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Quanto vale Unicredit dopo la fusione?

Gli esperti di Citiroup dopo la fusione con Hvb mantengono un rischio medio per le azioni dell’istituto di Profumo e utilizzano due differenti modelli valutativi per la determinazione del target price.

di La redazione di Soldionline 15 giu 2005 ore 12:19
Profilo societario

Nato nel 1998 dall'aggregazione di Credito Italiano, Rolo Banca 1473, Cariverona, Cassa di Risparmio di Torino e Cassamarca; Unicredito è il primo gruppo bancario in Italia in termini di capitalizzazione di Borsa. Unicredito è attivo su scala nazionale e diversifica il suo business in servizi finanziari, assicurativi, asset management, leasing e investment banking.
Il gruppo ha puntato molto sui paesi dell'est per sfruttare i benefici derivanti dalla prossima apertura dell'EU verso tali paesi. L'istituto controlla Bank Pekao in Polonia (Bank Pekao), Zagrebacka Banka in Croazia, Bulbank in Bulgaria, UniBanka nella Repubblica Slovacca, Zivnostenska Banka in Romania e Demirbank in Romania. Attualmente si sta muovendo anche per l'acquisizione della turca Yapi Kredit Bank.
Unicredito è quotata alla Borsa di Milano nel paniere S&P/MIB.

Dati di bilancio
Primi tre mesi d'esercizio in crescita per i conti di Unicredito che evidenzia un utile netto in aumento del 48,7% (a quota 693 milioni di euro) rispetto al corrispondente periodo 2004. Il dato tiene conto anche della plusvalenza di 200 milioni di euro su Serenissima.
Il risultato di gestione sale a 1,2 miliardi di euro, con un incremento di 13 punti percentuali.
Il margine d'intermediazione è salito del 9% (a 2,7 miliardi di euro), mentre il margine d'interesse arriva a toccare gli 1,27 miliardi di euro (+7,1%).
In ascesa del 9% anche le commissioni nette che crescono del 9,1%
In forte crescita anche i volumi sia dell'attività di clientela (+9,4%) sia degli impieghi a clientela (+10,4%).

La valutazione
Nei giorni scorsi i vertici di Unicredit e Hvb hanno approvato l'operazione di fusione dei due istituti.
La manovra, che avrà un valore di 19,2 miliardi di euro, porterà alla nascita di un colosso finanziario con una struttura ad holding, candidato ad essere il punto di riferimento soprattutto per l'area dell'Europa Orientale.
Un gruppo presente in ben 19 paesi, con 733 miliardi di euro di attivi e oltre 28 milioni di clienti, al nono posto nel continente europeo, al quarto nella zona dell'euro
Dopo l'operazione gli esperti di Citigroup hanno rinconsiderato la classe di rischio del titolo mantenendo un livello medio.
La banca d'affari infatti ritiene che se da un lato l'istituto di Profumo sia una delle banche con maggiore capacità di generare cassa, (e per questo in grado di proteggersi da eventuali svolte negative); dall'altro, ricoprendo una posizione centrale all'interno del suo settore, risente inevitabilmente di ogni oscillazione macroeconomica riguardante la situazione domestica.
Nella determinazione del target price, gli esperti sono ricorsi a diversi metodi quantitativi di valutazione.
In particolare il modello della somma delle parti, conduce ad un ipotetico prezzo obiettivo di 4,6 euro, mentre la metodologia 'price to book' (rapporto tra capitalizzazione dell'istituto e valore di libro) porta ad un target di 4,4 euro per azione.



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