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Piquadro, la flessibilità produttiva è il punto di forza

Piquadro potrebbe sfruttare a proprio favore il forte trend di crescita previsto per il mercato di riferimento per i prossimi esercizi. Il management ricorda che la presenza internazionale del gruppo, in particolare in Asia, determina una serie di criticità che potrebbero influenzare l’attività dell’azienda.

di La redazione di Soldionline 18 ott 2007 ore 15:10

Punti di forza e debolezza
Uno degli aspetti su cui vertici di Piquadro hanno posto l'accento nel corso della presentazione dell'azienda alla comunità finanziaria è stato il modello di business del gruppo. L'attività della società, infatti, è caratterizzata da un'elevata flessibilità, un aspetto che consente di fare fronte ai picchi positivi e negativi della domanda. Il gruppo gestisce internamente le fasi a maggior valore aggiunto quali ricerca e sviluppo, design, engineering, pianificazione degli acquisti, controllo di qualità, marketing e comunicazione, logistica e distribuzione. Questo permette all'azienda di mantenere elevati standard di qualità e innovazione. Al contrario, l'attività di produzione è delocalizzata nei paesi dell'Estremo Oriente, caratterizzati da costi di produzione limitati. L'impatto di questa scelta strategica sulla marginalità del gruppo è stato evidente negli ultimi esercizi. Inoltre, i multipli di bilancio risultano inferiori rispetto a quelli dei principali competitors indicati dall'azienda nel prospetto informativo. Sulla base della capitalizzazione iniziale stimata alla forchetta di prezzo e considerando i risultati ottenuti nell'esercizio 2006/2007 il rapporto tra prezzo e utile netto oscillerebbe tra 20 e 22, mentre il rapporto tra Enterprise value (dato dalla somma tra capitalizzazione e indebitamento finanziario netto a fine giugno) e margine operativo lordo si potrebbe collocare tra 11 e 12. A termine di confronto il valore medio del p/e dei concorrenti è di 33,2, mentre quello dell'Ev/Ebitda è di 16,4. Senza trascurare il fatto che questi multipli sono coerenti con gli attuali tassi di crescita della redditività di Piquadro.
Al contrario, Piquadro andrà in borsa tramite un'offerta pubblica di vendita che non porterà risorse fresche nelle casse dell'azienda. Tutti i soldi incassati, infatti, finiranno all'azionista venditore (Piquadro Holding) che li utilizzerà per favorire l'uscita del fondo di private equity Bnl Investire Impresa. I vertici della società sono convinti di poter finanziare gli investimenti futuri con la cassa generata dalle attività operative. Tuttavia, la raccolta di nuove risorse avrebbe permesso a Piquadro di accumulare delle 'munizioni' che sarebbero state pronte nel caso si presentassero a breve delle opportunità di crescita per linee esterne. D'altra parte la crescita dimensionale del gruppo è uno degli obbiettivi del management, alla luce delle limitate dimensioni, se confrontate con quelle di alcuni competitors internazionali. Inoltre, il collocamento lascerà con l'amaro in bocca chi pensava di poter godere dello stacco del dividendo già a partire da questo esercizio. Nonostante i vertici dell'azienda abbiano anticipato che a regime punteranno a distribuire sottoforma di cedole il 50% dell'utile netto, fino all'estate del 2008 i nuovi azionisti non dovrebbero vedere alcun dividendo, a meno di stacchi straordinari che, al momento, non sono previsti. Il dividendo relativo all'esercizio 2006/2007, infatti, è già stato distribuito a fine luglio. La cedola complessiva è stata pari a 2 milioni di euro, che equivale a 4 centesimi per azione, sulla base dell'attuale capitale sociale di 50 milioni di azioni.

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