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Quello strano balzo di Stefanel…

L’andamento di Stefanel ricorda da vicino alcuni aumenti di capitale, in particolare quelli di Seat Pagine Gialle, Pirelli Real Estate e Tiscali.

di Edoardo Fagnani 15 lug 2010 ore 16:52
Stefanel protagonista a Piazza Affari nelle ultime sedute.
Dal giorno dell’avvio dell’aumento di capitale (5 luglio) le azioni della società di abbigliamento hanno realizzato un rally impressionante.
Il prezzo dei titoli ordinari è passato dagli 0,859 euro della chiusura del 2 luglio (prezzo rettificato per tenere in considerazione l’aumento di capitale) ai 5,61 euro della chiusura di ieri. In pratica in meno di due settimane Stefanel ha guadagnato il 553%. Il titolo ha subito numerose sospensioni per eccesso di rialzo. Addirittura, in alcune sedute il progresso è stato così sostenuto che Stefanel non è riuscita neppure a fare prezzo.
Per contro, il prezzo dei diritti relativi all’aumento di capitale è sceso dai 6,885 euro (valore dei titoli all’avvio delle contrattazioni il 5 luglio) ai 2,195 euro della chiusura di ieri.

L’andamento di Stefanel ricorda da vicino alcuni aumenti di capitale lanciati nel 2009, in particolare quelli di Seat Pagine Gialle, Pirelli Real Estate e Tiscali.
Nel corso di queste operazioni i titoli delle società coinvolte registrarono un imperioso rialzo nei primi giorni della ricapitalizzazione, per poi sgonfiarsi prima del termine dell’operazione.
Anche l’andamento discrepante tra azioni e diritti sembra essere una caratteristica comune tra queste operazioni.

Ma le analogie tra le operazioni non si fermano qua.
In primo luogo, prima dell’avvio dell’aumento di capitale, Seat Pagine Gialle, Pirelli Real Estate e Tiscali avevano proceduto con un raggruppamento azionario, per poi offrire le azioni di nuova emissione a un prezzo decisamente inferiore a quello di mercato. Lo stesso ha fatto Stefanel. Nel dettaglio, lo scorso 10 maggio le 162.564.084 azioni ordinarie erano diventate 3.251.281 nuove azioni, mentre le azioni di risparmio erano passate da 99.746 a 1.994, in conseguenza a un rapporto di conversione di una nuova azione ogni 50 vecchi titoli. Il valore dei titoli offerti nell’aumento di capitale è stato fissato a 0,615 euro, rispetto al prezzo di 7,5 euro ante rettifica.
Inoltre, le caratteristiche di questi aumenti di capitale evidenziano un rapporto elevato tra nuovi titoli offerti e titoli in circolazione. A titolo di esempio, l’operazione di Tiscali prevedeva un rapporto di 643 nuove azioni ogni 22 vecchi titoli posseduti prima della data dell’avvio dell’operazione, mentre l’aumento di capitale di Seat prevedeva un rapporto di 226 nuove azioni ogni 5 vecchi titoli posseduti. L’aumento di Stefanel prevede un rapporto di 25 nuove azioni ogni vecchio titolo ordinario e di risparmio, posseduti prima della data dell’avvio dell’operazione.
Queste caratteristiche hanno determinato un fattore di rettifica dei titoli quotati all’avvio dell’aumento di capitale, che ha portato il prezzo delle azioni in circolazione ai valori precedenti al raggruppamento azionario, mentre il grosso del valore è stato trasferito sui diritti, che, secondo gli operatori, rappresentano il valore di riferimento delle società.

A questo punto, quale potrà essere il trend di Stefanel nei prossimi giorni?
L’ipotesi più probabile è quella che il titolo segua l’andamento delle azioni che sono state oggetto di aumenti di capitale con le stesse caratteristiche. Anche perché agli attuali livelli di prezzo la capitalizzazione potenziale di Stefanel, supponendo la sottoscrizione integrale dell’aumento, si attesterebbe a 474 milioni di euro, sulla base di un capitale sociale di 84.526.556 di titoli.
Tuttavia, non va dimenticato che chi sottoscriverà le azioni di nuova emissione le potrà ricevere materialmente solo entro dieci giorni di borsa dal termine dell’operazione. Quindi, l’attuale quotazione di Stefanel non può essere applicata alle azioni di nuova emissione. Solo nelle vicinanze della data di assegnazione dei titoli si potrà ragionare sulla valutazione delle nuove azioni.

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