nella stabilizzazione del sistema finanziario (ad esempio attraverso la continua riduzione dei crediti problematici o l’introduzione di uno schema europeo di assicurazione dei depositi).

In sintesi, la decisione di S&P chiude il calendario 2018 delle revisioni del rating italiano con una nota migliore delle attese. Il rating dell’Italia secondo S&P è oggi in linea con quello di Fitch, due gradini al di sopra della categoria “investment grade” (e a metà strada tra la valutazione di DBRS e quella di Moody’s).

 

Lo scorso venerdì Moody’s aveva tagliato di un livello il rating sul debito sovrano dell’Italia.

Tutte le ultime su: rating italia , s p global ratings
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.