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MPS, il piano strategico 2021-2025

La banca è impegnata a predisporre un nuovo capital plan da sottoporre alla BCE che conterrà una indicazione dei fabbisogni di capitale, quantificati tra 2 e 2,5 miliardi

di Mauro Introzzi 18 dic 2020 ore 07:35

palazzo-salimbeni-mpsMonte dei Paschi di Siena ha approvato il piano strategico 2021-2025. Un piano che sarà trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze che dovrà avviare - in ottemperanza agli impegni assunti - un confronto in sede europea con DG Comp (la direzione generale della concorrenza), ai sensi della normativa vigente.

Secondo quanto indicato dalla nota il piano è stato predisposto avendo presenti, fra l’altro, gli impegni assunti dal Governo Italiano alla base del piano di ristrutturazione definito per il periodo 2017-2021 e il conseguente DPCM del 16 ottobre 2020, nel cui ambito viene segnalato opportuno “avviare un processo di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero nel capitale sociale di MPS, da realizzare con modalità di mercato e anche attraverso operazioni finalizzate al consolidamento del sistema bancario”.

Dal punto di vista patrimoniale, il piano sottende un rafforzamento tale da consentire a MPS di ripristinare gli indicatori di patrimonio regolamentare, con indicatore di CET1 phased-in costantemente superiore al 12% e di affrontare oneri di ristrutturazione legati alla riduzione sostenibile della base costi.

MPS è impegnata a predisporre un nuovo capital plan da sottoporre alla Banca Centrale Europea entro il 31 gennaio 2021. Il capital plan conterrà una indicazione dei fabbisogni di capitale, quantificati tra 2 e 2,5 miliardi. Tale rafforzamento patrimoniale ipotizzato è idoneo a risolvere lo scenario di shortfall di patrimonio regolamentare che al 31 marzo 2021 è quantificato in oltre 0,3 miliardi e, al 1° gennaio 2022, in circa 1,5 miliardi.

Secondo il comunicato di Montepaschi il piano darà priorità ad iniziative industriali che, tramite l’avvio di cantieri implementativi già identificati, saranno in grado di creare rapidamente valore, con contenuti rischi di realizzazione e
compatibilmente con le caratteristiche dell’attuale modello operativo.

Il piano è stato sviluppato sulla base di assunzioni ritenute prudenziali dello scenario macroeconomico, ipotizzando in particolare il permanere degli attuali livelli dei tassi di interesse e un PIL nazionale al di sotto del livello precedente all’attuale crisi pandemica per almeno il prossimo triennio.

 

In particolare, gli indirizzi strategici delineati dal piano si articolano su tre pilastri:

  1. la focalizzazione del modello di business sulla clientela chiave, in linea con le quote di mercato storiche e la graduale uscita da segmenti ad elevato assorbimento di capitale e ridotta redditività;
  2. la semplificazione organizzativa e l’avvicinamento del modello operativo al business;
  3. il rafforzamento del bilancio ed il continuo focus sulla gestione dei rischi.

Dal punto di vista reddituale, il risultato netto del 2021 è impattato da oneri di ristrutturazione e da rettifiche di valore su crediti legate alla emergenza pandemica, ma con una attività commerciale in linea con quanto osservato nella seconda metà del 2020. Il piano prevede un risultato netto in pareggio nel 2022 e in utile a partire dal 2023. Per quanto concerne la dinamica degli organici del gruppo, la riduzione stimata - che tiene conto delle uscite, tramite il ricorso al fondo di solidarietà e turnover naturale, e dei nuovi ingressi - nell’arco di piano 2021-2025 è di circa 2670 persone.

Nell’assemblea di bilancio la banca sottoporrà ai soci una proposta di intervento sul capitale che tenga adeguatamente conto degli effetti definitivi dell’operazione di scissione parziale non proporzionale “Hydra”, il cui regolamento è atteso per fine dicembre, e delle deliberazioni che saranno adottate in relazione alle necessarie misure di rafforzamento patrimoniale che verranno dettagliate nel contesto del capital plan.

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