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MPS: ok all'aumento, ma il titolo continua ad affondare!

La parola ora passa all’assemblea degli azionisti, che il 27 dicembre sarà chiamata a dare il via libero definitivo all’operazione. In rosso anche la Popolare di Milano e RcsMediagroup

di Edoardo Fagnani 26 nov 2013 ore 15:57
Piazza Affari e le principali borse europee in altalena a metà pomeriggio È iniziata la tre giorni di collocamenti dei titoli di stato italiani. Oggi il Tesoro ha collocato un CTZ: il rendimento del titolo è sceso all’1,163%.
Il FTSEMib registra un calo dello 0,24%, mentre il FTSE Italia All Share scende dello 0,25%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,29%) e il FTSE Italia Star (-0,02%).

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Riflettori accesi sul Monte dei Paschi di Siena. Il titolo della banca toscana perde il 6,39% a 0,1831 euro, dopo alcune sospensioni per eccesso di ribasso. Il consiglio di amministrazione dell’istituto ha approvato l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro, che servirà per rimborsare parte dei “Monti bond”. La parola ora passa all’assemblea degli azionisti, che il 27 dicembre sarà chiamata a dare il via libero definitivo all’operazione.

In rosso anche la Popolare di Milano (-2,58% a 0,4301 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso). L’istituto ha comunicato che sono state presentate tre liste di candidati alla carica di consigliere di sorveglianza della banca. Oltre a quella guidata da Piero Giarda, infatti, figurano anche i canditati con a capo Piero Lonardi (rappresentate dei soci non dipendenti dell'istituto) e la lista guidata da Luca Raffaello Perfetti. L’assemblea degli azionisti della banca è in calendario per il 21 dicembre.

RcsMediagroup registra una flessione dell’1,21% a 1,304 euro. Secondo quanto scritto su MF, i target finanziari fissati dalla società editoriale sarebbero già a rischio, in conseguenza della crisi e del calo del fatturato registrato nei primi nove mesi dell’anno. In particolare, RcsMediagroup potrebbe non centrare i target sul margine operativo lordo per il biennio 2013/2014, fissati rispettivamente a 40 milioni e 90 milioni di euro.

In frazionale ribasso Eni (-0,34% a 17,81 euro). L’agenzia Fitch ha peggiorato le prospettive sul rating del Cane a sei zampe, portandole da “stabili” a “negative”, in conseguenza alle difficoltà incontrate nella produzione in Libia e in Kazakhstan, che potrebbero pesare sui risultati finanziari del 2013. Gli esperti hanno confermato ad “A+” il rating sul debito a lungo termine del colosso petrolifero.
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