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Poste Italiane, bilancio dell’IPO

Poste Italiane ha completato con successo il percorso di collocamento delle azioni a Piazza Affari. Ecco come sono stati ripartiti i titoli che il Tesoro ha messo sul mercato

di Mauro Introzzi 27 ott 2015 ore 10:43

Poste Italiane ha completato con successo il percorso di collocamento delle azioni a Piazza Affari e torna a infondere ottimismo alle aziende che si sono poste l’obiettivo di quotarsi sul mercato azionario italiano. La scelta di fissare il prezzo di esordio, pari a 6,75 euro, a un livello intermedio della forchetta prevista inizialmente (tra i 6 e i 7,5 euro) ha contribuito – insieme alla bonus share e alla notorietà del marchio del gruppo - a raggiungere un buon livello di richieste di azioni, sia tra gli investitori istituzionali che tra i piccoli risparmiatori. Tra i grandi operatori del risparmio – secondo quanto hanno riportato le agenzie nei giorni scorsi – ci dovrebbero essere anche grandi fondi internazionali come gli statunitensi Blackrock e Fidelity e i cinesi di Safe, l'ente della Banca centrale cinese che gestisce le riserve in valuta.

SEGUI: La quotazione di Poste Italiane

POSTE, PRESTO AL FTSEMIB?
La dimensione dell’azienda, e la liquidità che dovrebbe caratterizzare le sue azioni, potrebbero consentire al titolo Poste Italiane di entrare presto a far parte del paniere principale di Piazza Affari, il FTSEMib. Con tutta probabilità già nel rimpasto del prossimo mese di dicembre. Ciò sarebbe un’ottima notizia per il gruppo, considerando che molti istituzionali replicano l’indice principale della borsa milanese posizionandosi sui singoli titoli.

poste7IPO POSTE ITALIANE, I RISULTATI DEL COLLOCAMENTO
Analizziamo nel dettaglio i risultati del collocamento di Poste Italiane.
La società ha comunicato che nel corso dell’operazione sono arrivate richieste per 1,52 miliardi di azioni, per il 25% dal pubblico indistinto e dai dipendenti e per il 75% da parte degli investitori istituzionali, in rapporto a un’offerta finale di 498,3 milioni di titoli (compresa la greenshoe), pari a un rapporto di copertura (ammontare di titoli richiesti su titoli offerti) di 3,1 volte (3,35 esclusa la greenshoe).

POSTE: RICHIESTE DAGLI ISTITUZIONALI E RIPARTO

Nel dettaglio, 359 investitori istituzionali hanno presentato richieste per 1,143 miliardi di titoli, con un rapporto di copertura pari a 3,1 volte il quantitativo offerto (comprendendo la greenshoe, senza la quale il rapporto sarebbe pari a 3,6 volte). Gli 80 istituzionali italiani hanno richiesto titoli per 141,62 milioni di titoli mentre i 279 istituzionali esteri hanno richiesto poco più di un miliardo di titoli.
Sulla base di questa domanda, il Tesoro ha assegnato agli investitori istituzionali tutte le 317,1 milioni di azioni destinate agli investitori istituzionali, il 70% dell’offerta globale, e le ulteriori 45,3 milioni di azioni al servizio dell’opzione di greenshoe. Poco meno di 60 milioni di azioni sono andate a 54 investitori qualificati italiani mentre poco meno di 303 milioni di azioni sono andate a 168 investitori esteri.

POSTE: RICHIESTE DAL PUBBLICO INDISTINTO E RIPARTO

Per quanto riguarda le richieste dal pubblico indistinto e dal personale l’emittente (il Tesoro) ha comunicato di aver ricevuto domande da 303.536 richiedenti, di cui 26.234 dipendenti del gruppo Poste Italiane. In totale questi soggetti hanno richiesto 387 milioni di azioni, pari a circa 2,85 volte il quantitativo minimo ad essi destinato. Poco più di 216mila persone hanno richiesto lotti minimi (171 milioni di azioni), poco meno di 47mila lotti intermedi (per 107 milioni di azioni), poco più di 14mila lotti maggiorati (per 102 milioni di azioni). I poco più di 26mila dipendenti hanno richiesto complessivamente circa 7,5 milioni di azioni.
A questi richiedenti sono andate le 135,9 milioni di azioni a loro destinate
: 64milioni a 128mila richiedenti lotti minimi, 38,5 milioni a 19mila richiedenti i lotti intermedi e 25,6 milioni a 5mila richiedenti i lotti maggiorati. Tutti soddisfatti i 26mila dipendenti, a cui sono andate tutte le 7,5 milioni di azioni richieste.

Immagini: grafici dell'azionariato di Poste dopo l'IPO (dal sito di Poste Italiane)

azionariato-poste-post-ipo

IPO POSTE ITALIANE, AZIONI COLLOCATE A 6,75 EURO
La società ha debuttato a Piazza Affari a un prezzo di 6,75 euro per azione
. Il prezzo delle azioni è stato fissato a un livello intermedio della forchetta indicata nel corso del collocamento, compresa tra i 6 euro e i 7,5 euro.
L’operazione ha permesso al ministero del Tesoro, il proprietario della totalità delle azioni di Poste Italiane prima dell’operazione di collocamento di raccogliere risorse pari a 3,364 miliardi di euro con la greenshoe.

IPO POSTE ITALIANE, LA VALUTAZIONE

Sulla base del prezzo di collocamento, la capitalizzazione iniziale di Poste Italiane è stata pari a poco più di 8,8 miliardi di euro.
Prendendo in esame i risultati del 2014 il rapporto tra prezzo e utile netto dello scorso anno si attesta a 41,6 mentre il rapporto tra prezzo e valore di libro è pari a 1,05. Va detto però che il 2014 è stato un anno particolarmente difficile per la marginalità del gruppo, con un conto economico che si è chiuso con un utile pari a 221 milioni di euro. Nei 2 anni precedenti gli utili furono pari, in entrambi gli esercizi al miliardi di euro. Nella prima metà dell’anno gli utili sono stati pari a 435 milioni di euro.

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