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Mps, Fondazione vende. Anzi no

Le voci di una cessione di Fondazione Mps hanno fatto deflagrare i corsi dell'azione con un'esplosione dei volumi. Ma oggi l'ente, che ieri ha deliberato un'azione di responsabilità, ha smentito la vendita

di Mauro Introzzi 6 mar 2014 ore 11:33
Ridda di voci, ufficiali e non, sul titolo Monte dei Paschi di Siena. Ieri le indiscrezioni che davano Fondazione Mps, prima azionista dell'istituto, aver venduto una quota rilevante del capitale della banca avevano rappresentato la scintilla che ha fatto deflagrare i corsi dell'azione con una netta esplosione dei volumi. Sostenuti anche dalle notizie, questa volta ufficiali, di un'azione di responsabilità della stessa Fondazione nei confronti degli ex vertici del medesimo ente.
In queste ore, però, è arrivata la smentita di Fondazione alla vendita. Ma andiamo con ordine.

mps2LE VOCI DELLA CESSIONE DI AZIONI MPS

Nella tarda mattinata della seduta di ieri, 5 marzo, negli ambienti borsistici si era diffusa la notizia di una cessione ai blocchi di un’ingente quantitativo di azioni di Monte dei Paschi di Siena. Secondo i ben informati sarebbe passato di mano l’8% del gruppo a un prezzo per azione compreso tra i 16 e i 17 centesimi. Protagonista della cessione sarebbe stata Fondazione Mps che da mesi sta tentando di cedere la sua quota prima del previsto aumento di capitale da 3 miliardi di euro di Rocca Salimbeni. L’ente avrebbe venduto a dei fondi hedge, in particolare a OchZiff Capital Management che da settimane era indicato come interessato all’ingresso nell’azionariato della banca. Il controvalore dell’operazione sarebbe stato vicino ai 200 milioni di euro.

INFOGRAFICA: I soci Mps all'assemblea dello scorso dicembre

LA SMENTITA DELLA FONDAZIONE
Tuttavia in queste ore, su richiesta della Consob, Fondazione Mp ha smentito la cessione e comunicato che, “al contrario di quanto riportato da alcuni organi e agenzie di stampa, ieri non ha eseguito alcuna transazione sul mercato telematico azionario e non ha stipulato alcun contratto di compravendita inerente la partecipazione in Monte dei Paschi“. In altre parole la sua partecipazione nell’istituto toscano rimane pari a 3.677.315.802 azioni ordinarie, corrispondenti al 31,48% del capitale della banca.

LE REAZIONI DEGLI ANALISTI ALLA IPOTETICA CESSIONE
Prima della smentita della Fondazione alcuni analisti avevano commentato l’ipotetica operazione. Secondo gli esperti di Banca Imi, che confermano il giudizio “sell” (vendere) con un target di 0,15 euro, la riduzione della partecipazione di Fondazione Mps “sarebbe positiva in quanto potrebbe abbassare l'overhang (ndr: ossia la situazione in cui grossi quantitativi di azioni finiscono sul mercato penalizzando i prezzi delle azioni stesse) sul titolo durante l'aumento di capitale”.
Per Vincenzo Longo, Market Strategist di IG, l’eventuale ingresso di nuovi soci esteri “potrebbe essere di buon auspicio sulla riuscita dell’aumento massiccio di capitale che l’Istituto di piazza Salimbeni si appresta a effettuare nel secondo trimestre".
Per Fidentiis, che su Mps ha un rating “sell” (vendere) con una valutazione tra gli 0,13 e gli 0,135 euro una vendita sarebbe positiva per l'azione, visto che “implicherebbe una forte riduzione del ruolo chiave che la Fondazione gioca nella gestione della banca e consentirebbe al management di Mps di lanciare l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro".
Equita Sim (“hold” – mantenere con un target price di 0,17 euro) ha invece fatto tutti i conti in base alle cifre circolate nelle varie indiscrezioni arrivando a stabilire che dopo l’aumento di capitale la quota dell’ente scenderebbe al 7,5% e Fondazione diverrebbe il terzo azionista della banca. A seguire il Ministero del Tesoro, che dovrebbe avere il 6% a causa del pagamento delle cedole sui Monti bond.

L’AZIONE DI RESPONSABILITA’ DI FONDAZIONE MPS

Rimane ufficiale, invece, la delibera da parte della Deputazione Generale di Fondazione Mps sull’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici dell’ente stesso ma anche di banche e advisor coinvolti nell’operazione di aumento di capitale del 2008 e in quella di sottoscrizione del prestito del 2011.

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