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Piazza Affari scivola

Oggi è entrata in vigore la Tobin Tax italiana. Vendite sui bancari: in calo di oltre due punti percentuali il Monte dei Paschi di Siena. Male anche Mediaset ed Enel

di Edoardo Fagnani 1 mar 2013 ore 17:50

Piazza Affari e le principali borse europee in ribasso nell'ultima seduta della settimana. Borsa Italiana ha registrato la peggiore performance della giornata. Oggi è entrata in vigore la Tobin Tax italiana. L’imposta è dovuta sui derivati con sottostante italiano e sulle azioni italiane con capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro (QUANTO COSTA LA TOBIN TAX). Monte dei Paschi di Siena guida il ribasso dei bancari. In decisa flessione anche Mediaset, Enel e Fiat. Chiusura positiva, invece, per Luxottica e Prymsian.
Il FTSEMib è sceso dell’1,54% a 15.675 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha perso l’1,43% a 16.645 punti. Più limitati i cali del FTSE Italia Mid Cap (-0,55%) e del FTSE Italia Star (-0,07%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,9 miliardi di euro, rispetti agli 1,94 miliardi di ieri. Su 310 titoli trattati, 190 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 104. Le restanti 16 azioni sono rimaste ferme sui valori di chiusura di ieri.
L’euro è scivolato sotto gli 1,3 dollari, mentre l’oro è sceso a 1.575 dollari.

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Vendite sui bancari.
In calo di oltre due punti percentuali il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto toscano ha subito una flessione del 2,27% a 0,2062 euro. Il management della banca ha promosso alcune azioni giudiziarie nei confronti dell’ex presidente Giuseppe Mussari, dell’ex direttore generale Antonio Vigni, di Numura e di Deutsche Bank, in merito alle operazioni denominate Alexandria e Santorini International. Intanto, Deutsche Bank ha tagliato da 0,2 euro a 0,18 euro il prezzo obiettivo su Monte dei Paschi di Siena. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni. Inoltre, dalle comunicazioni fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha incrementato la posizione “short” sull’istituto, portandola dallo 0,68% allo 0,76%. La stessa Consob ha comunicato che Egerton Capital Limited ha ritoccato al rialzo la posizione corta sulla banca toscana, che passa dall’1,12 all’1,21%.
Unicredit ha terminato la seduta con un ribasso dell’1,9% a 3,818 euro, mentre IntesaSanpaolo ha limitato il calo allo 0,16% a 1,241 euro. Andamento peggiore per il Banco Popolare (-3,46% a 1,247 euro).
Performance contrastate per la Popolare dell’Emilia Romagna (+0,09% a 5,505 euro) e UBI Banca (-1,08% a 3,47 euro). Gli analisti di Nomura hanno migliorato la valutazione sulle due banche portandola rispettivamente a 6,8 euro e a 4,2 euro per azione. Gli esperti hanno anche migliorato a “neutrale “ il giudizio, in seguito al recente andamento dei due titoli.

Senza direzione i petroliferi. In forte ribasso Eni (-1,32% a 17,23 euro). Ribassi frazionali per Tenaris (-0,38% a 15,7 euro) e Saipem (-0,49% a 20,38 euro). In progresso Saras (+1,55% a 0,8835 euro), dopo il pesante ribasso subito ieri. Non si sono fatte attendere le nuove indicazioni degli analisti dopo la diffusione dei dati di bilancio. Cheuvreux ha tagliato da 1,05 euro a 0,95 euro il prezzo obiettivo sulla società guidata dalla famiglia Moratti. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà meglio del mercato). Sulla stessa lunghezza d’onda Banca IMI, che ha portato la valutazione su Saras da 0,94 euro a 0,9 euro per azione. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). Performance migliore per Erg (+4,51% a 7,185 euro).
Enel ha ceduto l’1,88% a 2,72 euro. Il direttore finanziario del colosso elettrico, Luigi Ferraris, ha precisato che l’azienda non modificherà la propria politica dei dividendi, nonostante la controllata spagnola Endesa abbia deciso di non assegnare la cedola relativa al 2012. Performance peggiore per Enel Green Power (-4,16% a 1,358 euro).

