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MolMed vuole sfruttare gli accordi con il San Raffaele

Per contro, va ricordato che la società biotech ha chiuso gli ultimi esercizi in perdita e con ricavi ancora limitati, considerando che al momento la società biotech non commercializza alcun farmaco.

di La redazione di Soldionline 27 feb 2008 ore 10:43

Punti di forza e debolezza
Uno dei punti di forza più importanti di MolMed è quello relativo agli accordi siglati con gli istituti di ricerca biomedica in Europa e con aziende del settore. Nel prospetto informativo la società ricorda che nel 2001 è stato siglato un accordo con la Fondazione San Raffaele, che permetterà a MolMed, una volta quotata, di ottenere l'esclusiva per rilevare i progetti di ricerca sviluppati dalla stessa Fondazione nel campo dell'oncologia e della terapia dell'AIDS. Da non trascurare neppure l'accordo con la biotech giapponese Takara Bio, con riferimento allo sviluppo dei farmaci TK e M3TK. Questa intesa aprirà a MolMed l'ingresso nel mercato asiatico, quando i farmaci otterranno il via libera alla commercializzazione. In secondo luogo il collocamento di MolMed avverrà interamente tramite un'offerta pubblica di sottoscrizione. Questo significa che tutte le risorse raccolte con il collocamento resteranno in azienda e saranno utilizzate per finanziare la sperimentazione dei farmaci attualmente in fase di studio. Sulla base del prezzo massimo di 2,75 euro per azione, la società potrebbe incassare una cifra nell'ordine dei 72 milioni di euro, al lordo dei costi di quotazione. Senza dimenticare che anche le 3,9 milioni di azioni destinate alla greenshoe (le azioni riservate in opzione ai collocatori del titolo) saranno interamente di nuova emissione. Un ulteriore segnale di fiducia degli attuali azionisti sulle opportunità di crescita del gruppo.
Per contro, va ricordato che MolMed ha chiuso gli ultimi esercizi in perdita e con ricavi ancora limitati, considerando che al momento la società biotech non commercializza alcun farmaco. Questa tendenza è destinata a proseguire anche nei prossimi esercizi. Il management, infatti, ha ricordato che, a meno di un'accelerazione nel processo di sperimentazione di registrazione dei farmaci, il primo prodotto non sarà commercializzato prima del 2012. Inoltre, l'avanzamento delle fasi di sperimentazione determinerà una crescita dei costi operativi, una situazione che potrebbe portare a un ulteriore peggioramento della redditività, qualora il giro d'affari dovesse mantenersi sui livelli registrati negli ultimi esercizi.  Inoltre, l'attuale situazione dei mercati azionari non è sicuramente di supporto al progetto di quotazione. La volatilità dei listini, infatti, non aiuta le società in procinto alla quotazione, come dimostrano i recenti collocamenti, quasi tutti caratterizzati da debutti negativi sul mercato. A questo si aggiunge la crisi del credito, che limita le risorse disponibili per gli investimenti ai grandi operatori istituzionali. Non è un caso, infatti, che molte aziende, che avevano programmato la quotazione tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 abbiano deciso di rinviare o abbandonare del tutto il progetto.

Opportunità e rischi
MolMed può contare su una struttura patrimoniale solida. Al 30 settembre la posizione finanziaria netta del gruppo era praticamente nulla. Inoltre, i soldi raccolti con il collocamento finiranno interamente nelle casse della società, permettendo all'azienda di disporre di risorse aggiuntive per finanziare gli studi dei composti attualmente in fase di sperimentazione. Per MolMed sarà importante arrivare alla commercializzazione del primo farmaco. Con il flusso di cassa generato da questi prodotti sarà possibile finanziare la sperimentazione degli altri composti. Inoltre, nel prospetto informativo il management di MolMed ha ricordato che il settore in cui l'azienda è attiva ha un evidente fabbisogno terapeutico. Nel dettaglio, la società biotech si è specializzata in patologie tumorali gravi nel settore oncologico, in cui al momento mancano terapie di cura efficaci. Senza trascurare il fatto che quelle attualmente in uso in alcuni casi sono controbilanciate da un elevato tasso di tossicità. Per questo i vertici della società ritengono che in questo settore ci sia ampio spazio per terapie alternative che possano generare ricavi significativi, senza i costi di promozione che solitamente vengono richiesti per sostituire le cure tradizionali.
Tra i vari rischi segnalati da MolMed nel prospetto informativo, quello principale è quello relativo alla possibilità che le fasi di sperimentazione in corso sui farmaci possano subire un rallentamento o possano essere interrotte. Si tratta di un rischio comune a tutte le aziende del settore biotecnologico, rischio che in alcune circostanze rende molto volatile l'andamento borsistico di queste aziende, come insegna l'esperienza di società già quotate. Un'ipotesi resa più pressante dalla mancanza di farmaci in commercio. I vertici di MolMed ricordano che l'approvazione dei farmaci in fase di sperimentazione non è automatica e non escludono la possibilità che gli stessi composti possano dimostrarsi inefficaci per la cura di alcuni tumori. Logicamente la richiesta di nuove sperimentazioni determinerebbe una crescita imprevista dei costi operativi, con un conseguente impatto negativo sulla redditività. Inoltre, non è da trascurare il fatto che la crescita delle aziende attive nel settore biotech dipende in buona parte dalla presenza di persone chiave all'interno delle stesse. Oltre dalla presenza degli attuali manager di MolMed, la società ricorda nel prospetto informativo che lo sviluppo dei farmaci dipenderà in misura significativa dalla capacità del gruppo di attrarre e mantenere personale scientifico qualificato. Un compito non facile e neppure banale, considerando l'elevata concorrenza nel reclutamento di questo tipo di figure da parte di altre società biotecnologiche e farmaceutiche (in particolare quelle di dimensioni più consistenti), oltre che di università e istituti di ricerca.

 

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