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Moncler è piaciuta agli stranieri!

Grande successo per l’IPO di Moncler a Piazza Affari, in particolare tra gli investitori istituzionali stranieri. A conferma del forte interesse per le società del lusso italiane

di Edoardo Fagnani 16 dic 2013 ore 11:21
Grande successo per l’IPO di Moncler a Piazza Affari, in particolare tra gli investitori istituzionali stranieri. La società ha confermato il forte interesse per le società del lusso italiane, facendo meglio dei risultati ottenuti dai recenti collocamenti di Salvatore Ferragamo e Brunello Cucinelli.

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Moncler ha comunicato che nel corso dell’operazione sono arrivate richieste per circa 2,09 miliardi di azioni, in rapporto a un’offerta finale di 76,82 milioni di titoli (compresa la greenshoe). A titolo di confronto, nel collocamento avvenuto nel mese di aprile del 2012, Brunello Cucinelli aveva ottenuto richieste per oltre 345 milioni di azioni, rispetto a un’offerta di 22,44 milioni di titoli.
Nel dettaglio, gli investitori istituzionali hanno presentato richieste per 1,99 miliardi di titoli, in rapporto a 70,14 milioni di titoli offerti (compresa la greenshoe). Di queste, 100 milioni sono arrivate da 55 investitori italiani, mentre le restanti richieste per 1,89 miliardi sono state effettuate da 689 investitori qualificati esteri. Sulla base di questa domanda, Moncler ha assegnato agli investitori istituzionali tutte le 70,14 milioni di azioni messe a disposizione, per un ammontare di 4,13 milioni a 10 operatori italiani e di 66,01 milioni a 154 investitori esteri.
Dalla parte opposta, 66.020 piccoli risparmiatori italiani hanno richiesto poco più di 97 milioni di azioni, su un’offerta di 6,68 milioni di titoli. Moncler ha potuto soddisfare solo 7.348 richiedenti, attraverso l’assegnazione di 6,68 milioni di azioni.

moncler_1La società ha debuttato sul mercato azionario italiano a un prezzo di 10,2 euro per azione. Il prezzo delle azioni è stato fissato al massimo della forchetta indicata nel corso del collocamento e fissata tra gli 8,75 euro e i 10,2 euro.
Per il momento possono brindare gli azionisti che hanno venduto i titoli. Le 66,8 milioni di azioni messe sul mercato, infatti, sono arrivate dai soci di Moncler, che hanno incassato complessivamente oltre 681 milioni di euro. Inoltre, ECIP M e da CEP III Participations, due degli azionisti di riferimento della matricola, potranno incassare altri 100 milioni di euro, in caso di esercizio integrale della greenshoe a favore dei collocatori.

Sulla base del prezzo di collocamento indicato dai vertici della società, la capitalizzazione iniziale di Moncler era pari a 2,55 miliardi di euro. A titolo di riferimento Brunello Cucinelli (attualmente nel listino delle società a media capitalizzazione) ha una capitalizzazione di 1,72 miliardi di euro. La capitalizzazione di YOOX, che lunedì 23 dicembre debutterà al FTSEMib, è pari a 1,72 miliardi di euro. Di conseguenza, la matricola avrebbe le carte in regola per poter far parte del principale listino di Piazza Affari.
Prendendo in esame i risultati realizzati nel 2012 e il prezzo di collocamento, il rapporto tra prezzo e utile netto è pari a 30,9. Il rapporto tra Enterprise value (dato dalla somma tra capitalizzazione e indebitamento al 30 settembre) e margine operativo lordo del 2012 si collocherebbe a 17,3. L’Ev/Ebit, invece, sarebbe pari a 19,2. Nel prospetto informativo i vertici di Moncler hanno confrontato questi numeri con i multipli calcolati per le principali aziende italiane attive nel settore del lusso, sulla base di alcune caratteristiche ritenute in linea con quelle dell’azienda in termini di presenza geografica, posizionamento di settore e modello distributivo. Per il rapporto prezzo/utile si va da un minimo di 24,8 di Tod’s a un massimo di 68,7 di Brunello Cucinelli. Per l’Ev/Ebitda l’intervallo va dal minimo di 13,9 di Tod’s al 36,6 di Brunello Cucinelli.

Secondo quanto ha dichiarato a margine della cerimonia di quotazione di Moncler il numero uno del gruppo Remo Ruffini nel capitale del celebre marchio dei piumini ci sarebbero "i più bei nomi della moda italiana". Secondo le agenzie sarebbero diventati azionisti del gruppo le famiglie Ferragamo, Zegna e Loro Piana, oltre che gli imprenditori Renzo Rosso (Diesel) e Bernard Arnault (Lvmh).
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