Spunti importanti tra gli editoriali.
Male Mediaset, che ha lasciato sul terreno l’8,01% a 1,562 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso a metà giornata. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Egerton Capital Limited ha aumentato la posizione “short” sul gruppo del Biscione, portandola dall’1,03% all’1,22%. La stessa Consob ha comunicato che Marshall Wace ha ridotto la posizione corta su Mediaset, portandola dallo 0,87% allo 0,69%.
Telecom Italia Media è scesa dell’1,29% a 0,1698 euro. Secondo quanto riportato dalla stampa, il fondo Clessidra sarebbe pronto a presentare un’offerta migliorativa a Telecom Italia per rilevare il controllo del canale televisivo La7. Il fondo potrebbe rimettere in corsa anche Diego Della Valle.
Mondadori invariata a 1,01 euro. L’amministratore delegato e vice presidente, Maurizio Costa, ha comunicato al consiglio di amministrazione, che rimetterà le proprie cariche dopo l’approvazione, del progetto di bilancio del 2012.
Gruppo l’Espresso ha guadagnato il 2,6% a 0,789 euro. Banca Akros ha tagliato da 0,8 euro a 0,66 euro il target price sulla società editoriale, in seguito alla riduzione delle stime per il biennio 2013/2014. Gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio e ora consigliano di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.


Tiscali ha subito una flessione dell’1% a 0,0394 euro. A fine gennaio l’indebitamento netto della compagnia telefonica era salito a 199,99 milioni di euro, rispetto ai 192,88 milioni del mese precedente.

Tra le altre società a maggiore capitalizzazione, si segnala il ribasso di Fiat, che ha perso il 2,34% a 4,014 euro. Il numero uno del gruppo del Lingotto, Sergio Marchionne, ha ribadito la preferenza per l’acquisto diretto della quota di Chrysler detenuta da VEBA. Tuttavia, il manager non esclude che la partecipazione possa essere collocata a Wall Street. Marchionne ha assegnato uguale probabilità al verificarsi delle due opzioni.
In forte calo anche Finmeccanica (-4,67% a 3,59 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Egerton Capital Limited ha incrementato la posizione “short” sulla società aeronautica, portandola dall’1,66% all’1,74%.
Luxottica è salita dell’1,74% a 36,18 euro. La società ha terminato il 2012 con ricavi per quasi 7,09 miliardi di euro, in aumento del 13,9% rispetto all’anno precedente. In forte aumento anche l’utile netto (+19,8%), passato da 452,34 milioni a 541,7 milioni di euro. L’utile netto adjusted è stato di 567 milioni. Il management della società ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,58 euro per azione. Dopo la diffusione dei risultati di bilancio, Cheuvreux ha incrementato da 33 euro a 36 euro il prezzo obiettivo di Luxottica. Tuttavia, gli esperti hanno peggiorato ad “Underperform” (farà peggio del mercato) il giudizio.
Ancora indicazioni dalle banche d’affari su Prysmian (+0,66% a 16,8 euro). Dopo la diffusione dei dati di bilancio Mediobanca ha incrementato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 16,2 euro a 19 euro. Gli esperti hanno anche migliorato ad “Outperform” (farà meglio del mercato) il giudizio. Indicazione positiva anche da Citigroup, che ha alzato da 17 euro a 19,5 euro il target price su Prysmian, ribadendo l’indicazione di acquisto delle azioni. Intanto, dalle comunicazioni diffuse dalla Consob si apprende che il 26 febbraio FIL Limited è diventato uno dei maggiori azionisti della società con una quota del 2,117% del capitale.
Atlantia ha terminato la giornata con un calo dell’1,13% a 13,1 euro. Deutsche Bank ha limato il prezzo obiettivo sulla concessionaria autostradale, portandolo da 15,3 euro a 14,6 euro. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
Parmalat ha guadagnato il 3,05% a 1,892 euro. Gli analisti di Cheuvreux hanno peggiorato il giudizio sulla società alimentare, portandolo ad “Underperform”. Gli esperti hanno anche tagliato da 1,95 euro a 1,8 euro il prezzo obiettivo.
Pirelli ha ceduto il 3,71% a 8,565 euro. Equita sim ha limato a 10 euro il prezzo obiettivo sul gruppo della Bicocca, in seguito alle possibili pressioni sui prezzi nei mercati di riferimento. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Sempre Equita sim ha incrementato da 10,3 euro a 11,1 euro il target price su Buzzi Unicem (-1,91% a 11,82 euro). Tuttavia, gli analisti hanno peggiorato il rating e ora consigliano di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio, in seguito al recente rialzo messo a segno dalle azioni.

Cell Therapeutics in forte ribasso (-3,04% a 0,99 euro). Lo scorso anno la società biotech ha contabilizzato una perdita di 115,28 milioni di dollari, in leggera flessione rispetto ai 121,08 milioni del 2011. A fine 2012 la società biotech poteva contare su risorse finanziarie per 50,44 milioni di dollari.
Ancora in rosso MeridianaFly, dopo i pesanti ribassi accumulati nelle ultime sedute. Il titolo della compagnia aerea ha lasciato sul terreno il 4,07% a 0,613 euro. A fine gennaio l’indebitamento netto di MeridianaFly era salito a 111,42 milioni di euro, rispetto ai 90,16 milioni del mese precedente.

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