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Piazza Affari maglia nera in Europa: che tonfo per MPS!

L'istituto ha comunicato che è stato convocato per domani il consiglio di amministrazione per discutere e deliberare, tra l'altro, in merito alle operazioni sul capitale della banca

di Edoardo Fagnani 25 nov 2013 ore 17:47

Le principali borse europee hanno iniziato la settimana con gli indici in rialzo. Secondo gli operatori, i mercati azionari avrebbero beneficiato dell'accordo tra Stati Uniti e Iran sul nucleare. Tuttavia, Piazza Affari è rimasta il fanalino di coda tra le principali borse europee, in seguito alle performance negative registrate dalle banche. Pesante ribasso per Monte dei Paschi di Siena, in attesa di conoscere novità in merito al prossimo aumento di capitale. In altalena Telecom Italia. Spicca il calo di Fiat.
Il FTSEMib ha registrato un frazionale ribasso dello 0,2% a 18.784 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha ceduto lo 0,15% a 20.003 punti. Variazioni positive, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (+0,46%) e il FTSE Italia Star (+0,56%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 1,66 miliardi di euro, rispetto agli 1,62 miliardi di venerdì. Su 320 titoli trattati, 140 hanno terminato la giornata con un rialzo, mentre i segni meno sono stati 163. Invariate le rimanenti 17 azioni.
L’euro è rimasto sopra quota 1,35 dollari. L’oro è risalito a 1.240 dollari.

Spunti importanti tra i bancari.
Pesante flessione per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo della banca toscana ha registrato un calo del 7,52% a 0,1956 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in mattinata. Gli operatori hanno giustificato lo scivolone dell’istituto con i contrasti tra il management e la Fondazione MPS sulla tempistica dell’aumento di capitale. Intanto, Monte dei Paschi di Siena ha comunicato che è stato convocato per domani il consiglio di amministrazione per discutere e deliberare, tra l'altro, in merito alle operazioni sul capitale della banca.
La Popolare di Milano è scesa del 2,21% a 0,4415 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore di domenica, Lamberto Dini avrebbe deciso di ritirarsi dalla contesa per il rinnovo dei vertici dell’istituto. L’ex premier era stato “sponsorizzato” dal finanziere Raffaele Mincione, secondo azionista dell’istituto con una quota del 7,02% del capitale della banca. Lo stesso Mincione avrebbe gettato la spugna.
Invariata IntesaSanpaolo. Société Générale ha limato il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 1,85 euro a 1,8 euro. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). La stessa banca d’affari ha ridotto da 6,2 euro a 6,1 euro il target price su Unicredit (-0,38% a 5,26 euro), anche se ha ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
Il Banco Popolare ha subito una flessione del 4,19% a 1,279 euro. Sempre Société Générale ha sforbiciato da 1,3 euro a 1,2 euro il prezzo obiettivo sull’istituto, confermando l’indicazione di vendita delle azioni.
Banca Generali ha terminato la giornata con un rialzo del 2,55% a 19,7 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore di domenica, la compagnia dovrebbe chiudere il 2013 con una raccolta netta superiore al livello ottenuto a fine ottobre, quando aveva già superato quota 2 miliardi.

Telecom Italia ha perso lo 0,65% a 0,686 euro. L’azionista di riferimento, Telco presenterà, per l’ipotesi di approvazione da parte dell’assemblea della proposta di revoca dell’attuale consiglio di amministrazione, una lista composta da Marco Patuano, Julio Linares Lopez e Stefania Bariatti alla carica di consigliere di amministrazione. Per contro, i fondi di investimento hanno proposto una lista di minoranza che include 7 candidati alla carica di amministratore, guidati da Luigi Zingales.
Sono scattate le prese di beneficio su Tiscali, dopo il forte rialzo messo a segno nella seduta di venerdì. Il titolo della società sarda è sceso del 3,51% a 0,0468 euro.


Senza direzione i petroliferi. In frazionale ribasso Eni (-0,39% a 17,87 euro). A due velocità Saipem (+0,42% a 16,66 euro) e Tenaris (-0,6% a 16,52 euro). Andamento opposto per Saras (-0,92% a 0,86 euro) ed Erg (+1,37% a 9,27 euro).

Tra le società a maggiore capitalizzazione spicca il calo di Fiat che ha lasciato sul terreno lo 3,53% a 5,745 euro. La società ha annunciato che il consiglio di amministrazione delle controllata statunitense Chrysler ha ritenuto non fattibile il lancio e il completamento di un’offerta pubblica da parte di Chrysler prima della fine del 2013.
Finmeccanica è scesa dello 0,09% a 5,275 euro. Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Reuters, la società aeronautica starebbe studiando l’emissione di un prestito obbligazionario. L’operazione potrebbe essere perfezionata nei prossimi giorni, sulla base delle condizioni dei mercati finanziari.
Pirelli ha guadagnato lo 0,62% a 11,38 euro. Société Générale e Goldman Sachs hanno incrementato a 12 euro il target price sul gruppo della Bicocca. Société Générale, confermando il rating “Hold” (mantenere), ha giustificato la decisione con la revisione della valutazione del settore degli pneumatici.
Luxottica ha registrato un minimo ribasso dello 0,1% a 38,44 euro. Goldman Sachs ha tagliato il target price sulla società, portandolo da 38,83 euro a 37,3 euro. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni.
Atlantia ha ceduto lo 0,7% a 15,67 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 18 novembre UBS ha incrementato la quota detenuta nel capitale della concessionaria autostradale, portandola dal 2,018% al 3,719%.

Spicca l’ottima performance di Geox (+8,02% a 2,29 euro). Gli analisti di Banca Akros hanno alzato da 1,5 euro a 2,2 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito alla revisione delle stime per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno anche migliorato da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere) il giudizio.

Zucchi ha registrato un minimo rialzo dello 0,14% a 0,0734 euro. Oggi ha preso il via l’aumento di capitale lanciato dalla società. Il prezzo di chiusura delle azioni di venerdì, pari a 0,0755 euro, è stato rettificato a 0,0733 euro. Di conseguenza, il prezzo iniziale dei diritti (+45,5% a 0,0032 euro) è stato fissato a 0,0022 euro.

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