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MPS, i conti del 2018. Tagliate le stime del piano al 2021

Monte dei Paschi di Siena ha diffuso i conti preliminari dell’esercizio 2018. Il periodo si è chiuso con un utile in crescita rispetto alla perdita monstre del 2017. Rivisti i target del piano al 2021

di Mauro Introzzi 28 feb 2019 ore 18:05

monte_dei_paschiMonte dei Paschi di Siena ha diffuso i conti definitivi dell’esercizio 2018, che hanno confermato le indicazioni preliminari diffuse il 7 febbraio. Il periodo si è chiuso con un utile in crescita rispetto alla perdita monstre del 2017.

 

CONTI 2018 MPS: RISULTATI ECONOMICI DELL’ANNO

Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il 2018 con ricavi complessivi pari a 3,29 miliardi di euro, in calo del 18,3% rispetto all’anno precedente. Il margine di interesse del 2018 è stato pari a 1,74 miliardi di euro, in flessione del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre le commissioni nette al 31 dicembre 2018, pari a 1,52 miliardi di euro, hanno registrato un calo del 3,4% rispetto a quelle consuntivate nello stesso periodo dell’anno precedente.

Per effetto delle dinamiche sopra descritte, il risultato operativo lordo del gruppo è risultati pari a 937 milioni di euro, in sensibile flessione dagli 1,48 miliardi del 2017.

Il 2018 si è così chiuso con un utile consolidato di 279 milioni di euro, a fronte di una perdita di 3,5 miliardi di euro conseguita nello stesso periodo del 2017. Un rosso che era principalmente causato da una serie di svalutazioni straordinarie.

 

MPS, AGGREGATI PATRIMONIALI A FINE 2018

A fine 2018 i volumi di raccolta complessiva del gruppo Monte dei Paschi di Siena erano pari a 187 miliardi di euro, in calo di 6,7 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2017 e di 6,3 rispetto al 30 settembre 2018,

Al 31 dicembre 2018 i crediti verso la clientela del gruppo si sono attestati a 86,9 miliardi di euro, in crescita di 0,4 miliardi di euro rispetto a fine dicembre 2017.

 

I CREDITI DETERIORATI DI MPS A FINE 2018

A fine 2018 l’esposizione netta in termini di crediti deteriorati del gruppo si attestava a 7,9 miliardi di euro, in flessione rispetto sia al dicembre 2017 (di 6,9 miliardi di euro), sia al 30 settembre 2018 (per 0,6 miliardi di euro).

L’esposizione netta del comparto sofferenze si riduce di circa 4,3 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2017 e risulta in lieve aumento rispetto al 30 settembre 2018 (+0,2 miliardi di euro). In flessione anche l’esposizione netta delle inadempienze probabili di 2,4 miliardi di euro su dicembre 2017 e di 0,7 miliardi su 30 settembre 2018.

La nota della banca indica che si è registrato nell’ultimo trimestre un miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti clientela netti, che passa da 9,6% di settembre 2018 a 9,0% di dicembre 2018.

Al 31 dicembre 2018, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 53,1%, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2017 (pari a 65,5%), a seguito dell’operazione di deconsolidamento dei crediti oggetto di cessione avvenuta nel periodo, ed in calo rispetto al 30 settembre 2018 (pari a 56,4%).

 

MPS, COEFFICIENTI PATRIMONIALI A FINE 2018

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 31 dicembre 2018 il Common Equity Tier 1 Ratio era pari al 13,7% (rispetto al 14,8% di fine 2017) ed il Total Capital Ratio era pari a 15,2%, che si confronta con il valore del 15% registrato a fine dicembre 2017.

 

MPS, LE STIME AL 2019 E AL 2021

Nella nota che ha diffuso i conti 2018 MPS ha aggiornato le stime interne pluriennali dei valori economici e patrimoniali "per tener conto dell’evoluzione dell’attuale scenario macro economico, dei risultati 2018 e dei requisiti SREP anticipati nella draft Decision". Tali stime, precisa la banca, "si collocano ad un livello inferiore rispetto a quanto previsto nel Piano di Ristrutturazione 2017-2021 approvato dalle competenti autorità a luglio 2017, ma comunque presentano valori di ratios patrimoniali al di sopra dei requisiti regolamentari".

Per l'anno in corso, invece, il numero uno dell'istituto Marco Morelli ha dichiarato nel corso della conference call con gli analisti che "l'obiettivo è fare meglio del 2018, mantenendo i ratio patrimoniali ben al di sopra dei requisiti richiesti". Il manager ha poi dichiarato che la richiesta Bce di portare al 100% la copertura dei crediti deteriorati entro il 2026 "non avrà un impatto significativo nel periodo di piano", che copre gli anni fino al 2021.

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