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Mid Small Cap, il de-rating indiscriminato crea nuove opportunità

Il recente calo riflette quanto economisti e investitori temano l’aggressività delle banche centrali nel tentativo di contenere la crescita e abbassare i livelli di inflazion

di Redazione Lapenna del Web 22 set 2022 ore 10:51

mercato-azionario-crescitaIl team di ricerca di Intermonte ha analizzato il recente andamento del mercato azionario italiano, che ai prezzi al 19 settembre 2022 è sceso del 2,4% nell'ultimo mese ed è in calo del 19,7% su base annua. In particolare, l'indice FTSE Italy Mid-Cap (-8,3%) ha sottoperformato l'indice principale del 5,9% nell'ultimo mese (-6,8% su base annua), mentre l'indice FTSE Italy Small Caps (-5,8%) ha registrato una performance peggiore del 3,4% rispetto al mercato nell'ultimo mese, ma un +5,3% su base relativa da inizio 2022.

"Dall'inizio dell'anno abbiamo attuato una revisione del +3,6% delle nostre stime sugli EPS per il 2023, guidata da significativi upgrade degli utili dei titoli energetici, mentre in media abbiamo tagliato le previsioni per i restanti titoli, dell'8,5%, in particolare, per la nostra copertura mid/small cap," hanno puntualizzato gli analisti di Intermonte. "Se ci concentriamo su questa, nell'ultimo mese abbiamo ridotto le nostre previsioni EPS 2022 e 2023 dell'1,1%".

Confrontando la performance a un anno con la variazione delle stime per l'esercizio ‘22 nello stesso periodo, Intermonte osserva come i titoli del FTSEMib abbiano registrato un de-rating dal primo gennaio 2022 del 39,4% (era -39,5% un mese fa); le mid-cap hanno subito un de-rating del 28,7%, mentre le small-cap hanno registrato una revisione delle stime solo del 3,1%, superiore alla correzione del prezzo delle azioni. "Su base P/E, il nostro panel è scambiato con un premio del 38% rispetto alle large cap, ben al di sopra del premio medio storico (17%), ma al di sotto del livello di un mese fa (46%)", hanno segnalato gli esperti.

Secondo Intermonte, inoltre, il recente calo del mercato riflette quanto economisti e investitori temano l’aggressività delle banche centrali nel loro tentativo di contenere la crescita e abbassare i livelli di inflazione, dopo che le recenti correzioni dei prezzi del gas e i miglioramenti lato supply chain non sono stati in grado di migliorare il quadro complessivo. Nel frattempo, i mercati obbligazionari stanno ora prezzando una recessione significativa nel 2023.

Intermonte prosegue ipotizzando che l'appetito degli investitori verso i titoli italiani rimarrà probabilmente basso nel breve termine, a causa dell'impatto dei costi energetici su imprese e famiglie (con il rischio della mancanza di offerta) e delle imminenti elezioni politiche, che potrebbero causare un periodo di volatilità. "Se, da un lato, le mid-small cap sono vulnerabili a questi fattori, dall'altro il recente de-rating indiscriminato dei titoli growth ha penalizzato alcune società con un buon profilo internazionale che beneficiano di contratti esistenti o di chiari trend di settore (come rivoluzione digitale o Recovery Plan)", hanno sottolineato gli analisti.

In conclusione, Intermonte ritiene che queste società restino interessanti, soprattutto se le stime di mercato considerano l'imminente recessione.

 

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